In un tempo in cui la parola inclusione rischia spesso di restare confinata alle intenzioni, il Comune di Trivigliano ha scelto di tradurre la consapevolezza in confronto concreto, promuovendo un incontro dedicato al tema dell’autismo in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Un appuntamento che ha riunito famiglie, professionisti, istituzioni e mondo associativo, dando vita a un dialogo autentico e partecipato.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Gianluca Latini, che ha richiamato con chiarezza un concetto fondamentale: l’autismo non è una malattia da curare, ma una diversa modalità di percepire e vivere il mondo. Un passaggio che ha orientato l’intero incontro, riportando al centro le persone, le loro storie e le loro relazioni.
L’iniziativa, organizzata con il supporto dell’amministrazione comunale e coordinata da Giuliana Fia, madre di Loris, ha avuto come filo conduttore una parola chiave: fare rete. Un’esigenza condivisa da tutti gli interventi, quella di costruire un sistema integrato capace di superare la frammentazione dei servizi e accompagnare le famiglie lungo tutte le fasi della vita.
Nel corso dell’incontro, il contributo dei professionisti ha restituito un quadro articolato e approfondito. Il dott. Matteo Battisti, neuropsichiatra infantile, ha evidenziato la complessità dello spettro autistico e la necessità di percorsi personalizzati e multidisciplinari, costruiti in sinergia tra scuola, famiglia e servizi sanitari. La dott.ssa Fiorella Sistopaoli, pediatra, ha posto l’accento sulla diagnosi precoce, sottolineando come riconoscere tempestivamente i segnali possa incidere in modo determinante sullo sviluppo del bambino.
Un focus importante è stato dedicato anche al sostegno psicologico. La dott.ssa Alessia Catracchia, psicologa e psicoterapeuta, ha ribadito il valore del supporto alle famiglie, chiamate ad affrontare non solo la diagnosi, ma anche il peso emotivo e sociale che spesso ne deriva. In questa prospettiva, la centralità della persona ha rappresentato il punto di equilibrio tra intervento clinico e dimensione umana.
Sul piano riabilitativo, la dott.ssa Silvia Verdat ha illustrato il ruolo della valutazione neuropsicomotoria nella definizione di profili funzionali su misura, mentre la dott.ssa Arianna Massimiani ha affrontato il tema della selettività alimentare, evidenziando strategie e percorsi terapeutici specifici. La dott.ssa Valeri Monti ha invece approfondito la Comunicazione Aumentativa Alternativa, strumento fondamentale per favorire l’espressione e ridurre la frustrazione comunicativa.
Particolarmente significativa la riflessione della dott.ssa Federica Sistopaoli, che ha presentato l’approccio ABA in chiave ecologica, sottolineando l’importanza della continuità tra i diversi contesti di vita e il coinvolgimento attivo delle famiglie, senza nascondere le criticità legate all’accesso ai servizi.
Dal mondo della scuola, la maestra Claudia Angelisanti ha richiamato la necessità di riconoscere ogni bambino nella propria unicità, promuovendo una cultura inclusiva reale, mentre la dott.ssa Laura Pompeo ha raccontato l’impegno dell’associazione Effetto Farfalla nella costruzione di reti tra famiglie e professionisti. La dott.ssa Paola Farina ha invece portato l’esperienza diretta del sostegno scolastico, ribadendo il ruolo centrale della scuola come luogo di crescita e integrazione.
Non meno rilevante il contributo del mondo sportivo, con il dott. Alessio Mizzoni e l’allenatore Lorenzo Paglialosi, che hanno evidenziato come lo sport possa diventare uno spazio privilegiato di inclusione, capace di favorire relazioni e autonomie in un contesto privo di giudizio.
Sul fronte istituzionale, la dott.ssa Sara Marino ha illustrato gli strumenti messi in campo dagli enti locali, introducendo il concetto di progetto di vita come elemento cardine per un’inclusione duratura, mentre la dott.ssa Cristina Frioni ha presentato l’Agenzia per la Vita Indipendente, servizio gratuito a supporto delle famiglie.
A rendere ancora più intenso l’incontro sono state le testimonianze dirette. Jessica, madre di una bambina con autismo, ha raccontato la necessità di strumenti concreti per affrontare la quotidianità, mentre Giovanna, madre di un uomo di 27 anni, ha posto l’attenzione sulle criticità legate all’età adulta, tra burocrazia e carenza di servizi, senza però rinunciare a sottolineare i risultati raggiunti e l’importanza di percorsi orientati all’autonomia.
Momento di forte coinvolgimento emotivo la lettura di una poesia da parte del fratello di Loris, scritta prima ancora della diagnosi: parole semplici e profonde, capaci di restituire il senso più autentico del legame familiare.
In chiusura, una riflessione che guarda al futuro e alla costruzione concreta di opportunità: il sogno di creare un luogo accogliente, come un agriturismo, da mettere a disposizione delle associazioni del territorio, dove i ragazzi possano vivere esperienze quotidiane e le famiglie trovare uno spazio di condivisione.
Un messaggio chiaro emerge da Trivigliano: la consapevolezza sull’autismo passa attraverso l’ascolto, la collaborazione e la costruzione di reti solide, capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita.




