C’è un filo sottile che collega le aule di un convitto storico nel cuore della storica città di Anagni con le sale dell’Università LUMSA di Roma. Quel filo si chiama “passione per il latino” — non quello delle declinazioni imparate a memoria, ma quello parlato, ascoltato, vissuto. E ieri l’altro, 18 aprile 2026, durante la cerimonia finale del Certamen “Vittorio Tantucci”, quel filo ha brillato di luce propria.
Filippo Damizia e Rebecca Terilli, studenti della classe 2°G indirizzo Scienze umane del Convitto Nazionale Regina Margherita di Anagni, hanno ricevuto una menzione d’onore al prestigioso concorso indetto dall’EIP – Scuola per la Pace in collaborazione con l’Università LUMSA. Un riconoscimento che non è arrivato per caso, ma è il frutto di un percorso didattico tutt’altro che convenzionale.

Il tema del Certamen era quanto mai attuale: l’importanza della scuola come luogo di confronto e crescita reciproca. Per affrontarlo, i due ragazzi hanno scelto di ripartire dalle radici, rielaborando un passo dell’“Institutio oratoria” di Quintiliano — il grande retore romano che già duemila anni fa rifletteva sul senso profondo dell’educazione — trasformandolo in un dialogo originale scritto interamente in Lingua latina.
Ma non si è trattato di un semplice esercizio scritto. Il lavoro è confluito in un video, realizzato in collaborazione con la professoressa di Lingua inglese Matilde Baldi, nel quale Filippo e Rebecca si esprimono con scioltezza e naturalezza in un latino classico con pronuncia Restituta — quella ricostruzione filologica della pronuncia antica che restituisce alla lingua la sua dimensione sonora originaria. Vederli — e soprattutto sentirli — parlare con quella fluidità ha evidentemente colpito la giuria, che ha ritenuto il progetto meritevole di riconoscimento.

Dietro questo risultato c’è la guida della professoressa di Latino Camilla Pulcinelli, artefice silenziosa di una piccola rivoluzione pedagogica che da anni porta avanti all’interno del Liceo Regina Margherita. Il metodo che insegna si chiama Metodo Ørberg, noto anche come “Metodo Natura”: un approccio che tratta il Latino non come una lingua morta da dissezionare grammaticalmente, ma come una lingua viva, da ascoltare, leggere e parlare, esattamente come si fa con il francese o l’inglese. Un metodo che in provincia di Frosinone viene offerto esclusivamente nei corsi A e G del Regina Margherita, grazie all’iniziativa congiunta dei professori Camilla Pulcinelli e Mauro Meazza.

La cerimonia di premiazione, tenutasi sabato scorso nella sede romana della LUMSA, è stata anche l’occasione per assistere a una lectio magistralis su Lucrezio, un ulteriore momento di arricchimento culturale per gli studenti e i docenti presenti. L’emozione era palpabile: quei ragazzi non stavano semplicemente ritirando un diploma, stavano vedendo riconosciuto pubblicamente un modo diverso — e più profondo — di stare dentro la lingua antica.
La professoressa Pulcinelli ha espresso la propria soddisfazione non solo per il premio in sé, ma per la conferma di validità che il Metodo Natura ha ricevuto in questa sede. Un attestato autorevole che rafforza la convinzione che il latino, insegnato nel modo giusto, sappia ancora sorprendere e appassionare.
Un traguardo che fa onore all’intera istituzione, guidata dal Rettore Marcello Bianchi. E come si direbbe proprio in quella lingua che questi ragazzi hanno imparato ad amare: ad maiora!




