C’è un decennio che ha cambiato per sempre la storia della musica, del teatro e della cultura europea: gli anni Venti del Novecento, quando Berlino e Vienna erano le capitali indiscusse di un fermento artistico irripetibile. Un mondo di canzoni, satira, operetta e poesia che il regime nazista avrebbe poi spezzato, costringendo i suoi protagonisti all’esilio o al silenzio. Questa sera, giovedì 4 giugno 2026, quel mondo torna a vivere in Piazza San Giovanni a Ceccano, alle ore 21.30, grazie alla seconda serata del Festival Francesco Alviti.

Sul palco saliranno due artisti provenienti dalla Germania: Ernst Wilhelm Lenik, attore e performer di lungo corso, formatosi alla prestigiosa Otto-Falckenberg-Schule di Monaco di Baviera e protagonista di decenni di carriera sui palcoscenici tedeschi, e Dr. Birgit Auernheimer, pianista con studi alla Musikhochschule di Würzburg, da anni voce riconosciuta della vita concertistica e cameristica della regione di Treviri. I due formano un duo affiatato, capace di restituire con naturalezza e profondità il repertorio della Mitteleuropa tra le due guerre: le canzoni di Hermann Reutter, le melodie di Paul Abraham, i versi taglienti di Bertolt Brecht messi in musica da Hanns Eisler, e le leggerissime composizioni di Fritz Kreisler. Musica che racconta storie, che graffia e commuove al tempo stesso, opera di artisti costretti a fuggire da una barbarie che non sapevano ancora immaginare.
La serata di stasera è la seconda di un lungo e articolato programma che si estende fino ai primi giorni di luglio, animando ogni angolo della vita culturale di Ceccano e del territorio circostante. La prima serata si è svolta mercoledì 3 giugno, con una formula che ha mescolato generazioni: protagonisti i giovani del Liceo di Ceccano, con il loro Coro e la loro Orchestra diretti da Vittoria D’Annibale e da Giorgio Astrei, a dimostrazione che il festival sa essere tanto vetrina per i grandi nomi quanto palestra per i talenti in formazione.
Il teatro sarà al centro delle due serate successive: il 5 giugno toccherà ancora agli allievi del Liceo di Ceccano con una serie di atti unici, mentre l’8 giugno sarà la volta degli allievi dell’Istituto Superiore. L’11 giugno una serata speciale sarà dedicata a Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte, con il recital dei partecipanti all’Oratorio del Sorriso. Il 15 giugno la Corte dei de’ Ceccano si trasformerà in un crocevia di arte, storia e musica, con gli interventi di Vincenzo Angeletti Latini, Matteo Limongi, Italo Cardarilli e Marilena Tiberia, accompagnati dall’arciliuto di Andrea Micheli.
Il 16 giugno sarà la poesia a prendere la scena, con il Premio letterario Carmelina Spada dell’Associazione I Fabraterni e le più belle liriche dedicate alla Luna, interpretate dalla voce di Renzo Scasseddu con la chitarra di Federico Palladini e il pianoforte di Luigi Zerbato. Il giorno seguente, 17 giugno, il Quintetto del Conservatorio aprirà il ciclo dei quattro concerti del Refice con un programma di musica classica. Il 18 giugno tornerà in piazza il fisarmonicista Daniele Ingiosi, che proprio su questo palco tenne anni fa il suo debutto artistico: un ritorno atteso, con un grande programma di musica italo-argentina.
Il 19 giugno sarà ancora teatro, con una riproposizione ironica e divertente de I Promessi Sposi a cura del Centro Sociale Colle Ameno di Pofi, alla sua quarta replica. Per la Festa di San Giovanni, domenica 21 giugno, il Coro Josquin Des Pres eseguirà il Te Deum di Marc Antoine Charpentier sotto la direzione di Guido Iorio, mentre il 24 giugno le note solenni dell’organo Catarinozzi 1736 — affidato alla sapienza di Juan Paradell Solé — si intrecceranno con il flauto di Camilla Refice in onore del Precursore. Il 26 giugno sarà la volta dei Percussionisti del Refice.
Dopo una breve pausa, la musica riprenderà il 30 giugno con l’Orchestra di Fiati del Refice, diretta da Simone Genuini, cui seguirà il 1° luglio la Banda Giovanile di Ferentino guidata da Luigi Bartolini. Il 2 luglio toccherà all’Orchestra di Fiati della Città di Ferentino, reduce dal trionfo al concorso di Riva del Garda, il più prestigioso d’Italia nel suo genere, sotto la direzione di Alessandro Celardi. Il 3 luglio è atteso con grande entusiasmo il ritorno degli Ika Brothers, formazione fondatrice del festival. Gli ultimi due appuntamenti in calendario sono il 5 luglio con Federico Palladini e la Banda della Scolopendra, e il 6 luglio con Il Palco all’Opera dei solisti del Coro Josquin Des Pres. Da definire ancora la data dell’esibizione dell’Amaseno Harmony Show Band, diretta da Natalino Como.
Il Festival Francesco Alviti porta il nome di un giovane percussionista scomparso nel 2009 dopo una lunga lotta contro la malattia, e la sua memoria continua a fare da stella polare di una manifestazione che ogni anno cresce per qualità e partecipazione. L’organizzazione è affidata alla Pro Loco di Ceccano insieme alla Rete delle Associazioni, con il patrocinio del Conservatorio Licinio Refice e del Comune di Ceccano. La direzione artistica è affidata a Mauro Gizzi.




