Il velo di inquietudine che nelle ultime settimane era calato sulle comunità religiose della provincia di Frosinone inizia finalmente a diradarsi. Quella che sembrava una serie di raid inspiegabili contro i simboli della fede ha ora un volto e un nome. Grazie a un’operazione coordinata con estrema precisione, i Carabinieri della Compagnia di Frosinone, i Carabinieri della Compagnia di Alatri e il personale della Polizia di Stato – D.I.G.O.S. della Questura di Frosinone hanno stretto il cerchio attorno a una donna di 59 anni, residente nel capoluogo, sospettata di essere la mano dietro le recenti profanazioni. La donna, sposata e madre di due figli – solo uno dei quali convive con lei – risulta essere disoccupata.
L’indagine lampo tra fede e tecnologia
La sinergia tra le Forze dell’Ordine e la Procura
L’attività investigativa è stata condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Frosinone, che ha saputo far convergere l’efficacia dell’Arma dei Carabinieri e l’esperienza della Polizia di Stato in un unico fronte d’azione. Il lavoro dei cronisti descrive giorni di analisi silenziosa e meticolosa sui fotogrammi estrapolati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Quegli occhi elettronici, silenziosi testimoni dei passaggi dell’indagata, hanno permesso di ricostruire i movimenti di una donna che, con freddezza, colpiva i luoghi di preghiera più cari alla cittadinanza, trasformando la devozione popolare in un bersaglio da colpire.
La scia dei danneggiamenti e dei furti
Da Alatri al cuore del capoluogo ciociaro
I tasselli del mosaico criminale sono diversi e geograficamente distribuiti. Gli uomini della Compagnia di Alatri hanno fatto luce sul furto avvenuto lo scorso 10 aprile 2026 nella Chiesa di Santo Stefano, dove erano spariti un crocifisso in ottone, un rosario e la corona della Madonna. Nello stesso giorno, la furia vandalica si spostava a Frosinone: la Polizia di Stato ha infatti attribuito alla donna il danneggiamento della statua di Padre Pio nella Chiesa di San Benedetto e il furto dell’impianto di amplificazione presso la Chiesa di Madonna della Neve. Non è finita qui: i Carabinieri della Stazione di Frosinone Scalo hanno accertato la sua responsabilità anche per lo scempio alla statua della Madonna di Lourdes in via Madonna delle Rose, avvenuto il 14 aprile 2026.
Il sequestro e il futuro delle indagini
Le prove schiaccianti rinvenute nell’abitazione
La svolta definitiva è arrivata con la perquisizione domiciliare disposta dall’autorità giudiziaria. All’interno dell’appartamento della 59enne, gli inquirenti hanno rinvenuto e messo sotto sequestro capi di abbigliamento come felpe, scarpe e borse, perfettamente corrispondenti a quelli immortalati nei video dei delitti.

Sebbene l’identificazione della presunta responsabile rappresenti un traguardo fondamentale per la serenità dei cittadini, l’inchiesta non può dirsi conclusa. Gli inquirenti stanno infatti vagliando altri quattro episodi simili avvenuti in diversi Comuni della provincia a partire dal gennaio scorso, per verificare se la mano che ha ferito il cuore sacro della provincia di Frosinone sia sempre la stessa.
La nota integrale inviata agli organi di stampa dal Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Frosinone

FROSINONE: Operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato. Identificata la presunta autrice dei furti e danneggiamenti alle statue sacre nelle chiese della provincia.
Svolta nelle indagini relative ai danneggiamenti di statue sacre avvenuti in questi giorni nella provincia di Frosinone: nel corso della mattinata odierna, in una mirata operazione congiunta, i Carabinieri della Compagnia di Frosinone e della Compagnia di Alatri e personale Polizia di Stato – D.I.G.O.S. della Questura di Frosinone, sulla scorta del decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Frosinone, hanno eseguito una perquisizione domiciliare nel capoluogo ciociaro presso l’abitazione di una donna di 59 anni.
L’operazione riveste una fondamentale importanza per porre fine a una grave e preoccupante serie di atti vandalici che, nelle ultime due settimane, ha colpito profondamente i sentimenti della comunità religiosa locale, turbata dalle continue profanazioni dei propri luoghi di culto.
Le serrate attività di indagine, condotte sotto la direzione della Procura di Frosinone in stretta sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato attraverso la minuziosa analisi di vari filmati estrapolati da telecamere di videosorveglianza sia pubbliche che private, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della 59enne, individuata quale presunta autrice di almeno due episodi di danneggiamento e di due furti.
Nello specifico, le indagini hanno permesso di ricostruire con esattezza i seguenti episodi delittuosi:
– i Carabinieri della Compagnia di Alatri hanno fatto luce sul furto avvenuto il 10 aprile 2026 all’interno della Chiesa di Santo Stefano ad Alatri, dalla quale erano stati illecitamente asportati un crocifisso in ottone, un rosario e la corona che ornava la statua della Madonna;
– il personale della Polizia di Stato ha identificato la donna quale autrice del danneggiamento della statua di Padre Pio, perpetrato la mattina del 10 aprile 2026 all’interno della Chiesa di San Benedetto a Frosinone, nonché del danneggiamento e furto dei dispositivi di amplificazione acustica della Chiesa di Madonna della Neve;
– i Carabinieri della Stazione di Frosinone Scalo hanno infine accertato la responsabilità della medesima indagata in merito a un secondo danneggiamento, ai danni della statua della Madonna di Lourdes, avvenuto la mattina del 14 aprile 2026 in una nicchia votiva pubblica di via Madonna delle Rose.
All’esito della perquisizione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro vari capi di abbigliamento (felpe, pantaloni, scarpe e borsa) identici a quelli utilizzati dall’autrice dei furti e degli atti vandalici in contestazione, nonché altro materiale sul quale sono in corso accertamenti per verificarne la provenienza.
La tempestiva identificazione della presunta responsabile testimonia il massimo sforzo profuso dalle Forze dell’Ordine nel tutelare la serenità dei cittadini e interrompere le azioni criminali perpetrate in danno ai simboli della fede.
Le attività di indagine della Polizia di Stato e dei Carabinieri non si fermano all’odierna operazione ma proseguiranno anche nei prossimi giorni, in quanto sono tuttora al vaglio degli inquirenti almeno ulteriori 4 episodi di danneggiamenti e furti avvenuti in diversi comuni ciociari a partire dal gennaio 2026.
È obbligo rilevare che l’indagata è, allo stato, solamente indiziata di delitto, e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.




