È arrivato oggi, 5 giugno 2026, il via libera che KNDS Ammo Italy S.p.A. attendeva da oltre un anno. La terza e decisoria conferenza dei servizi, convocata dalla Regione Lazio nell’ambito del procedimento di Procedimento Autorizzativo Unico Regionale ai sensi dell’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006, si è conclusa con esito favorevole: nessun ente tra quelli chiamati a esprimersi ha presentato documenti ostativi alla realizzazione del nuovo impianto di produzione di nitrogelatina nello stabilimento di Anagni, in località Via Colle Ceraso AIA La Macchia.
Il procedimento, noto con la sigla PAUR — Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale —, racchiude in sé tutti i titoli necessari alla realizzazione e all’esercizio del progetto: la Valutazione di Impatto Ambientale, l’Autorizzazione Integrata Ambientale e il provvedimento autorizzatorio vero e proprio. Con il verbale positivo della seduta odierna, il procedimento è da considerarsi formalmente concluso. Per l’emissione materiale dei titoli si stima un periodo di circa quarantacinque giorni, con possibilità di estensione fino a due mesi.
KNDS Ammo Italy — già Simmel Difesa S.p.A., parte del gruppo europeo KNDS, leader nella difesa terrestre e navale e tra i principali produttori mondiali di munizioni di medio e grosso calibro — intende ampliare il sito anagnino dotandolo di un impianto per la produzione di nitrogelatina, sostanza utilizzata come materia prima per i propellenti a doppia e tripla base ad uso militare. La nitrogelatina prodotta ad Anagni sarà destinata allo stabilimento di Colleferro, distante pochi chilometri, dove viene svolta la produzione di munizionamento. L’investimento si inserisce nel più ampio programma europeo ASAP — Act in Support of Ammunition Production — che mira a rafforzare la capacità produttiva del comparto difesa dell’Unione Europea, in risposta ai complessi scenari internazionali degli ultimi anni.
L’unica nota discordante nella seduta odierna è giunta dall’Ufficio PAUR della Provincia di Frosinone, nella persona della Rappresentante Unica Provinciale ing. Eugenia Tersigni: l’ufficio ha dichiarato di non essere in grado di esprimere un parere favorevole in merito agli aspetti di competenza del Servizio Opere Idrauliche e Risorse Idriche, a causa di alcune incongruenze tecniche rilevate nello studio idrologico idraulico presentato dalla società, in particolare nel dimensionamento del volume di laminazione e nel calcolo della portata immessa nel Fosso delle Cese. Tuttavia, la normativa è esplicita: il mancato pronunciamento di un ente — così come la dichiarata impossibilità di esprimersi — equivale, ai sensi dell’art. 14-ter della Legge 241/90, a un assenso senza condizioni. La posizione della Provincia non ha dunque prodotto alcun effetto ostativo sul procedimento.
È lo stesso quadro normativo che aveva già governato la seconda seduta, del 21 aprile scorso, quando la Provincia di Frosinone risultava assente, e che ora si applica anche alla posizione tecnica espressa nella seduta conclusiva. Sul punto specifico del manufatto di scarico è comunque previsto un tavolo tecnico tra l’azienda e la Provincia, per chiarire le integrazioni già fornite in precedenza. Un passaggio formale, più che un ostacolo.
Nel corso delle tre conferenze di servizi — svoltesi rispettivamente il 25 febbraio, il 21 aprile e oggi 5 giugno 2026 — tutti gli altri enti coinvolti si sono espressi favorevolmente o hanno dichiarato di non avere osservazioni da formulare. Tra questi: il Comune di Anagni, che aveva rilasciato parere consultivo di conformità urbanistica già nel giugno 2025; il Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni, favorevole ai soli fini idraulici; l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale; la Direzione Regionale dell’Urbanistica della Regione Lazio; l’ARPA Lazio, che ha fornito parere conclusivo favorevole con prescrizioni sia per la VIA che per l’AIA; il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE); il Servizio Geologico e Sismico Regionale, che ha rilasciato il nulla osta per il vincolo idrogeologico; e la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco del Lazio, che aveva già approvato il Rapporto Preliminare di Sicurezza in fase NOF per il nuovo impianto N-GEL.
L’intera documentazione del procedimento è consultabile nel box digitale della Regione Lazio, che ha valore di pubblicità legale ai sensi della normativa vigente.
Il sito di Anagni entra dunque in una nuova fase della propria storia industriale, destinato a diventare un nodo produttivo di rilievo strategico nell’ambito della filiera europea della difesa. I titoli definitivi sono attesi entro l’estate.




