Un progetto ambizioso che si arena sulla carta
La proposta di Free Energy per l’ex Polveriera finisce in un cassetto
Sembrava destinato a diventare uno dei più grandi interventi di energia rinnovabile nel territorio della provicnia di Frosinone. Invece, il grande impianto fotovoltaico da 99,9 megawatt di picco (MWp) che avrebbe dovuto sorgere nell’area comunale dell’ex Polveriera di Anagni si ferma ancora prima di prendere forma. Con una determinazione del Responsabile del Servizio Tecnico/Lavori Pubblici-Patrimonio n. 164 del 21 aprile 2026, il Comune di Anagni ha disposto la chiusura definitiva del procedimento di Partenariato Pubblico Privato (PPP), avviato oltre un anno fa sulla base di una proposta della società Free Energy S.r.l..
La storia: da proposta a impasse in pochi mesi
Dal dicembre 2024 all’archivio: la cronologia di un’occasione mancata
Tutto era iniziato il 23 dicembre 2024, quando la società Free Energy S.r.l., in qualità di mandataria di un costituendo raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), aveva presentato formale proposta ai sensi dell’art. 193, comma 1, del D.Lgs. 36/2023 — il nuovo Codice dei Contratti Pubblici — per la concessione, progettazione, costruzione e gestione di un impianto fotovoltaico nelle aree comunali dell’ex Polveriera. L’obiettivo era duplice: da un lato riqualificare e riconvertire un’area dismessa, dall’altro produrre energia pulita su larga scala per un totale di 99,9 MWp.
Il progetto aveva superato un primo scoglio importante: con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 44 del 27 agosto 2025, la proposta era stata ufficialmente dichiarata di pubblico interesse, con il contestuale riconoscimento del diritto di prelazione a favore di Free Energy S.r.l. come soggetto promotore. Era sembrato il via libera definitivo.
Il colpo di scena: la norma cambia tutto
Un aggiornamento del quadro giuridico spegne le speranze sul nascere
Ma il destino del progetto si è incrociato con una brusca evoluzione del contesto normativo. Come comunicato dall’ufficio tecnico comunale con nota prot. n. 12759 del 10 aprile 2026, il mutamento del quadro normativo e giurisprudenziale in materia di finanza di progetto ha reso di fatto inapplicabile l’istituto della prelazione per le procedure avviate sotto il vigente Codice dei Contratti Pubblici. Un dettaglio giuridico apparentemente tecnico, ma dalle conseguenze devastanti per l’intero iter amministrativo.
La conseguenza immediata è stata la reazione di Free Energy S.r.l.: con una nota PEC del 15 aprile 2026, la società ha formalmente contestato la decisione dell’Amministrazione Comunale di Anagni, diffidando esplicitamente l’ente dall’utilizzare gli elaborati progettuali di propria titolarità per bandire una gara priva del riconosciuto diritto di prelazione. La motivazione addotta dalla società è di immediata comprensibilità: senza la prelazione, l’equilibrio economico alla base dell’intera proposta verrebbe irrimediabilmente alterato.
Il nodo della proprietà intellettuale
Senza i progetti di Free Energy il Comune non può andare avanti
A questo punto, la situazione si è trasformata in un vicolo cieco. Il Comune di Anagni, come chiaramente rilevato nella determinazione firmata dall’Ing. Antonio Salvatori, Responsabile del Servizio Tecnico/Lavori Pubblici-Patrimonio, non dispone della proprietà intellettuale dei progetti presentati dal promotore. Tutta la documentazione tecnica — elaborati, calcoli, planimetrie — appartiene a Free Energy S.r.l., e il suo utilizzo è subordinato al consenso del titolare o allo svolgimento di una procedura conforme alle condizioni originariamente pattuite.
Il diniego all’utilizzo degli elaborati progettuali ha quindi generato, come recita il provvedimento, una “insuperabile situazione di stallo procedimentale”, rendendo impossibile qualsiasi prosecuzione dell’iter senza incorrere nel rischio di violazioni dei diritti d’autore e nelle conseguenti responsabilità risarcitorie. Un muro invalicabile, eretto non da pigrizia burocratica, ma da una precisa e irrisolvibile contraddizione giuridica.
La decisione: archivio e conseguenze
Salvatori firma la determinazione e chiude ufficialmente il procedimento
Di fronte a questa situazione di oggettiva impossibilità procedurale, l’Ing. Antonio Salvatori ha adottato la determinazione n. 164, con la quale ha disposto in via definitiva la chiusura dell’intera procedura di Partenariato Pubblico Privato relativa all’area ex Polveriera. Contestualmente, il provvedimento dichiara esauriti gli effetti della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 44 del 27 agosto 2025, quella stessa delibera che aveva riconosciuto il pubblico interesse della proposta.
Gli uffici competenti sono stati incaricati di provvedere allo svincolo di eventuali cauzioni prestate e alla notifica formale del provvedimento a Free Energy S.r.l. La determinazione sarà inoltre resa nota alla Giunta Comunale e al Consiglio Comunale per opportuna conoscenza, e pubblicata nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Comune di Anagni, nonché all’Albo Pretorio online, come previsto dagli artt. 23 e 37 del D.Lgs. n. 33/2013.
Cosa succederà ora all’ex Polveriera?
Il futuro dell’area rimane incerto: si riparte da zero
Con l’archiviazione del procedimento, il futuro dell’area dell’ex Polveriera di Anagni torna a essere un punto interrogativo. Il sogno di un grande parco fotovoltaico in quella porzione del territorio comunale resta tale, almeno per ora. Se l’Amministrazione Comunale vorrà tornare a percorrere questa strada — magari con una procedura ad iniziativa pubblica e con propri elaborati progettuali — dovrà ricominciare da capo, questa volta senza poter contare sul lavoro già svolto da Free Energy S.r.l.
Un epilogo amaro per un’iniziativa che, sulla carta, aveva tutte le caratteristiche per rappresentare una svolta green concreta per Anagni e per l’intera provincia di Frosinone.




