Una settimana densa di operazioni, arresti e sequestri ha messo in luce il lavoro costante delle Forze dell’Ordine sul territorio di Roma e della sua provincia. Un quadro articolato, che spazia dal sequestro di persona in zona Ottavia agli hub di spaccio smantellati tra Tor Bella Monaca e Ostia, dai borseggi nelle stazioni metropolitane fino ai oltre sei chilogrammi di cocaina trovati in un’abitazione di Capena. Storie diverse, un filo comune: la risposta dello Stato a una criminalità diffusa, capillare e spesso organizzata.
Il sequestro che si è ritorto contro chi lo aveva pianificato
Tra gli episodi più singolari della settimana c’è quello che ha visto protagonisti — nel ruolo sbagliato — due uomini convinti di fare giustizia da soli. In zona Ottavia, nel quadrante nord-ovest della Capitale, gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato Monte Mario e della Sezione Volanti sono intervenuti in risposta a una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112.
Chi aveva composto quel numero sosteneva di aver individuato il presunto ladro di un furgone. All’arrivo delle pattuglie, però, la situazione si è rivelata molto diversa da quella descritta. Nella baracca di fortuna indicata dai due chiamanti, un uomo era di fatto prigioniero: la porta era stata sbarrata dall’esterno con un’asse di legno, la finestra sigillata con una barra metallica. Nessuna via di fuga.

Una volta liberato, l’uomo ha raccontato di essere rientrato per riposare e di essersi svegliato barricato dentro, con voci che dall’esterno gli urlavano minacce. Dalle dichiarazioni è emerso anche uno sfondo lavorativo opaco: la vittima avrebbe svolto mansioni di autista per uno dei due, servendosi proprio di quel furgone che gli veniva ora contestato come refurtiva. Il rifiuto di continuare a lavorare alle loro condizioni sarebbe stato all’origine del gesto.
Chi aveva chiamato il 112 immaginando di consegnare un ladro alla giustizia si è trovato invece in manette. I due sono stati arrestati e accusati, in concorso, di sequestro di persona. Gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Otto arresti e 300 dosi: i Falchi smantellano lo spaccio dalla periferia al mare
Sul fronte dello spaccio, la settimana è stata dominata dalle operazioni della VI Sezione della Squadra Mobile, il reparto noto come i Falchi della Polizia di Stato, che ha messo a segno otto arresti tra Ponte di Nona, Tor Bella Monaca e Ostia, sequestrando circa 300 dosi tra cocaina e hashish oltre a denaro contante.

A Tor Bella Monaca, nel cuore della piazza del cosiddetto “Ferro di Cavallo”, due uomini — un trentenne albanese e un complice — gestivano le cessioni con una precisione quasi meccanica: uno intercettava la domanda, l’altro eseguiva. La sequenza si ripeteva in pochi secondi. Quando i Falchi sono intervenuti, nel veicolo usato come base sono stati trovati oltre 130 involucri nascosti nello sportellino del carburante. Poco distante, altri due complici sono stati arrestati in flagranza con 50 grammi di cocaina già suddivisi in dosi.
A Ponte di Nona il sistema si reggeva su un reticolo di vedette e segnali di allerta. Un giovane di origini calabresi si muoveva nell’area intercettando acquirenti, finché il tentativo di fuga alla vista degli agenti non si è concluso dopo pochi metri. Nello stesso quadrante è finito in manette un secondo pusher, con circa 30 dosi nascoste negli indumenti intimi.
In zona Prenestino lo spaccio si spostava su ruote: l’attenzione dei Falchi è stata attirata da un’autovettura il cui conducente, un quarantenne di origini filippine, mostrava comportamenti compatibili con la cessione itinerante. Nel telaio del veicolo sono state trovate decine di dosi di cocaina pronte alla vendita.
Ad Ostia, infine, lo spaccio era diventato domestico. Nell’abitazione di un trentatreenne romano — già sottoposto agli arresti domiciliari — gli agenti, insieme al personale del X Distretto Lido di Roma, hanno trovato cocaina, bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, registri manoscritti con nomi di clienti e centinaia di euro in contanti. Tutti gli arresti sono stati convalidati.
Metropolitana nel mirino: sei arresti tra Termini, Piramide e Barberini
Anche il sottosuolo della Capitale non ha conosciuto tregua. Il nucleo PolMetro della Polizia di Stato ha messo a segno sei arresti in pochi giorni, tra borseggi, furti e spaccio nelle stazioni della metropolitana.
Alla fermata Termini, gli agenti hanno assistito in diretta a un furto ai danni di un turista, portato a termine con il classico schema palo-esecutore. Il cellulare è stato recuperato e al responsabile sono stati sequestrati strumenti da scasso e da taglio.
Alla fermata Piramide, un tentativo di borseggio organizzato da tre cittadini rumeni si è trasformato in aggressione quando un passante ha interferito con il piano. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso di rintracciare due dei tre responsabili alla fermata Barberini: per loro è scattato il fermo per tentata rapina.
Sempre tra Termini e Barberini, altri due arresti: un cittadino cileno autore di un furto con tecnica dello “screening” tramite uno zaino usato come barriera visiva, e un giovane di origini peruviane sorpreso in un esercizio commerciale con un dispositivo per la rimozione delle placche antitaccheggio. A chiudere il bilancio, un pusher arrestato nell’area della stazione Termini dopo un tentativo di fuga, trovato in possesso di 17 involucri di hashish e denaro contante.
Polizia Locale: due arresti nella notte tra domenica e lunedì
Una notifica di routine si è trasformata in un’operazione di polizia giudiziaria per gli agenti del V Gruppo Prenestino della Polizia Locale di Roma Capitale. Recatisi in un appartamento del V Municipio per notificare un atto a un ventenne egiziano agli arresti domiciliari per rapina aggravata, gli operatori non hanno trovato nessuno. Hanno predisposto un appostamento e, intorno alle 23:30, hanno fermato due persone rientranti nello stabile.
Uno dei due, un diciannovenne tunisino, era soggetto all’obbligo di dimora con prescrizione di rientro entro le 21:00: arrestato per violazione delle misure imposte. Poco dopo è tornato anche il ventenne egiziano, destinatario della notifica originaria: arrestato per evasione. Entrambi sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato gli arresti.
Cerveteri: un calcio alla testa e una vittima in terapia intensiva
A Cerveteri, i Carabinieri della Stazione di Campo di Mare hanno dato esecuzione a un’ordinanza del GIP del Tribunale di Civitavecchia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, disponendo la custodia cautelare in carcere per un quarantunenne di nazionalità romena. L’uomo è gravemente indiziato di aver aggredito, nel mese di marzo, un cinquantanovenne di nazionalità albanese al termine di un diverbio per motivi futili.
Il colpo sferrato — un calcio violentissimo alla testa — ha provocato alla vittima un grave trauma cranico con emorragia, con ricovero d’urgenza in terapia intensiva e prognosi riservata. Al termine delle indagini, condotte attraverso testimonianze e riscontri investigativi, il presunto responsabile è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Civitavecchia Nuovo Complesso Borgata Aurelia.
Capena: sei chili di cocaina in un borsone
Chiude la rassegna un’operazione che ha portato al sequestro di uno dei quantitativi di droga più significativi della settimana. I Carabinieri della Stazione di Capena, impegnati nell’intensificazione dei controlli del territorio, hanno avviato un servizio di osservazione nei pressi di un esercizio commerciale dove era stato segnalato un anomalo via vai. Il controllo di un cinquantatreenne trovato in possesso di una dose di cocaina ha innescato una catena di accertamenti che ha condotto al bar e poi all’abitazione di un trentacinquenne.

Nel borsone rinvenuto durante la perquisizione domiciliare c’erano sei panetti di cocaina per un peso complessivo superiore ai sei chilogrammi, materiale per il confezionamento, oltre 9.000 euro in contanti e 61 pacchetti di sigarette privi del contrassegno del Monopolio di Stato. Il trentacinquenne è stato condotto presso il carcere di Roma Rebibbia, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, in attesa della convalida del Tribunale di Tivoli. L’operazione è stata coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Monterotondo.




