Cent’anni portati con la stessa compostezza di chi ha indossato una divisa per oltre tre decenni. Ceccano, in provincia di Frosinone, ha celebrato un traguardo straordinario: il centesimo compleanno dell’Appuntato Cesare Casalese, nato nel 1926 da Giuseppe Casalese e Felicia Rispoli, e oggi uno dei più longevi veterani dell’Arma dei Carabinieri del territorio ciociaro.
La celebrazione si è svolta nell’intimità della sua abitazione, lontana dai riflettori ma non per questo meno solenne. Intorno al festeggiato si sono stretti colleghi, rappresentanti istituzionali e familiari, in una giornata che ha saputo unire il calore degli affetti personali al rigore del riconoscimento ufficiale.
A guidare la delegazione dell’Arma erano presenti il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, Colonnello Gabriele Mattioli, il Comandante della Compagnia, Tenente Colonnello Paolo Di Napoli, e il Comandante della Stazione, Luogotenente Fabio Laurentini. A portare il saluto della città è intervenuto l’Assessore Giulio Conti, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Ceccano, che ha consegnato un riconoscimento ufficiale a nome dell’intera cittadinanza.
La storia di Casalese con l’Arma dei Carabinieri è lunga e densa di tappe. L’arruolamento risale al 10 maggio 1947, dopo aver frequentato il corso per allievi presso la Scuola di Torino. Da quel momento, la sua carriera lo ha portato a servire in diverse sedi lungo tutta la penisola: Milano, Santa Maria Capua Vetere e Zagarolo, prima degli incarichi degli anni Sessanta e Settanta. Un percorso chiuso con onore il 24 giugno 1979, dopo 32 anni di servizio esemplare.
Il momento più toccante della giornata è stato senza dubbio la consegna dei doni istituzionali. Il Colonnello Mattioli ha posto nelle mani del centenario una lettera di auguri personale del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, accompagnata da un Crest con lo stemma araldico dell’Arma: un gesto sobrio ma carico di significato, a coronamento di una vita trascorsa nel segno del dovere e della fedeltà alle istituzioni.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e un brindisi augurale, in un’atmosfera festosa e raccolta. Alla celebrazione ha preso parte anche una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, a testimoniare quello spirito di corpo che non si spegne con il congedo, ma continua a legare — nel tempo e nella memoria — chi ha servito sotto la stessa bandiera.
Una storia che vale la pena raccontare, non solo per la rarità del traguardo anagrafico, ma per ciò che rappresenta: la testimonianza vivente di un’Italia che credeva nel servizio allo Stato come vocazione, non soltanto come mestiere.




