Una scena brutale, in piena strada, sotto gli occhi dei passanti. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Palestrina, comune alle porte di Roma, dove un uomo è stato visto percuotere con violenza inaudita un cane tenuto al guinzaglio in via Loreto. Una crudeltà che non è passata inosservata: immediata la segnalazione alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Palestrina, che ha consentito un intervento rapido e decisivo.
Sul posto sono giunti i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Palestrina, che hanno identificato il responsabile — F.F., classe 1970, 56 anni — e messo in sicurezza l’animale, apparso da subito in condizioni critiche. I veterinari della ASL competente, allertati immediatamente, hanno disposto il trasporto d’urgenza del cane presso una clinica veterinaria. Nonostante l’impegno dei sanitari, l’animale non ce l’ha fatta: è morto nella serata stessa a causa delle gravi lesioni riportate.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Tivoli, hanno seguito un iter rigoroso. I Carabinieri Forestali hanno sequestrato la salma dell’animale, affidandola all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana per l’autopsia, necessaria a stabilire con certezza le cause del decesso. L’acquisizione di testimonianze e prove ha permesso di costruire un quadro probatorio solido, portando alla denuncia in stato di libertà dell’uomo per il reato di uccisione di animali previsto dall’art. 544-bis del Codice Penale.
La norma, introdotta con il D. Lgs. 189/2004, punisce chiunque cagioni per crudeltà o senza necessità la morte di un animale con la reclusione fino a quattro anni e una multa che, nei casi aggravati, può raggiungere i 60.000 euro. Il maltrattamento, disciplinato dal successivo art. 544-ter, prevede pene fino a due anni di reclusione e fino a 30.000 euro di multa. Tutele che trovano il loro fondamento nell’art. 9 della Costituzione, che riconosce la protezione degli animali come valore dell’ordinamento giuridico italiano.
L’episodio si inserisce nella più ampia attività di controllo portata avanti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Roma nel contrasto ai crimini ambientali e contro la fauna. Un lavoro capillare, che in questo caso ha trasformato la prontezza di un cittadino nel denunciare l’accaduto nell’unico strumento in grado di fermare una violenza gratuita. L’Arma dei Carabinieri ricorda che chiunque assista a episodi di maltrattamento può e deve segnalarli attraverso il numero di emergenza ambientale 1515 o il Numero Unico di Emergenza 112.




