di Giorgio Stirpe
Ha vinto una partita sporca e complicata: tre punti arrivati in una delle prestazioni meno brillanti del girone di ritorno, ma comunque di sostanza. Una gara sottotono che i giallazzurri sono riusciti a portare a casa grazie, soprattutto, alla concretezza. Poche occasioni, ma quelle create sono bastate per piegare la Carrarese.
In questo momento della stagione conta vincere; non importa troppo come, perché occorre rimanere attaccati al Monza, continuare a mettere pressione ai brianzoli e far sapere loro che non esistono margini di errore, tentando fino all’ultimo minuto dell’ultima gara di tagliare il traguardo nelle prime due posizioni.
I giallazzurri, in un pomeriggio caldo, hanno iniziato la partita contratti e senza la solita verve, anche per merito di una Carrarese ordinata, ben disposta in campo e intraprendente. Gli ospiti si sono fatti preferire a larghi tratti, approfittando della possibilità di giocare con la testa sgombra avendo ormai, gli uomini allenati da Antonio Calabro, ottenuto la salvezza.
La ripresa è stata diversa perché, sin da subito, la compagine ciociara è sembrata voler prendere in mano il controllo del match; la traversa colpita da Francesco Gelli è stata il segnale chiaro. Un fallo di mano casuale, quanto sfortunato, di Belloni, proprio sulla linea che delimita l’area di rigore, ha poi consentito a Calò di presentarsi dal dischetto per “stappare” la partita. Il faro del Frosinone non ha sbagliato e il gol (il suo nono in stagione) ha indirizzato la sfida dalla parte dei giallazzurri.
Le stelle della stagione, Ghedjemis e Kvernadze, non hanno brillato e Alvini ha pensato bene di richiamarli in panchina contemporaneamente al minuto 70’, inserendo Fiori e Fini. Mai scelta fu più azzeccata: dopo appena un giro e mezzo di orologio, lo stesso Fiori ha segnato al primo pallone toccato, spingendo in rete un illuminante assist di Calò.
Ben Kone è stato il diciannovesimo calciatore andato in rete (95’) per il Frosinone, grazie al secondo calcio di rigore di giornata che il centrocampista ha fortemente voluto battere e realizzare; la sua esultanza rabbiosa è servita a scacciare i tanti fantasmi con cui questo ragazzo di talento è costretto a convivere praticamente da tutta la carriera.
Si rimane sul filo del rasoio. Ci sono tre squadre che meriterebbero la promozione diretta in Serie A, ma i posti disponibili sono solo due. Il Frosinone, nel giorno della Festa del Lavoro, il 1° maggio, affronterà un ostacolo duro: la Juve Stabia in trasferta. Il Monza, invece, si recherà a Mantova.
LE PAROLE DI MISTER MASSIMILIANO ALVINI
“Alcune cose dobbiamo analizzarle, ma la vittoria è importante. Grande merito alla squadra contro un avversario forte; sono tre punti che danno continuità e ulteriore fiducia. Non era facile oggi, perché la Carrarese è ben allenata. Le sciarpe, il sole, lo striscione dei tifosi, lo stadio pieno: oggi è stato tutto molto bello. Non penso a quello che sarà alla fine del campionato ma a quello che la squadra sta facendo: un gruppo eccellente che ha valore, disciplina e che è stato costruito da Castagnini in maniera fantastica. Dunque non c’è motivo per non andare avanti e pensare positivo. Le gare si giocheranno in contemporanea; io che sono romantico vorrei giocarle tutte allo stesso orario, ma non penso che disputare le partite prima o dopo porti vantaggi o svantaggi. Abbiamo vinto, siamo tutti lì e andiamo avanti. Complimenti allo staff medico che mi ha dato la possibilità di recuperare Bracaglia e al ragazzo che non si è tirato indietro”.




