L’età avanzata non è bastata a fermarlo, né a convincerlo di rispettare le regole. Un uomo di 82 anni, di origini calabresi e residente a Cassino, è stato riportato in carcere nelle ultime ore dopo la revoca della misura alternativa alla detenzione che gli era stata concessa. A eseguire il provvedimento sono stati i Carabinieri della Stazione di Cassino, dando così attuazione al decreto emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone.
L’anziano — già noto alle forze dell’ordine — stava scontando la condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Campobasso per una serie di reati di natura finanziaria, fiscale e contro il patrimonio, commessi prima del 2024. In considerazione dell’età e delle condizioni personali, gli era stato accordato il beneficio dell’affidamento in prova al servizio sociale, con l’obbligo di dimora nel comune di Cassino: una misura pensata per consentire al condannato di restare fuori dal carcere, a patto di rispettare regole precise e vincolanti.
Ma l’82enne ha scelto una strada diversa. Nonostante i paletti fissati dall’autorità giudiziaria, l’uomo ha violato in più occasioni l’obbligo di dimora, allontanandosi dal comune senza alcuna autorizzazione. Comportamenti reiterati, non episodici, che non sono passati inosservati.
Sono stati proprio i Carabinieri della Stazione di Cassino a monitorare la situazione con attenzione, documentando le infrazioni e segnalandole tempestivamente all’Autorità Giudiziaria competente. La risposta non si è fatta attendere: l’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone ha disposto l’immediata sospensione del beneficio e il ripristino della custodia cautelare in carcere. Un provvedimento che ha chiuso in poche ore il cerchio attorno all’anziano.
Espletate le formalità di rito, l’82enne è stato quindi tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Una vicenda che restituisce l’immagine di una macchina giudiziaria capace di reagire con rapidità, grazie alla stretta collaborazione tra la polizia giudiziaria e la magistratura di sorveglianza: due ingranaggi che, quando girano all’unisono, non lasciano spazio a chi sceglie di ignorare le regole — a qualsiasi età.




