Evento drammatico a Pontecorvo, dove la crudeltà umana sembra aver lasciato un segno indelebile tra i boschi della Contrada Tordoni. Nella giornata di oggi, mercoledì 29 aprile 2026, intorno all’ora di pranzo, vi è stato il ritrovamento dei corpi senza vita di sette cani, vittime di quello che appare come un efferato avvelenamento premeditato. All’appello mancano altri due esemplari, svaniti nel nulla, per le cui sorti si nutrono fortissime preoccupazioni.
A dare l’allarme è stato un privato cittadino della zona, la stessa persona che con dedizione e immenso amore si occupava quotidianamente di questi animali. Nonostante la natura selvatica del luogo, i cani erano costantemente monitorati, sfamati e sottoposti alle cure necessarie, rappresentando un esempio di convivenza armoniosa con il territorio. La macabra scoperta è avvenuta in una zona boschiva particolarmente impervia, un dettaglio che rende l’episodio ancora più inquietante: in quel quadrante di Contrada Tordoni non risiedono altre persone, rendendo difficile ipotizzare che il branco potesse arrecare reale disturbo a qualcuno.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri Forestale, che hanno avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Secondo le prime indiscrezioni raccolte sul campo, i militari hanno rinvenuto tracce inequivocabili del delitto: pezzi di carne opportunamente preparati con all’interno delle strane pasticche gialle, un’esca letale studiata per non lasciare scampo. La mano di chi ha agito sembra aver seguito un piano preciso, volto a eliminare sistematicamente gli animali in un’area dove si sentivano al sicuro.
La reazione del mondo animalista non si è fatta attendere. L’ENPA Frosinone, attraverso i suoi volontari giunti immediatamente sul luogo del ritrovamento, ha annunciato azioni legali durissime. L’ente sta infatti formalizzando una denuncia contro ignoti presso il comando dell’Arma dei Carabinieri. Per fare piena luce sulle sostanze utilizzate e confermare ufficialmente la causa del decesso, verrà effettuata l’autopsia agli animali morti, un passaggio tecnico fondamentale per dare forza alle indagini e tentare di risalire ai responsabili di questa strage.
Mentre il dolore del cittadino che accudiva il branco si unisce allo sconcerto dei residenti di Pontecorvo, resta l’interrogativo sul destino dei due cani mancanti. Il timore dei volontari è che gli animali possano aver ingerito il veleno e siano fuggiti nelle profondità del bosco per morire in solitudine. Un episodio isolato, ma di una violenza inaudita, che riaccende i riflettori sulla necessità di tutelare le creature indifese e di punire severamente chiunque utilizzi esche avvelenate per risolvere, nel modo più barbaro, presunti problemi di vicinato o di gestione del territorio.




