Una versione alternativa dei fatti
Dopo la pubblicazione dell’articolo relativo al recupero di attrezzature agricole tra Piglio e Paliano, emerge ora una versione alternativa della vicenda. A parlare è il diretto interessato, che ha scelto di mantenere l’anonimato, fornendo una ricostruzione dettagliata dei fatti.
Secondo quanto riferito, le attrezzature al centro della vicenda non sarebbero mai state sottratte, ma si sarebbero trovate nella sua piena disponibilità, all’interno di spazi riconducibili alla propria attività.
“Documenti alla mano”
L’uomo sostiene di essere in grado di dimostrare la titolarità dei beni attraverso fatture, targhette identificative e documentazione di possesso. Elementi che, a suo dire, sarebbero stati successivamente prodotti nell’ambito delle procedure avviate presso la Procura di Frosinone.
Un passaggio centrale della sua ricostruzione riguarda proprio il momento del sequestro, avvenuto – secondo la sua versione – senza che gli fosse concesso il tempo necessario per esibire immediatamente la documentazione.
Il nodo del dissequestro
La vicenda si è poi sviluppata sul piano giudiziario con il dissequestro dei beni, disposto dalla Procura di Frosinone, ma con esiti che il diretto interessato definisce parziali.
In particolare, dei tre beni inizialmente sequestrati, due sarebbero stati assegnati ad altra parte, mentre uno sarebbe rimasto a lui. Una decisione che ha portato alla presentazione di una impugnazione del decreto di dissequestro, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria.
“Mai nascosti, sempre alla luce del sole”
Altro elemento su cui insiste la replica riguarda la collocazione delle attrezzature. Secondo quanto dichiarato, i mezzi non sarebbero mai stati occultati, ma si sarebbero trovati prima presso la sua proprietà e successivamente all’interno di una rimessa agricola a Paliano, dove svolge attività lavorativa.
Una presenza, dunque, che – sempre secondo questa versione – sarebbe stata costantemente visibile e non sottratta alla disponibilità di terzi.
Una vicenda ancora aperta
La situazione resta dunque in fase di definizione, con un procedimento ancora in corso e ulteriori accertamenti attesi. La replica offre una lettura differente rispetto a quanto emerso inizialmente, inserendo nuovi elementi che saranno oggetto di valutazione nelle sedi competenti.
In attesa di sviluppi, la vicenda si conferma complessa, con più versioni dei fatti e un iter giudiziario che dovrà chiarire definitivamente ogni aspetto.




