C’è qualcosa di straordinario che accade ogni anno sulle strade che salgono verso Carpineto Romano: centinaia di ciclisti arrivano da ogni angolo d’Italia — e quest’anno persino da Copenaghen e da Malta — e trasformano borghi, curve e salite in un palcoscenico di sport, passione e comunità. Il 10 maggio prossimo andrà in scena la quarta edizione del Classic Medio Fondo “Rerum Novarum” Città di Carpineto Romano, una manifestazione che cresce di anno in anno e che si conferma tra le più attese del panorama ciclistico del Centro Italia.

La gara è la terza prova del circuito Pedalatium, considerato il più importante circuito cicloamatoriale del Centro Italia, e il percorso attraverserà ben dieci Comuni tra le province di Roma e Frosinone: un tracciato che non è solo una sfida atletica, ma un vero e proprio viaggio tra paesaggi, storia e tradizioni dei territori lepini e ciociari.
A rendere la manifestazione ancora più ricca e articolata, il ritorno di due classifiche speciali di grande prestigio. L’Università degli Studi di Roma Foro Italico torna al fianco degli organizzatori con il Trofeo “Foro Italico”, riservato a tutti gli studenti universitari d’Italia, portando così il mondo accademico a misurarsi con le salite della Ciociaria. Accanto a loro, il Dopolavoro ATAC COTRAL propone il Campionato Nazionale Autoferrotranvieri Medio Fondo, una classifica dedicata ai lavoratori delle aziende di trasporto pubblico italiane: un dettaglio che racconta quanto lo sport sappia costruire ponti tra mondi e categorie diverse.



Ma la “Rerum Novarum” non è soltanto una gara. È un fenomeno territoriale che vale la pena osservare con attenzione. Diversi atleti sono già arrivati a Carpineto Romano nei giorni scorsi per ricognizioni sul percorso, e nel farlo hanno attraversato i comuni del tracciato, sostato nei bar, visitato il centro storico, respirato l’aria di un territorio che — quando lo sport chiama — sa accogliere. Lo sanno bene gli amministratori locali più lungimiranti, quelli che hanno capito da tempo che una manifestazione sportiva ben organizzata porta presenze, visibilità e indotto economico che spesso il turismo tradizionale fatica a garantire.
Lo afferma con convinzione la ASD Anagni Ciclismo, associazione organizzatrice che da anni è un punto di riferimento non solo nel Lazio ma a livello nazionale nella promozione del ciclismo amatoriale. La speranza degli organizzatori è che l’intero territorio — dai piccoli borghi alle attività commerciali — possa beneficiare di questa giornata di sport e movimento, e che la bicicletta venga vista non come un disagio alla viabilità, ma come una risorsa. Del resto, il Nord Europa lo insegna da decenni: là dove la bici è cultura quotidiana, il traffico si alleggerisce e la qualità della vita migliora. Chissà cosa racconterà, a proposito, l’atleta in arrivo da Copenaghen: una testimonianza diretta da una delle capitali mondiali della mobilità ciclistica.
E non finisce qui. Perché accanto alla competizione sportiva cresce e si consolida un progetto culturale che lo scorso anno aveva già sorpreso per partecipazione e qualità: torna la seconda edizione del concorso poetico “Emozioni su due ruote”. Poesie dedicate alla bicicletta, al paesaggio, alla fatica e alla gioia del pedalare. Quest’anno le adesioni arrivano già da città lontane, a conferma che il binomio sport e cultura — quando è autentico — parla una lingua universale e non conosce confini geografici.
Il 10 maggio, sulle strade di Carpineto Romano e degli altri dieci comuni del percorso, non si correrà soltanto per un podio. Si pedaerà per dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno dei linguaggi più potenti con cui un territorio può raccontare sé stesso al mondo.




