C’è un momento dell’anno in cui la Parrocchia di San Filippo ad Anagni si trasforma in una grande casa accogliente, dove le storie si intrecciano e i volti tornano a sorridersi. È accaduto anche domenica 3 maggio 2026, quando quasi un centinaio di anziani si sono ritrovati per il tradizionale pranzo dedicato agli ultrasettantenni della parrocchia, un appuntamento che negli anni è diventato molto più di una semplice conviviale.
L’iniziativa, organizzata dal comitato della festa di San Filippo insieme a un gruppo di volontari, nasce con un obiettivo preciso: creare momenti di aggregazione per chi, spesso, vive una quotidianità fatta di silenzi e distanze. Persone che magari non si incontrano più come una volta, perché non guidano o perché la vita ha cambiato ritmi e possibilità.
La giornata si è aperta con la celebrazione nella chiesa parrocchiale, alla quale hanno partecipato numerosi fedeli. Subito dopo, il cuore dell’evento si è spostato nel salone sottostante, dove i volontari hanno preparato e servito il pranzo. Una macchina organizzativa semplice ma efficace, fatta di collaborazione, dedizione e spirito di comunità.
Tra i tavoli, tra piatti condivisi e racconti che riaffiorano, si è respirata un’atmosfera autentica, fatta di piccoli gesti e grandi significati. Non solo un pranzo, ma un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi e sentirsi ancora parte viva di un tessuto sociale che non dimentica i suoi protagonisti.
A rendere la giornata ancora più speciale è stata la presenza a sorpresa di Mons. Santo Marcianò, accolto con calore dai presenti. Il vescovo, invitato dal parroco Don Gianluigi Corriere, ha deciso di partecipare condividendo un momento conviviale con gli anziani e rivolgendosi poi a loro con parole semplici ma significative.

«Questi momenti di incontro sono fondamentali perché costruiscono comunità vera. Ritrovarsi, stare insieme, dedicare tempo agli altri è un segno concreto di attenzione e umanità che va custodito e incoraggiato», ha sottolineato Mons. Santo Marcianò durante il suo intervento.
Parole che hanno trovato riscontro nei volti e negli sguardi di chi, seduto a quei tavoli, ha potuto vivere una giornata diversa, fatta di compagnia e calore umano.
Un’iniziativa che si conferma, anno dopo anno, come un punto di riferimento per la comunità locale. Non solo tradizione, ma un segnale concreto di attenzione verso una fascia di popolazione che troppo spesso rischia di restare ai margini.
E così, tra una portata e una stretta di mano, la Parrocchia di San Filippo continua a raccontare una storia semplice ma preziosa: quella di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno.




