C’è un filo sottile che lega il riconoscere un’emozione al saperne fare qualcosa di buono. Imparare a tirarlo, senza spezzarlo, è tutt’altro che semplice — specialmente nell’età in cui tutto cambia in fretta. È attorno a questo filo che si è sviluppato il percorso “Io, gli altri e le emozioni”, promosso all’Istituto Comprensivo 2 di Anagni dal team del Distretto Socio-Assistenziale A, nell’ambito del progetto “DesTEENazione – Desideri in Azione”.
Un’iniziativa che non si accontenta di occupare qualche ora curricolare, ma che prova a entrare in quello spazio più intimo e spesso trascurato in cui i ragazzi imparano — o faticano — a darsi un nome, a capire cosa provano e a riconoscerlo anche negli occhi degli altri.
Un laboratorio per scoprire se stessi
Le attività hanno coinvolto gli alunni delle classi prime, attraverso esperienze laboratoriali pensate per sviluppare la capacità di riconoscere, esprimere e interpretare le emozioni. Non solo con le parole: anche il linguaggio del corpo è diventato strumento di racconto, in esercizi in cui il silenzio parlava più di qualsiasi discorso. Gli incontri hanno favorito momenti di confronto e partecipazione attiva, in cui la condivisione delle idee e la raccolta di feedback hanno alimentato il dialogo nel gruppo e la collaborazione tra pari.
La risposta degli studenti non si è fatta attendere: entusiasmo, curiosità, e — secondo quanto riferito dagli organizzatori — una partecipazione che ha sorpreso piacevolmente, a conferma di quanto i ragazzi abbiano voglia di essere ascoltati quando si crea lo spazio giusto per farlo.
Fuori dalle aule: l’educativa di strada
Il progetto “DesTEENazione – Desideri in Azione” non si ferma al cancello della scuola. Tutte le classi dell’Istituto hanno avuto modo di conoscere una delle sue dimensioni più originali: l’educativa di strada, che prevede la presenza di educatori nei luoghi informali frequentati dai giovani — piazze, parchi e spazi di aggregazione — per intercettare quei desideri ed esigenze che spesso non trovano voce nei contesti tradizionali.
È un approccio che scommette sulla fiducia come punto di partenza. Stare dove stanno i ragazzi, nei loro tempi e nei loro spazi, permette di costruire relazioni autentiche e di raggiungere anche chi è più lontano dai percorsi educativi ordinari. Inclusione e partecipazione diventano così obiettivi concreti, non semplici parole d’ordine.
Le famiglie: alleate, non spettatrici
Accanto al lavoro diretto con gli alunni, il progetto attribuisce un ruolo centrale al coinvolgimento delle famiglie. Nei plessi di San Giorgetto e Sgurgola sono stati organizzati incontri dedicati ai genitori, nell’ambito del percorso di sensibilizzazione “Genitori in dialogo: comprendere e comunicare con gli adolescenti”. Momenti di confronto pensati per sostenere la genitorialità e rafforzare le competenze educative, con l’obiettivo di costruire un’alleanza concreta tra scuola, famiglia e comunità.
Perché accompagnare un ragazzo nella crescita non è mai un compito solitario.
L’IC 2 di Anagni: una scuola che guarda al futuro
Con questa iniziativa, l’Istituto Comprensivo 2 di Anagni ribadisce un impegno che va oltre i programmi ministeriali: costruire un ambiente scolastico in cui ogni alunno possa sentirsi ascoltato, valorizzato e protagonista del proprio percorso. Un clima orientato al benessere collettivo, in cui la crescita personale e quella del gruppo procedono insieme, passo dopo passo.




