C’è un filo sottile — ma resistente come un legame vero — che unisce Ferentino a una piccola città della Turchia occidentale. Si chiama Alaşehir, si trova nella provincia di Manisa, ed è la sede della Emine Elem Kayacık Ortaokulu, la scuola media partner di un progetto europeo che, nella terza settimana di aprile, ha portato sei ragazzi turchi e due loro insegnanti a varcare i cancelli dell’Istituto Comprensivo Secondo “Achille Giorgi e Novidio Fracco” di Ferentino.

Non un viaggio qualsiasi. Una visita che porta il sigillo del Premio Nazionale eTwinning 2024, il riconoscimento più prestigioso nel panorama delle collaborazioni scolastiche europee digitali, conquistato grazie al progetto “AI for Education”, ideato e condotto dalle docenti Olga Zagorovskaia e Valentina Di Vito. Un progetto che mette al centro l’intelligenza artificiale applicata all’educazione, con una visione che guarda al futuro senza dimenticare i valori fondanti della scuola: l’inclusione, il dialogo, il rispetto.
La visita, promossa dal programma Erasmus+ e inserita in un percorso dedicato al benessere scolastico e all’inclusione, ha trasformato gli spazi dell’istituto in un crocevia di lingue, culture e curiosità. Guidata dal Dirigente Scolastico Luigi Brandi, l’intera comunità educativa ha accolto la delegazione turca con un entusiasmo che raramente si vede fuori dalle grandi occasioni.
Gli studenti — italiani e turchi — hanno lavorato fianco a fianco in laboratori di mosaico, arte, musica e lingue, sperimentando metodologie didattiche moderne in un contesto autenticamente multiculturale. Non meno significative le esperienze promosse dal Dipartimento di Matematica e Scienze: approfondimenti di astronomia e astrofisica, attività nell’aula STEAM e nel laboratorio scientifico, dove i ragazzi hanno potuto osservare, sperimentare e ragionare secondo i principi della ricerca applicata.
Ma è fuori dall’aula che spesso nascono i ricordi più duraturi. Gli studenti turchi e i loro coetanei ferentinati hanno condiviso non solo i banchi, ma anche le strade del centro storico, le passeggiate tra i vicoli medievali di Ferentino e — dettaglio che vale più di mille discorsi sull’integrazione — lunghi pomeriggi davanti a un gelato. Un gesto semplice, universale, che non ha bisogno di traduzione.
Gli ospiti della Emine Elem Kayacık Ortaokulu sono rientrati in Turchia con qualcosa di difficile da mettere in valigia: la sensazione concreta di essere stati davvero accolti. Hanno riportato con sé l’immagine di una scuola aperta, positiva, dove il rapporto tra docenti e studenti è collaborativo e dove l’ospitalità non è una formalità, ma un riflesso autentico della comunità.
Esperienze come questa ricordano perché i programmi di scambio culturale europeo esistono, e perché continuano a essere più necessari che mai. L’Istituto “Giorgi-Fracco” non si limita a insegnare l’Europa sui libri: la vive, la pratica, la costruisce un progetto alla volta. E Ferentino, con questa storia, torna a ritagliarsi un posto sulla mappa europea dell’innovazione educativa.




