Venerdì sera, 8 maggio 2026, allo stadio Benito Stirpe, la città di Frosinone ha smesso di respirare per qualche ora. Poi ha esploso tutta la sua gioia. I giallazzurri hanno travolto il Mantova con un netto 5-0 nell’ultima giornata di Serie B, conquistando la promozione diretta in Serie A e tornando nella massima serie per la quarta volta nella storia del club. Un risultato che porta la firma di una squadra, di un allenatore e di un presidente che in vent’anni hanno trasformato una piccola realtà di provincia in un modello riconosciuto a livello nazionale.
La partita non ha lasciato spazio ai dubbi né ai nervi. Al 5′ Giacomo Calò ha sbloccato il risultato su rigore, poi è arrivato il raddoppio con un autogol di Alessio Castellini. Nella ripresa, i ciociari hanno dilagato: Fares Ghedjemis al 57′, Antonio Raimondo al 71′ e Ilias Koutsoupias al 76′ hanno completato il pokerissimo. Allo stadio si è respirata quell’aria rarefatta che si respira solo nelle grandi occasioni, con le tribune che vibravano e la curva dei tifosi giallazzurri che non ha smesso di spingere per novanta minuti.
Il Frosinone ha chiuso il campionato al secondo posto con 81 punti, raggiungendo il Venezia — già promosso matematicamente la settimana precedente — come seconda squadra ad accedere direttamente alla massima serie. Un campionato dominato, costruito passo dopo passo, senza sbandate, con la coerenza di chi sa dove vuole arrivare e non si lascia mai distogliere dall’obiettivo.
Una storia che affonda le radici nel coraggio
Dal 2003, anno in cui Maurizio Stirpe ha assunto la presidenza del Frosinone Calcio, il club ha compiuto un salto storico dalla Serie C alla Serie A, con tre precedenti promozioni nella massima serie: nel 2015, nel 2018 e nel 2023. Quella conquistata ieri sera è dunque la quarta. Un numero straordinario, che racconta una storia di tenacia, programmazione e visione che raramente si vede nel calcio italiano.
Un percorso accompagnato anche dalla crescita strutturale della società, testimoniata dalla realizzazione nel 2017 dello Stadio Benito Stirpe, impianto simbolo della modernizzazione del club giallazzurro. Lo stadio è dedicato alla memoria di Benito Stirpe, imprenditore e presidente del Frosinone Calcio negli anni Sessanta, nonché padre di Maurizio, che anni dopo prese la guida del club ciociaro. Un legame di sangue che è anche un legame con la storia di una città intera.
Proprio quella storia è al centro delle parole di chi, nelle ore successive alla promozione, ha voluto onorare pubblicamente il lavoro di una squadra e di una società. Piergiorgio Fascina, membro della Giunta del Comitato Italiano Paralimpico Lazio, ha definito la promozione un “risultato straordinario per tutta la provincia di Frosinone e per la Regione Lazio“, ricordando come questa stagione sia stata affrontata con grinta, passione e fair play, e sottolineando che “la Serie A rappresenta una eccezionale vetrina attraverso cui valorizzare e promuovere i valori del nostro territorio”. Complimenti che ha esteso al presidente Stirpe, alla società, alla squadra, allo staff tecnico, ai tifosi e alla città di Frosinone.
Le istituzioni festeggiano, la politica guarda al futuro
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha salutato la notizia con un entusiasmo immediato sui social, con un “Bentornati in Serie A, campioni!” che la dice lunga sul valore simbolico che questa promozione assume per l’intera regione. In seguito, Rocca ha voluto precisare le sue intenzioni: auguri al Frosinone a nome di tutta la Giunta regionale, con la promessa di festeggiare la quarta promozione ricevendo in Regione i ragazzi di mister Alvini e del presidente Stirpe. Il prossimo anno, ha sottolineato il governatore, il Lazio avrà ancora una volta tre squadre nel massimo campionato.
A dare voce anche alla dimensione politica e territoriale è stato Pasquale Ciacciarelli, Assessore regionale del Lazio con delega all’Urbanistica. Ciacciarelli ha inquadrato il successo del Frosinone Calcio come “una delle più belle e soddisfacenti espressioni del grande potenziale” della provincia e del “forte senso di appartenenza” dell’intera comunità ciociara. Ha poi rilanciato su una questione concreta e urgente: la necessità di completare la variante di collegamento tra via Michelangelo e lo stadio Benito Stirpe, opera indispensabile per gestire la mobilità intorno all’area stadio in vista della nuova centralità che la città assumerà nel panorama calcistico nazionale. Un tema su cui ha già lavorato durante la sua esperienza da assessore, definendo la procedura di variante, e che ora chiede di portare a compimento, rivolgendosi direttamente al presidente Rocca affinché prenda in esame l’importanza di questa progettualità. Complimenti, infine, al presidente Maurizio Stirpe, al sindaco Mastrangeli e all’onorevole Ottaviani per il lavoro svolto negli anni.
Anche il deputato Aldo Mattia ha voluto aggiungere la propria voce al coro di congratulazioni, definendo la promozione “un risultato straordinario che riempie di orgoglio l’intera comunità ciociara”. Un traguardo, ha spiegato, “costruito con determinazione, competenza e spirito di sacrificio”, frutto del lavoro collettivo della società, dello staff tecnico, dei calciatori e del sostegno incessante dei tifosi. Per il deputato, il ritorno nella massima serie non è soltanto un successo sportivo, ma “una grande occasione di valorizzazione del territorio, della sua identità e della capacità di una provincia intera di sapersi riconoscere in un progetto vincente”.
Stirpe, il fuoriclasse fuori dal campo
C’è una voce, tra tutte quelle raccolte nelle ore della festa, che merita un posto speciale. La promozione del Frosinone, si legge tra le congratulazioni giunte in queste ore, rappresenta “l’ennesimo capolavoro sportivo e manageriale” di Maurizio Stirpe, un presidente che ha saputo compiere qualcosa di straordinario non una, non due, ma quattro volte. Chi ricorda la prima storica promozione in Serie B al vecchio Matusa, vent’anni fa, fatica ancora a credere di poter oggi parlare di quarta promozione nella massima serie. “Maurizio Stirpe è il vero fuoriclasse di questa grande squadra e del nostro territorio”, si sente ripetere tra i tifosi più anziani, quelli che hanno visto tutto, dalle nebbie della Serie C fino ai riflettori accecanti della Serie A.
Stirpe porta nel calcio il rigore della sua estrazione imprenditoriale: laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato il proprio percorso professionale nell’impresa di famiglia, costruendo un gruppo industriale di respiro internazionale. Eppure è nel calcio, in quella maglia giallazzurra, che ha trovato il modo più autentico di restituire qualcosa alla sua terra. Lo stadio che porta il nome di suo padre ne è la prova più tangibile.

Fuori dallo stadio Benito Stirpe, nella notte di venerdì, la festa è continuata a lungo. I tifosi giallazzurri — quelli che “non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, nemmeno nei momenti più difficili” — hanno invaso le strade di Frosinone con bandiere, clacson e cori. Perché questa promozione, come ha ricordato il deputato Mattia, “appartiene non solo agli sportivi e ai tifosi, ma a tutto il territorio”. Ed è proprio così: in fondo, il Frosinone Calcio non è mai stato soltanto una squadra di calcio. È la storia di una città che non ha mai smesso di credere in se stessa.




