C’è una Roma che non finisce dove finisce il centro storico. Una Roma fatta di quartieri, storie, geografie e identità che spesso sfuggono ai circuiti tradizionali della cultura ufficiale. Ed è proprio da questa Roma — quella delle periferie — che ogni anno riparte IPER – Festival delle Periferie, giunto nel 2026 alla sua quinta edizione con un programma ricchissimo, diffuso su più luoghi della Capitale e, come sempre, a ingresso libero.
Dall’8 al 31 maggio 2026, il festival tornerà ad animare gli angoli più vivi e meno raccontati della città, confermando la sua formula itinerante in attesa che si completino i lavori della sede definitiva del Museo delle Periferie in via dell’Archeologia.
Un festival che nasce dai luoghi, non li racconta
La cifra distintiva di IPER è tutta in una differenza sottile ma essenziale: il festival non nasce per raccontare le periferie, ma nasce dalle periferie stesse. È uno strumento collettivo — come lo definisce il suo ideatore e direttore artistico Giorgio de Finis — capace di mettere in circolo saperi e pratiche, arte contemporanea e urbanistica, musica, cinema, formazione e cittadinanza attiva. Un progetto che conosce il territorio, la sua gente, i suoi spazi, e che a quella conoscenza affida la sua missione.
Il festival è organizzato e prodotto dal Museo delle Periferie, sotto l’egida dell’Azienda Speciale Palaexpo, su progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.
Il tema 2026: Super Lieux, ovvero i “super luoghi” della rigenerazione
Il filo conduttore scelto per questa quinta edizione è SUPER LIEUX [Super Luoghi] — Periferie. Storie e geografie. Il titolo riprende la definizione di “super luogo” coniata dall’antropologo Marc Augé per il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, estendendola ad altri territori della Capitale attraversati da importanti processi di rigenerazione urbana: il Corviale, il Museo condominiale di Tor Marancia, l’Ex Snia e Piazza Tevere.
Luoghi che non sono semplicemente spazi fisici, ma ecosistemi culturali, sociali e identitari in continua trasformazione. IPER 2026 li mette al centro, li fa dialogare tra loro e con la città, costruendo un percorso che è insieme geografico e simbolico.
Il programma: concerti, cinema, convegni e molto altro
Il calendario del festival è denso e variegato. Sul fronte musicale spiccano i concerti di Piotta, Assalti Frontali e ‘A67, voci storiche della scena romana capaci di raccontare la città con uno sguardo autentico e popolare. Accanto alla musica, un ricco calendario di installazioni, performance e laboratori firmati da artiste come Gio Pistone, Karin Andersen, Maria Teresa Antignani, Marina Sagona, Daniela De Paulis, Paola Romoli Venturi, Guendalina Salini.
Non mancano i momenti di incontro e riflessione collettiva: il progetto relazionale Il Pranzo della Domenica con DonPasta, dj set, visite guidate e dibattiti aperti al pubblico. Due appuntamenti meritano una menzione particolare: una rassegna cinematografica dedicata al tema delle periferie ospitata dalla Casa del Cinema, e una giornata di convegno organizzata in collaborazione con le Facoltà di Architettura di Roma Tre e della Sapienza Università di Roma, che si terrà al Teatro Argentina.
Un programma che abbraccia discipline e pubblici diversi, tenuto insieme da un unico filo: la periferia come luogo di pensiero, non di margine.
Ulteriori informazioni sul sito IPER Festival periferie 2026.




