C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che la competizione velica più antica del mondo — disputata dal 1851, ovvero 175 anni fa — scelga il Golfo degli Angeli per aprire il sipario sulla sua 38a edizione. Quel tratto di mare azzurro-cobalto che abbraccia il porto di Cagliari non è uno scenario qualunque: è un campo di regata naturale riconosciuto a livello internazionale per le sue condizioni di vento, visibilità e accessibilità dagli spalti della terraferma. E dal 21 al 24 maggio 2026 diventerà il cuore pulsante della vela mondiale.
La Louis Vuitton 38a America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia segna ufficialmente l’inizio dell’entusiasmante «Road to Naples 2027», con la città portuale di Cagliari che ospiterà l’evento dal 21 al 24 maggio 2026. Quattro giorni di regate, vento di maestrale, scafi che sfiorano i quaranta nodi e una città che si prepara ad accogliere il mondo.
Come Cagliari ha conquistato l’America’s Cup
La manifestazione è voluta e finanziata dall’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna e organizzata grazie alla collaborazione con ACE – America’s Cup Event, il Governo italiano — in particolare il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi — e la società Sport e Salute SpA. Non è stata una conquista semplice.
L’Assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu ha ricordato quanto sia stato complesso superare la concorrenza di altre realtà e produrre una serie di accordi e atti amministrativi, mantenendo nei lunghi mesi di difficili trattative l’assoluta riservatezza. Una partita diplomatica e amministrativa vinta punto a punto, proprio come si vince una regata.
La Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde ha colto appieno la dimensione dell’evento: «Essere al Molo Ichnusa, nel contesto che il team di Luna Rossa occupa da 12 anni, insieme agli organizzatori dell’America’s Cup, significa sostenere un’opportunità di straordinario valore non solo per Cagliari, ma per l’intera Sardegna. Ospitare l’evento inaugurale della 38a Louis Vuitton America’s Cup rappresenta un riconoscimento internazionale della nostra Isola come luogo ideale per la grande vela».
Chi gareggia: i team e il formato delle regate
In questo ciclo della Louis Vuitton 38a America’s Cup, i team possono schierare una seconda imbarcazione AC40 con equipaggi composti da membri dei team Youth & Women. Si prevede che il Defender Emirates Team New Zealand, il Challenger of Record GB1 e il challenger italiano Luna Rossa schiereranno due team ciascuno in Sardegna. Il Tudor Team Alinghi e il La Roche-Posay Racing Team dovrebbero invece partecipare con un solo team, portando la flotta totale a otto equipaggi.
Il formato è pensato per regalare emozione e spettacolo fin dalla prima giornata. Nelle prime giornate i team si sfideranno in una serie di regate di flotta al termine delle quali i primi due in classifica si affronteranno in una finale «winner takes all» che determinerà il vincitore complessivo della Regata Preliminare. Una vittoria qui, come sottolineano gli organizzatori, non è solo simbolica: può dare un impulso psicologico importante in vista di Napoli 2027.
Le barche: scafi volanti a quaranta nodi
A bordo delle barche AC40 monotipo — tutte con configurazioni identiche — capaci di superare i 40 nodi di velocità, le gare saranno ad alto tasso di adrenalina, con gli equipaggi impegnati in manovre ad altissima precisione. Sono imbarcazioni che non toccano l’acqua: volano su foil di carbonio, sollevandosi dalla superficie del mare con un fruscio quasi siderale. Chi li vedrà dal lungomare di Cagliari difficilmente dimenticherà lo spettacolo.
L’allenamento in acqua è stato intenso negli ultimi mesi sia per Emirates Team New Zealand che per Luna Rossa, per consolidare i loro nuovi talenti che sicuramente disputeranno l’America’s Cup negli anni a venire. I neozelandesi hanno portato con sé atleti del calibro di Josh Armit, Jake Pye e Seb Menzies, mentre Jo Aleh, medaglia d’oro e d’argento alle Olimpiadi, è in testa alla corsa per il posto femminile sull’AC75.
Il team britannico GB1, guidato dal leggendario Sir Ben Ainslie, ha già preso possesso della propria base operativa al Molo Sabaudo nel porto di Cagliari. Il CEO di GB1, Ian Walker, ha sottolineato «l’incredibile bellezza e la qualità dell’accoglienza ricevuta», unita alle «condizioni eccellenti» per la pratica velica, con le vele delle barche AC40 già presenti in città che si incrociano nelle acque del Golfo di Cagliari.
Il programma a terra: non solo regate
L’America’s Cup non è soltanto acqua e vento. Dal centro città e lungo tutto il lungomare, fino al Lazzaretto di Cagliari, si estenderà la AC Viewing Promenade, con vista sull’area di regata e un maxi schermo. Qui si svolgeranno anche attività veliche gestite dalla Federazione Italiana Vela (FIV), tra cui la Foil Academy di Alessandra Sensini e la Para Sailing Academy per persone con disabilità.
La macchina organizzativa è stata affidata ad ACE (America’s Cup Events) Italia che ha la propria base operativa alla Manifattura Tabacchi, da dove ha avviato il programma di coinvolgimento dei volontari sia a mare che a terra, con la progettazione dei villaggi per il pubblico e per i media che procedono grazie alla collaborazione di tutte le autorità locali.
Per chi non potrà essere fisicamente a Cagliari, la Louis Vuitton 38a America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia ha stretto partnership con emittenti in molti territori, tra cui la RAI, l’emittente pubblica nazionale italiana, e le regate saranno trasmesse in diretta alle ore 15:00 (CEST), oltre che sui canali ufficiali Facebook e YouTube dell’America’s Cup e su www.americascup.com.
Una vetrina per la Sardegna — e per l’Italia intera
L’Assessore Cuccureddu ha ricordato come non sia certamente un caso se le prime sfide italiane all’America’s Cup siano nate in Sardegna con Azzurra, o se la Regione ospiti alcuni fra i principali eventi sportivi legati alla vela, compresi diversi campionati iridati di classi olimpiche. Non è casuale nemmeno che Luna Rossa abbia scelto Cagliari come propria base, o che questo mare abbia cresciuto un’atleta medaglia d’oro olimpica come Marta Maggetti.
In questo 2026 in cui la Sardegna è stata individuata da Lonely Planet come Best Destination in Travel, ospitare la prima regata dell’America’s Cup è il coronamento naturale di un’identità costruita sul mare, sul vento e sulla capacità di accogliere il mondo senza rinunciare a se stessa. Dal 21 maggio, il Golfo degli Angeli sarà la finestra dalla quale il pianeta guarderà l’Italia. E dal porto di Cagliari si imboccherà la strada che porta a Napoli 2027, dove il trofeo più antico dello sport cambierà ancora una volta padrone — forse, stavolta, senza lasciare l’Italia.




