C’è un’energia nuova che attraversa il panorama culturale di Frosinone. Si chiama Rainbow Lab ed è molto più di un semplice evento: è un progetto che mette insieme arte, identità e comunità, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la cultura in uno strumento concreto di inclusione.
A promuoverlo sono tre realtà attive sul territorio, Arcigay Stonewall Frosinone APS, Diffondere Arte APS e Agedo Basso Lazio, che uniscono competenze e sensibilità diverse per dare vita a un percorso condiviso. Il primo appuntamento è fissato per domenica 17 maggio 2026, in occasione della giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, negli spazi del Birracolo di Frosinone, a partire dalle ore 18.
Un laboratorio aperto alla partecipazione
Non una semplice serata, ma una vera e propria esperienza immersiva. Il nome stesso del progetto, Rainbow Lab, richiama l’idea di uno spazio in continua evoluzione, dove il pubblico non è spettatore passivo ma parte attiva.
Alla base c’è una visione chiara: la cultura inclusiva come motore di cambiamento sociale. Un principio che accomuna le associazioni promotrici. Diffondere Arte APS, presieduta da Massimo Roma, lavora da anni sulla promozione artistica; Arcigay Stonewall Frosinone, rappresentata per l’evento dal vicepresidente Gianmarco Capogna, è un punto di riferimento per la comunità LGBTQIA+; mentre Agedo Basso Lazio, guidata da Roberta Mesiti, offre supporto alle famiglie.
Tre percorsi diversi che si incontrano nella convinzione che l’arte possa abbattere barriere e creare connessioni reali.
Il primo appuntamento tra make up e drag culture
Il debutto di Rainbow Lab sarà affidato alla creatività di Giordano Ciotoli, makeup artist originario di Ceccano, protagonista di un workshop teorico-pratico dedicato al trucco. Un percorso che esplora linguaggi e tecniche tra cinema, teatro e drag performance, fino a coinvolgere direttamente i partecipanti in una sfida a coppie.
A guidare la direzione artistica è Valerio Calcagni, che ha immaginato una serata capace di fondere formazione e spettacolo. Dopo il laboratorio, spazio alle performance drag, in un contesto pensato per essere coinvolgente sotto ogni aspetto: luci, colori e scenografia contribuiranno a trasformare il luogo in un ambiente immersivo.
Cultura e identità al centro
Il valore di Rainbow Lab non si esaurisce nell’evento inaugurale. L’iniziativa nasce infatti come un ciclo di appuntamenti culturali e laboratoriali, rivolti non solo alla comunità LGBTQIA+, ma anche a studenti, famiglie e cittadini interessati a vivere in modo concreto i principi di parità, rispetto e inclusione.
È proprio questa apertura a rappresentare uno degli elementi più significativi del progetto. Non un contenitore identitario chiuso, ma uno spazio condiviso, capace di accogliere e stimolare il confronto.
L’ingresso all’evento è libero, anche se per motivi organizzativi è consigliata l’iscrizione attraverso i canali social delle associazioni promotrici.
In una fase storica in cui il dibattito sui diritti e sull’identità è sempre più centrale, iniziative come Rainbow Lab dimostrano come la cultura possa diventare terreno fertile per costruire comunità più consapevoli e inclusive. Un laboratorio, appunto, dove sperimentare non solo linguaggi artistici, ma anche nuove forme di convivenza.




