Il prossimo 20 maggio è previsto un appuntamento tutt’altro che ordinario: Trivigliano diventa il palcoscenico di “S.O.C.R.A.T.E.”, un evento che punta dritto al cuore del disagio giovanile, trasformando parole come legalità, rispetto e memoria da concetti astratti a pratiche concrete e vissute.
L’iniziativa, in programma dalle ore 10:30 alle 13:30 presso l’Istituto Comprensivo di Via Canapine 10, nasce da una sinergia istituzionale significativa: a promuoverla sono l’Istituto Comprensivo di Guarcino e il Comune di Trivigliano, con la collaborazione del Sindacato Autonomo di Polizia e dell’Associazione Enzimi, e con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio.
Il cuore dell’evento è il progetto S.O.C.R.A.T.E. — acronimo di Sicurezza, Osservazione, Consapevolezza, Relazione, Ascolto, Territorio, Educazione — un percorso multidisciplinare pensato per rispondere in modo strutturato e concreto al crescente malessere che attraversa le nuove generazioni. Non uno slogan, ma un metodo: quello di avvicinare ragazze e ragazzi alle istituzioni attraverso il dialogo, la testimonianza diretta e la cultura del rispetto reciproco.
La giornata si apre alle 10:00 con l’accoglienza dei partecipanti, seguita alle 10:20 dai saluti istituzionali. Tra i presenti attesi figurano il Sindaco del Comune di Trivigliano Dr. Gianluca Latini, l’On. Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, la dirigente scolastica, il delegato MIM, il Dirigente ATP Frosinone e le autorità locali.
Alle 10:40 prende il via la presentazione ufficiale del progetto S.O.C.R.A.T.E., affidata a Flavio De Santis del Sindacato Autonomo di Polizia e alla Prof.ssa Stefania Giammaria, Dirigente Scolastica dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Guarcino. Il tema è chiaro fin dall’inizio: fronteggiare la violenza e il disagio giovanile non con la repressione, ma con la consapevolezza e il rispetto delle regole.
Spazio poi all’Associazione Enzimi, con la presidente Dott.ssa Giusy Ciani, che alle 11:00 conduce un intervento sull’intelligenza emotiva, sulle relazioni sane e sul rispetto reciproco. Riconoscere le proprie emozioni, allenarsi all’empatia, costruire legami autentici: strumenti preziosi nella prevenzione del bullismo e della violenza tra pari.
Alle 11:10 arriva uno dei momenti più intensi della mattinata: il Memorial Day SAP 2026, dedicato al XXXIV anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. A portare la voce della memoria sarà Gianmarco Cori, delegato del Sindacato SAP Frosinone. Non una semplice commemorazione, ma un passaggio di testimone tra generazioni: spiegare ai giovani che la libertà di cui godono oggi è il frutto del sacrificio di chi ha servito lo Stato con onore e con la vita. Un antidoto potente a quella zona grigia di indifferenza in cui trovano terreno fertile il bullismo e la criminalità.
Il programma prosegue con l’intervento della Polizia Postale, in scena dalle 11:40 a mezzogiorno sul tema del cyberbullismo e della sicurezza digitale: cosa si rischia navigando in rete, come riconoscere il pericolo, come difendersi dall’adescamento e dalle challenge pericolose, e quali sono le responsabilità online. Temi sempre più urgenti in un’epoca in cui gli smartphone sono diventati un’estensione della vita quotidiana degli adolescenti.
Dalle 12:00 alle 12:30 è di scena il Gruppo Sportivo Fiamme Oro – Polizia di Stato, con testimonianze concrete di atleti che hanno fatto dello sport una palestra di legalità, disciplina e rispetto. La chiusura è affidata alla Polizia Stradale, che dalle 12:30 alle 13:00 propone un intervento sulle norme fondamentali del codice della strada, inteso come forma di rispetto verso la propria vita e quella degli altri — con la presenza di automobili a completare l’esperienza in modo diretto e coinvolgente.

“RispettiAMOci” non è dunque un convegno né una semplice giornata scolastica: è una dichiarazione d’intenti collettiva, un ecosistema di voci, esperienze e istituzioni che si mettono al servizio dei giovani per dimostrare che la divisa è un simbolo di protezione e di valori condivisi, non di mera autorità. Il SAP si conferma così non solo garante dei diritti dei lavoratori di Polizia, ma custode attivo della memoria storica e protagonista dell’educazione civica sul territorio.




