Ogni anno, quando maggio volge al termine, Piglio si trasforma. Le strade del borgo ciociaro si animano di voci, luci e musica, e il paese torna a fare quello che sa fare meglio: celebrare la propria storia, la propria identità, la propria comunità. È la festa della Madonna delle Rose, un appuntamento che affonda le radici nel Seicento e che anche quest’anno, dal 23 al 25 maggio, porterà in piazza migliaia di persone tra fede, spettacolo e tradizione popolare.

Il cuore della ricorrenza è il Santuario della Madonna delle Rose, che custodisce un affresco del XV secolo raffigurante la Vergine a cui, secondo la tradizione, il paese deve la propria salvezza. Era il 1656, il periodo devastante della grande peste, quando alcuni fedeli avrebbero assistito al rifiorire miracoloso di alcune rose appassite ai piedi dell’immagine sacra. Da quel momento, stando a quanto tramandato nei secoli, il contagio cessò definitivamente il 30 ottobre di quell’anno. Una storia che ancora oggi, a distanza di quasi quattro secoli, continua a essere il collante spirituale e identitario dell’intera comunità pigliese.
Ma la festa della Madonna delle Rose non è solo raccoglimento e devozione. È anche musica, allegria e spettacolo, e il programma di quest’anno lo conferma con tre serate pensate per tutti i gusti. Si comincia venerdì 23 maggio alle 21.00 con I Fichissimi Disco Band, un tuffo nei ritmi travolgenti degli anni Settanta e Ottanta che promette di far ballare il pubblico sotto le stelle. Sabato 24 maggio, sempre alle 21.00, sarà la volta de I Migliori Anni Partenopei, un omaggio alla grande tradizione musicale napoletana capace di unire generazioni. Gran finale domenica 25 maggio con il Concerto degli Hernicantus, ensemble vocale radicato nel territorio ernico, che chiuderà i festeggiamenti con le proprie armonie corali.
A concludere la serata del 25 sarà poi uno spettacolo pirotecnico, con i fuochi che illumineranno il cielo di Piglio nel momento più atteso della festa, seguito dalla tradizionale Lotteria, rito irrinunciabile che ogni anno calamita l’attenzione di residenti e visitatori.
Nel mezzo di tutto questo, continua anche la tradizione più intima e toccante legata alla Madonna delle Rose: quella della cosiddetta “Statuetta”, la piccola effigie della Vergine che nei giorni che precedono la festa viene portata di casa in casa, accolta dalle famiglie del paese per una giornata o una serata di preghiera. Un gesto antico, tramandato di generazione in generazione, che dice molto del rapporto speciale che Piglio ha con la propria patrona.
Un appuntamento, quello di fine maggio, che non è solo per i pigliesi. La festa della Madonna delle Rose richiama ogni anno fedeli e curiosi da tutta la Ciociaria e dai territori limitrofi, confermandosi come uno degli eventi più sentiti e partecipati dell’intera provincia di Frosinone.




