di Pietro Necci
Non è andata come sperato per l’Acuto nell’ultima trasferta stagionale del campionato di Terza Categoria Girone A. Sul campo del Casalattico, nel pomeriggio di sabato 16 maggio, i ragazzi ospiti hanno ceduto con un netto 4-1, in una partita che aveva pure cominciato nel verso giusto, salvo poi arrendersi alla maggiore determinazione dei padroni di casa nella ripresa.
Il primo tempo aveva riservato qualche sorpresa. A sbloccare il risultato era stato infatti l’Acuto, grazie alla rete di Cori Davide, che aveva portato i suoi avanti con merito. La risposta del Casalattico non si era però fatta attendere: quasi allo scadere della prima frazione, i locali trovavano il pareggio e le squadre rientravano negli spogliatoi sull’1-1, con la partita ancora apertissima.
Nella ripresa, però, il copione è cambiato radicalmente. Il Casalattico è sceso in campo con un altro piglio, più aggressivo e determinato, e in appena cinque minuti ha piazzato una doppietta che ha spezzato l’equilibrio. Dapprima il 2-1, poi il 3-1, con i padroni di casa che hanno preso in mano la gara senza più lasciarla. Il quarto gol è arrivato nel finale, a suggellare un successo netto e convincente.
A firmare il poker del Casalattico sono stati Pizzuti, autore di una doppietta, Trizio e Zaccardelli. Per l’Acuto l’unico sigillo porta la firma di Cori Davide, troppo poco per riaprire una partita che nella seconda metà si era fatta in salita.
Si chiude così, con una sconfitta, il ciclo di trasferte stagionali della formazione di Acuto. Ma c’è ancora una pagina da scrivere: sabato prossimo, tra le mura amiche, i giallorossi ospiteranno il Città di Frosinone per l’ultima giornata di campionato. Una sfida che ha il sapore della festa, ma anche qualche curiosità in più: tra i pali della squadra ospite, dal mese di marzo, figura Massimo Zappino, ex portiere del Frosinone Calcio con un curriculum di tutto rispetto, che vanta presenze in Serie A, oltre ad esperienze in Serie B e Serie C.
Un finale di stagione da non perdere, insomma, anche solo per vedere all’opera un giocatore che ha calcato palcoscenici ben più grandi.




