Martedì 19 maggio 2026 il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fatto tappa a Veroli per una visita istituzionale che ha attraversato luoghi e comunità educative, lasciando dietro di sé un confronto aperto e partecipato.

La giornata si è aperta nella Sala Consiliare del Comune di Veroli, gremita di autorità civili, religiose e militari, dirigenti scolastici, rappresentanze sindacali e amministratori locali. Un contesto solenne, ma non freddo: quella sala — con i suoi simboli istituzionali, i segni della fede e del pensiero critico che convivono sotto lo stesso soffitto — ha offerto la cornice giusta per un discorso sulla scuola come presidio civile di una comunità.
Ad aprire i lavori è stato il Sindaco di Veroli Germano Caperna, che ha colto l’occasione per articolare una visione della scuola che va oltre l’edificio e i programmi ministeriali.
“Veroli ha attraversato i secoli sviluppando una capacità precisa, quella di tenere insieme radici e innovazione, memoria e orizzonte, identità e apertura. È dentro questo equilibrio che anche la scuola continua oggi a svolgere uno dei suoi compiti più importanti: accompagnare i giovani nella complessità del presente senza smarrire il valore del rispetto, della partecipazione e della consapevolezza. Riconosciamo nella scuola il più grande ascensore sociale che una comunità possa custodire e garantire.”— Germano Caperna, Sindaco di Veroli

Il Ministro Valditara ha risposto richiamando un nome antico, ma tutt’altro che polveroso: Cicerone. Il concetto latino di humanitas — la centralità della persona, la sua dignità, la formazione della coscienza e il senso di responsabilità — è diventato il filo conduttore del suo intervento, un richiamo alla missione più alta che la scuola porta con sé da secoli.
“La Ciociaria è sintesi di una storia civile e religiosa profonda, fatta di cultura, relazioni e radici che continuano ancora oggi a parlare al presente. È significativo che proprio qui si possa richiamare il valore dell’humanitas di Cicerone, che mette al centro la persona, la sua dignità, la formazione della coscienza e il senso della responsabilità. È questa una delle missioni più alte che la scuola continua ad avere.”— Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito
Dopo l’incontro istituzionale, la visita si è fatta più concreta, calando dentro le aule e i laboratori che ogni giorno trasformano le parole in pratica. Prima tappa, la sezione alberghiera dello I.I.S. “Sulpicio” di Veroli, dove gli studenti e il personale scolastico hanno accolto il Ministro con un momento conviviale curato direttamente da loro: una proposta culinaria legata ai sapori tipici e alla tradizione del territorio, che ha trasformato la cucina in un atto educativo. In fondo, insegnare a un ragazzo a valorizzare ciò che viene dalla propria terra è già, a modo suo, fare scuola.

Il pomeriggio ha portato il Ministro Valditara all’Abbazia di Casamari e all’Istituto San Bernardo, altri due luoghi che incarnano — ciascuno a proprio modo — l’idea di formazione come percorso lungo e profondo, non riducibile a nozioni e voti. Anche qui, l’incontro con studenti e comunità educative ha avuto carattere di dialogo reale, non di visita protocollare.
La giornata si è conclusa nella Sala del Granaretto, dove il Ministro ha presentato i suoi due volumi: “La rivoluzione del buonsenso” e “Manifesto per l’Occidente”. Due titoli che sintetizzano bene la traiettoria intellettuale e politica di Valditara, e che hanno offerto un’ultima occasione di confronto con il territorio prima del congedo.
Una giornata, quella verolana, che ha lasciato il segno: non tanto per il rango istituzionale dell’ospite, quanto per la qualità di un incontro che ha saputo mettere la scuola al centro senza retorica, con la concretezza di chi — studenti, docenti, amministratori — ci lavora ogni giorno.




