“Il Protagonista” è in sala: il film che racconta la vertigine del sogno
Quando le luci si spengono e lo schermo si illumina in bianco e nero, qualcosa cambia nell’aria. Non è nostalgia, non è un vezzo estetico: è una scelta precisa, coraggiosa, quasi necessaria. “Il Protagonista”, opera prima scritta e diretta da Fabrizio Benvenuto, arriva oggi in tutte le sale cinematografiche italiane distribuito da Emozioni Distribuzione attraverso il circuito Inthelfilm, e porta con sé l’urgenza silenziosa di un cinema che vuole raccontare davvero.
Ambientato tra i vicoli e le piazze di una Roma inedita e quasi metafisica, il film segue le vicende di Giancarlo Mangiapane, trent’anni e un unico, totalizzante obiettivo: diventare il protagonista di un film. Non un comprimario, non una comparsa — il protagonista. Nel frattempo, però, la vita non aspetta: e così Giancarlo finisce per recitare anche fuori dal set, trasformando ogni incontro, ogni conversazione, ogni momento quotidiano in una prova d’attore permanente.
La trama: un provino che diventa ossessione
La storia svolta quando il suo agente — interpretato da un ironico Adriano Giannini, visibile soltanto attraverso lo schermo di uno smartphone — gli comunica l’occasione della vita: il provino da protagonista per “Clochard”, biopic dedicato a Gustavo Noradin, leggendario campione di tip-tap degli anni Cinquanta, caduto in disgrazia tra debiti e dipendenze. Un personaggio enorme, pieno di ombre e fascino, perfetto per un attore che sogna di lasciare un segno.
Ma la concorrenza, si sa, non conosce pietà. E arriva persino da dentro casa: il coinquilino di Giancarlo — interpretato da Alessio Lapice in una prova brillante quanto disturbante — si sta preparando per lo stesso ruolo. Da quel momento, quella che sembrava un’opportunità si trasforma in un’ossessione sempre più divorante. Tra sessioni di tip-tap estenuanti, il rapporto soffocante con una madre che non smette di cercarlo e il confronto ravvicinato con una temibile casting director interpretato da Morena Gentile, il confine tra realtà e finzione comincia a sgretolarsi, portando Giancarlo a rischiare la propria stessa identità.
Pierluigi Gigante: una performance da attore navigato
Al centro di tutto c’è Pierluigi Gigante, attore salernitano sempre più riconoscibile nel panorama del cinema italiano. La sua interpretazione di Giancarlo è una di quelle che si portano a casa: fisica, nervosa, commovente e sarcastica allo stesso tempo. Ha il corpo e lo sguardo giusti per abitare le contraddizioni del personaggio — troppo giovane per arrendersi, troppo fragile per vincere, troppo dentro se stesso per uscire davvero. La critica non ha esitato a definirla “monumentale”, e a giudicare dalla risposta del pubblico alla première romana, il termine non sembra esagerato.
Un bianco e nero come stato mentale
La scelta stilistica più audace del film è certamente la fotografia in bianco e nero firmata da Sebastian Bonolis, capace di trasformare la città eterna in qualcosa di sospeso tra il reale e il surreale, quasi dipinto. Non si tratta, come ha spiegato la produttrice Morena Gentile, di un vezzo estetico, ma di uno “strumento di profondità espressiva”: il bianco e nero restituisce quel senso di atemporalità che rispecchia lo stato mentale del protagonista, sospeso tra chi è e chi vorrebbe essere.
Il risultato è un film che non assomiglia a quasi niente di ciò che il cinema italiano propone in questo momento: elegante, arguto, commovente, sarcastico — con un ritmo narrativo che non concede pause inutili e tiene lo spettatore in quella zona scomoda in cui ci si riconosce senza volerlo ammettere.
La produttrice: “Credere fino in fondo in una storia”
Dietro la macchina da presa c’è stata anche la mano ferma di Morena Gentile, produttrice cinematografica e fondatrice di MG Production, che ha creduto nel progetto fin dalle sue prime battute. “Ho visto subito in Fabrizio Benvenuto un regista in grado di affrontare tematiche complesse senza mai perdere il senso del racconto”, ha dichiarato Gentile, che ha scelto di investire centinaia di migliaia di euro in un’opera prima — una scommessa non da poco nel panorama della produzione indipendente italiana.
Un investimento sostenuto anche dai contributi selettivi del Ministero della Cultura, che ha riconosciuto il valore del progetto. “Fare il produttore oggi significa assumersi un rischio notevole, non solo economico ma anche culturale”, ha ricordato Gentile, sottolineando le difficoltà strutturali che il cinema indipendente continua ad affrontare, accentuate dalla recente revisione degli incentivi — dal tax credit ai contributi automatici — che ha reso meno prevedibile l’accesso agli strumenti di sostegno.
Nonostante questo, la convinzione è rimasta intatta: “Produrre cinema significa anche proteggere la libertà creativa, investire sul talento e offrire al pubblico storie che lascino un segno.”
La première romana: una sala sold out e ospiti d’eccezione
Prima di arrivare in tutte le sale, “Il Protagonista” ha vissuto la sua notte più importante al The Space Cinema di Roma, dove la première ufficiale ha trasformato una proiezione in un evento. Sala esaurita, stampa accorsa in massa, e un parterre di ospiti che raramente si raduna per un’opera prima: tra il pubblico c’erano Claudia Gerini, Matteo Garrone, Edoardo Pesce, Bianca Nappi, Adriano Giannini, Irene Maiorin, la principessa MariaPia Ruspoli e il regista Marco Simon Puccioni, tra gli altri.

Il regista Fabrizio Benvenuto ha commentato l’accoglienza con emozione visibile: “Vedere la sala piena e percepire la partecipazione del pubblico è stato emozionante. Sentire il pubblico reagire, ridere e immedesimarsi nei personaggi è stato il regalo più bello.” Parole che dicono molto di un film costruito con la consapevolezza che il cinema, anche quello più personale, deve sempre parlare all’altro.
Dal Torino Film Festival alle sale: un percorso da festival
Il cammino de “Il Protagonista” era già iniziato mesi fa, quando il film era stato selezionato in concorso e in selezione ufficiale al 43° Torino Film Festival — uno dei palcoscenici più importanti per il nuovo cinema d’autore italiano. Una vetrina che ha dato visibilità internazionale a un progetto costruito con meno di mezzo milione di euro, ma con un’ambizione artistica che va ben oltre il budget.
Il distributore Giampietro Preziosa, responsabile di Emozioni Distribuzione, ha espresso soddisfazione per la risposta del pubblico: “La risposta ricevuta alla première conferma che Il Protagonista riesce a parlare a un pubblico ampio. Vedere una sala così partecipe ci ha ripagati di tutto il lavoro fatto in questi mesi.”
Una commedia nera che non teme il dolore
Definirlo semplicemente una “commedia” sarebbe riduttivo. “Il Protagonista” è una commedia nera, a tratti grottesca, che usa l’ironia come scudo per poi abbassarlo all’improvviso, lasciando entrare qualcosa di più vero e più doloroso. Come ha sintetizzato lo stesso regista: “Dietro ogni risata si nasconde un dolore autentico: quello di chi sogna perché non sa fare altro.”
È in quella frase che si trova l’anima del film. Una storia che parla di Giancarlo Mangiapane, ma potrebbe parlare di chiunque abbia mai rincorso qualcosa di grande senza riuscire ad afferrarlo del tutto. Di chiunque abbia recitato — anche fuori da un set — per sentirsi un po’ meno invisibile.

Il cast completo include, accanto a Pierluigi Gigante, Alessio Lapice, Morena Gentile, Adriano Giannini, Elisabetta Ventura, Anna Redi, Ermanno De Biagi, Pierfrancesco Nacca, Josafat Vagni e Matteo Amaturo — a cui il film è dedicato un pensiero affettuoso, essendo scomparso nel corso del 2025.
“Il Protagonista” è in sala da oggi. Vale la pena andarci, anche solo per chiedersi — uscendo — dove finisce la recitazione e dove comincia la vita vera.




