Cinque giorni, 838 film candidati, una platea internazionale e un solo schermo: quello del Dream Cinema di Frosinone, che dal 19 al 23 maggio 2026 ha ospitato la ventunesima edizione del Dieciminuti Film Festival. Una rassegna nata per dimostrare che il tempo non è il metro del talento — e che in dieci minuti si può raccontare il mondo.
Il DFF21 si è chiuso con la cerimonia di premiazione che ha messo il punto finale a una settimana intensa, costruita su una selezione internazionale articolata in quattro sezioni competitive — Selezione Ufficiale, Extralarge, Animazioni e DOC10 — più la sezione Visti da Vicino, pensata per valorizzare i registi del territorio frusinate e dare voce alle storie di casa.
Le giurie e il verdetto
A presiedere la giuria ufficiale è stata Vanessa Cremaschi, mentre la sezione animazioni è stata affidata alla guida di Valeria Valentini, con il prezioso contributo degli studenti del Liceo Artistico “A. G. Bragaglia” — una scelta che racconta anche la vocazione del festival a dialogare con le nuove generazioni e con il territorio.
Il premio più atteso, quello per il Miglior film della Selezione Ufficiale, è andato a Candy Bar dell’australiano Nash Edgerton — regista di lungo corso, già noto nel panorama del cinema di genere internazionale, capace di condensare tensione narrativa e stile in pochi minuti di pellicola.
La sezione Extralarge ha invece premiato Choice del macedone Marko Crnogorski, mentre il DOC10 — la sezione dedicata al cortometraggio documentario — ha riconosciuto La Fenêtre dello spagnolo Lucas Ortiz Estefanell come miglior opera. Per le Animazioni, il verdetto ha sorriso a Intermission del francese Milo Bonnard.
I premi tecnici e le interpretazioni
Tra i riconoscimenti tecnici, la Migliore sceneggiatura è andata a Punter del sudafricano Jason Adam Maselle, lavoro che ha convinto anche sul fronte delle interpretazioni: Tiago Marques si è aggiudicato il premio come Miglior attore proprio per questo film. La Migliore fotografia è stata assegnata a Geia De Vera per Agapito, opera filippina firmata da Arvin Belarmino e Kyla Romero. Il Miglior montaggio ha premiato Lionel Delebarre per Le Dérapage del francese Aurelien Laplace, mentre la Migliore colonna sonora è andata a Dario Durbé per Tras el Telón della regista spagnola Yangxi Chen.
Il premio per la Miglior attrice ha conosciuto un ex aequo di qualità: Flor Santa Cruz Conchori per América del peruviano Javier Augusto Arias-Stella e Zumi Edgerton per Candy Bar — quest’ultima, non a caso, già al fianco del regista Nash Edgerton nell’opera che ha dominato la serata.
Il cuore pulsante: i premi speciali
Il Premio IndieGesta, assegnato direttamente dall’associazione IndieGesta — organizzatrice del festival — è andato a Retirement Plan dell’irlandese John Kelly. Un riconoscimento che porta la firma degli stessi organizzatori e che, come di consueto, racconta qualcosa delle sensibilità artistiche di chi il festival lo costruisce ogni anno dall’interno.
Infine, il premio più caldo della serata — perché decretato dal pubblico in sala — è andato alla sezione Visti da Vicino: la vittoria di La valigia, firmato dai registi locali Simone Ignagni e Mattia Viselli, ha chiuso la cerimonia con un applauso di quelli che non si dimentica facilmente. Un film del territorio che ha conquistato il territorio: non è un risultato scontato, in un festival che guarda al mondo.
Il Dieciminuti Film Festival torna così a confermare la propria identità: un appuntamento capace di portare in provincia il meglio del cinema breve internazionale, senza mai perdere di vista la dimensione locale. Pochi minuti per volta, edizione dopo edizione.




