Dietro l’apparente normalità si nascondeva un’officina meccanica completamente abusiva, priva di qualsiasi titolo autorizzativo e con una gestione dei rifiuti pericolosi che non rispettava alcuna norma di legge.
È quanto emerso nei giorni scorsi a Roccasecca, lungo la via Casilina, al termine di un’ispezione condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Roccasecca e del Nucleo Forestale Carabinieri di Cassino, nell’ambito di un’operazione di controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone per il contrasto degli illeciti amministrativi e ambientali.
Un’attività fantasma, senza SCIA e senza regole
Quando i carabinieri hanno varcato la soglia dei locali, il quadro che si è presentato era inequivocabile: l’officina era del tutto priva della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), il documento obbligatorio senza il quale nessuna attività di autoriparazione può legalmente operare. In sostanza, il titolare lavorava come se le regole non lo riguardassero, in barba alle norme che tutelano i consumatori, i lavoratori e — non da ultimo — l’ambiente circostante.
Ma le irregolarità non si sono fermate alle mancanze burocratiche. L’ispezione si è estesa anche alla gestione dei materiali di scarto, e anche in quel caso il risultato è stato sconfortante.
Rifiuti pericolosi fuori controllo
Un’officina meccanica, per quanto piccola, produce inevitabilmente rifiuti pericolosi: oli esausti, filtri, batterie, liquidi di raffreddamento. La normativa vigente impone una tracciabilità precisa di questi materiali, attraverso la tenuta di appositi registri e la presentazione periodica del MUD — Modello Unico di Dichiarazione Ambientale. Nulla di tutto ciò era stato rispettato.
I carabinieri hanno accertato l’omessa o incompleta tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi — adempimento obbligatorio anche per le imprese con meno di quindici dipendenti — e la mancata presentazione del MUD relativo ai rifiuti pericolosi prodotti dall’attività. Violazioni che non riguardano soltanto la sfera burocratica, ma hanno ricadute dirette sulla tutela ambientale del territorio.
Sequestro dell’attrezzatura e maxi-sanzione
Al termine dei controlli, la risposta delle forze dell’ordine è stata immediata e netta. Tutta l’attrezzatura meccanica e da officina presente nei locali è stata sottoposta a sequestro amministrativo, decretando l’immediata chiusura dell’attività. Parallelamente, sono state elevate sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di 12.630 euro.
Un colpo durissimo per chi aveva evidentemente scelto di operare nell’ombra, evitando costi, adempimenti e responsabilità che invece gravano — giustamente — su chi lavora nella legalità.
I controlli continuano
L’operazione di Roccasecca non è un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia strategia di presidio del territorio portata avanti dal Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone. I controlli proseguiranno con continuità, con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’ambiente, contrastare il lavoro irregolare e garantire la sicurezza dei consumatori.
Un segnale chiaro, rivolto a chiunque pensi di poter fare impresa al di fuori delle regole: prima o poi, i conti si pagano.




