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    Home » Colleferro, follia in moto e documenti falsi: doppia denuncia in ventiquattro ore ad alta tensione
    Primo piano

    Colleferro, follia in moto e documenti falsi: doppia denuncia in ventiquattro ore ad alta tensione

    un cinquantenne fugge a tutta velocità sulla Suzuki senza patente e senza assicurazione, mentre un altro viene incastrato in serata con la carta d'identità manomessa
    28 Maggio 20264 Mins Read
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    Una giornata ordinaria di pattugliamento si è trasformata in un doppio intervento ad alta tensione per gli agenti della Polizia di Stato. I tutori dell’ordine, in forza al Commissariato di Colleferro, hanno infatti concentrato i propri sforzi sul controllo del territorio, portando alla luce due gravi illeciti commessi da altrettanti uomini del posto nel giro di poche ore. Un giovedì convulso che ha visto i poliziotti prima impegnati in un inseguimento a folle velocità per le strade cittadine e, successivamente, alle prese con un insolito caso di falsificazione documentale.

    Tutto ha avuto inizio nel corso della mattinata, intorno alle ore 10:50, quando una pattuglia in servizio di perlustrazione ha notato due individui che camminavano a piedi. Tra i due, l’attenzione degli operatori si è focalizzata su un 53enne del posto, figura già ampiamente nota alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari. Gli agenti hanno deciso di tenere d’occhio la situazione, osservando i due mentre salivano a bordo di una moto di grossa cilindrata, una Suzuki GSX-R. Alla guida del mezzo si è posizionato proprio il guidatore monitorato, un dettaglio che ha fatto scattare immediatamente l’allarme nella cabina di regia della pattuglia, ben consapevole che l’uomo si trovava al volante nonostante una patente già revocata da un precedente decreto prefettizio.

    I poliziotti hanno quindi intimato l’alt, azionando sirene e lampeggianti per bloccare il mezzo prima che potesse immettersi nel flusso veicolare. Per tutta risposta, il centauro ha aperto brutalmente il gas, dando il via a una precipitosa e pericolosa fuga. Per diversi minuti, lungo le arterie trafficate di Colleferro, si è consumato un vero e proprio inseguimento da film. Il motociclista ha inanellato una serie di sorpassi azzardati, accelerazioni repentine sul rettilineo e manovre folli tra le curve della viabilità locale, mettendo a serio rischio l’incolumità degli agenti inseguitori e quella degli ignari automobilisti in transito. Sfruttando l’agilità e la potenza della moto, il fuggitivo è riuscito momentaneamente a far perdere le proprie tracce tra le vie della città.

    La fuga spericolata, tuttavia, è durata molto poco. Gli investigatori del Commissariato di Colleferro, conoscendo alla perfezione il territorio e le abitudini del soggetto, si sono recati a colpo sicuro direttamente presso il domicilio dell’uomo. La mossa si è rivelata vincente: nascosta all’interno di un capanno di pertinenza dell’abitazione, i poliziotti hanno ritrovato la Suzuki GSX-R con le chiavi ancora inserite nel cruscotto e il blocco motore decisamente caldo, segno inequivocabile del recentissimo utilizzo. I successivi accertamenti hanno confermato non solo la mancanza del titolo di guida, ma anche che il veicolo era completamente privo di assicurazione. Per il centauro è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, accompagnata da una pioggia di verbali per violazioni al Codice della Strada per un ammontare complessivo di ben 6.178 euro, con il contestuale sequestro della moto finalizzato alla confisca definitiva.

    La quiete, però, non è tornata in serata. Intorno alle 19:55, i fari delle volanti si sono accesi in via Vittorio Alfieri per un altro controllo d’iniziativa che ha fatto emergere un secondo e bizzarro illecito. Gli agenti hanno fermato un cittadino italiano di 48 anni per un normale accertamento d’identità. Alla richiesta dei poliziotti, l’uomo ha esibito la propria carta d’identità elettronica, apparentemente regolare. L’occhio clinico e l’esperienza del personale della Polizia di Stato hanno però permesso di notare subito un’anomalia strutturale sul supporto plastificato. Il documento era stato visibilmente manomesso con un intervento artigianale ma chirurgico, mirato alla rimozione del microchip originale per alterarne le funzionalità di sicurezza e la tracciabilità. Il documento contraffatto è stato immediatamente sottoposto a sequestro penale, mentre il cittadino è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di manomissione e alterazione di sicurezza del documento.

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