C’è chi guidava ubriaco senza aver mai preso la patente, con un mandato di arresto europeo alle spalle. C’è chi si era inventato una storia lacrimevole per giustificare la sua presenza al volante, mentre in macchina nascondeva oro rubato a un’anziana. E c’è chi avvolgeva nella carta stagnola apparecchiature mediche appena sfilate dall’auto di un dermatologo, nella speranza di bloccare il segnale GPS. Sono solo alcune delle scene che negli ultimi giorni hanno animato le operazioni delle Forze dell’ordine nell’area metropolitana di Roma e nei territori limitrofi.
Il primo episodio ha il sapore del paradosso. Agenti della Polizia Stradale di Tivoli, durante un controllo notturno al casello dell’A1 di San Cesareo, si sono trovati davanti un cittadino polacco con un alito pesante di alcol. L’etilometro ha confermato: valore doppio rispetto al limite legale. Il veicolo è stato affidato a un’altra persona accorsa sul posto. Ma è durante gli accertamenti successivi che la situazione si è complicata in modo imprevisto: l’uomo non aveva mai conseguito la patente di guida e su di lui pendeva un Mandato di arresto europeo con una pena residua di due anni e sei mesi di reclusione, al termine della quale dovrà essere consegnato alle autorità polacche. È finito al carcere di Regina Coeli, a disposizione della Corte d’Appello di Roma.
Diversa ma ugualmente istruttiva la vicenda che ha portato all’arresto di due persone da parte degli agenti della Polizia Stradale di Roma Sud. Sull’A1, all’altezza del chilometro 577, un’auto a noleggio sfrecciava ad alta velocità. Una volta fermata, è emerso subito il primo problema: il conducente non era il titolare del contratto e aveva la patente revocata. La giustificazione fornita — stava riaccompagnando a casa la madre della compagna, rimasta male — è crollata quando la donna in questione ha rifiutato l’intervento del 118 e, soprattutto, quando nell’auto è spuntato un biglietto d’ingresso al casello di Villa Costanza (Firenze), emesso poche ore prima.

Da quel momento la perquisizione ha preso una piega sempre più rivelatrice. L’uomo ha cercato di passare il giacchetto alla compagna per sottrarlo al controllo. Lei, a sua volta, ha tentato di nascondere dietro la schiena una pochette nera. All’interno: orologi, anelli e monili in oro che nessuno dei due era in grado di giustificare. Le indagini successive hanno ricostruito il resto: poche ore prima, nel comune di Massarosa (Lucca), un’anziana era stata raggirata con il collaudato copione della truffa telefonica — un finto finanziere, il marito allontanato di casa, una presunta dipendente del Tribunale che si presentava alla porta e portava via i gioielli. La stazione dei Carabinieri di Massarosa ha confermato la denuncia dell’anziana: la descrizione dei preziosi e l’abbigliamento trovato in bagagliaio corrispondevano. I due sono stati arrestati e associati, su disposizione della Procura della Repubblica di Velletri, rispettivamente al carcere di Velletri e a Rebibbia.
Più tecnico, e in un certo senso più inquietante, il caso risolto dai Falchi della Polizia di Stato nei pressi dell’uscita A24, in direzione Ponte di Nona. Tre cittadini georgiani di età compresa tra i 37 e i 49 anni viaggiavano a bordo di un veicolo con un carico insolito nascosto sotto i sedili: apparecchiature sanitarie, dispositivi elettronici, medicinali, ricettari e timbri avvolti accuratamente nella carta stagnola per schermare i segnali di tracciamento satellitare. Nel bagagliaio, un vero e proprio kit per lo scasso. Tutto proveniva dall’auto di un medico dermatologo parcheggiata in via Nomentana. Per i tre è scattato il fermo per ricettazione e possesso ingiustificato di grimaldelli. Il provvedimento è stato convalidato nelle aule di Piazzale Clodio.
Se le arterie autostradali sono teatro di criminalità itinerante, il cuore della Capitale non è da meno. La Polizia di Stato ha messo a segno cinque arresti distinti nell’ambito dei reati predatori, con interventi nei quadranti dei commissariati di San Paolo, Porta Maggiore, Tor Carbone e Spinaceto. La sequenza più cinematografica si è aperta nei pressi di viale Marconi, dove un ladro ha aperto con violenza lo sportello dell’auto di quello che credeva essere un comune cittadino: era invece un agente libero dal servizio, in procinto di iniziare il turno all’XI Distretto San Paolo. Tentativo di rapina, fuga ad alta velocità sul Lungotevere, inseguimento coordinato in tempo reale, arresto. Positivo anche al narcotest.

A Porta Maggiore, un quarantatreenne francese si è introdotto in un locale di street food approfittando della serranda semiaperta, si è nascosto tra gli armadietti dello spogliatoio e ha poi brandito un’asta telescopica di un metro e quaranta contro il titolare per guadagnarsi la fuga. Arrestato in flagranza. A Spinaceto, un uomo col volto coperto ha minacciato la cassiera di un supermercato lungo la via Pontina con una siringa per rapinare l’incasso. Bloccato grazie alla reazione immediata del responsabile e all’intervento degli agenti. A Tor Carbone, due giovani di origine egiziana hanno strappato una collana d’oro a una vittima: la reazione dei passanti e la rapidità delle pattuglie hanno vanificato il colpo. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.
Parallelo e capillare il lavoro dei Carabinieri, impegnati su più fronti. La Compagnia Roma Cassia ha condotto un vasto servizio straordinario nelle aree di Prima Porta, Labaro, Settebagni e Casalotti, seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini. Risultato: 4 arresti, 15 denunce, 180 persone identificate, 42 veicoli controllati, 5 esercizi commerciali ispezionati. Tra le irregolarità emerse, allacci abusivi alla rete elettrica e idrica — sei abitazioni e un autolavaggio — e una discarica abusiva di rifiuti speciali. Nove giovani sono stati segnalati alla Prefettura per uso di cocaina, hashish e marijuana.
Sul fronte dello spaccio, i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno arrestato un romano di 40 anni che aveva trasformato la propria abitazione in un magazzino della droga: oltre 540 grammi di hashish, 5,40 grammi di cocaina suddivisi per la cessione, materiale da confezionamento, appunti con i movimenti di cassa e 4.540 euro in contante ritenuti provento dell’attività illecita. Il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e confiscato il denaro.
Nell’Esquilino, la Compagnia Carabinieri Roma Piazza Dante ha arrestato due borseggiatori georgiani colti in flagrante mentre sfilavano il portafogli a un turista macedone, recuperando l’intera refurtiva. Nel corso della stessa operazione è stato denunciato un maliano trovato in possesso di un taglierino di 16 centimetri e notificato un Daspo urbano a un uomo che molestava i passanti. L’intervento ha incluso anche la rimozione di circa 300 chilogrammi di rifiuti accumulati nei pressi di Colle Oppio e Piazza Vittorio Emanuele II.

Infine, una notte particolarmente intensa in Piazza Venezia e dintorni: i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato due algerini sorpresi subito dopo il furto dello zaino di un turista statunitense di 65 anni. Nella stessa notte, due tunisini sono stati denunciati per aver strappato una collana d’oro a un turista americano in via dei Pettinari. Una sequenza di episodi — e di risposte — che restituisce la misura di quanto sia capillare e quotidiana la sfida alla criminalità predatoria nel cuore della città.
Un accampamento abusivo nel cuore di un quartiere commerciale, a pochi passi da un centro commerciale frequentato ogni giorno da migliaia di persone e dalla sede di un ente pubblico. Questo il contesto che ha spinto i Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà e il personale della Polizia di Roma Capitale a intervenire in via Lamaro, nel quadrante sud-est della città, nell’ambito delle operazioni di contrasto al degrado urbano coordinate secondo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini, nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’area presa di mira era quella adiacente al centro commerciale Cinecittà Due e alla sede regionale dell’INPS: uno spazio che negli ultimi tempi era diventato sede stabile di un insediamento improvvisato, formato da camper e autovetture trasformati in abitazioni di fortuna. Nel corso dell’operazione sono stati rimossi sei camper e tre autovetture, all’interno dei quali erano insediati sei nuclei familiari di etnia rom, per un totale di 17 persone, tra cui sei minori. Tutti sono stati prontamente censiti e ricollocati presso strutture di accoglienza cittadine ritenute idonee.
L’intervento ha avuto anche una componente sanzionatoria sul fronte della circolazione stradale: le pattuglie hanno elevato contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada per un importo complessivo di 7.000 euro. A chiudere il bilancio dell’operazione, l’assistenza fornita agli operatori di AMA, il servizio municipalizzato di raccolta rifiuti, che ha provveduto alla rimozione in sicurezza di circa 50 chilogrammi di rifiuti accumulati nell’area nel corso del tempo.
L’operazione si inserisce nel solco delle iniziative di presidio del territorio che stanno interessando diversi quartieri della Capitale, con un approccio integrato che affianca al contrasto alla microcriminalità e all’occupazione abusiva degli spazi pubblici anche interventi di ripristino del decoro e della vivibilità urbana.
Un quadro che, nella sua durezza, descrive anche qualcosa d’altro: un sistema di controllo del territorio che funziona, che risponde, che intercetta. Non sempre prima che il danno sia fatto. Ma spesso abbastanza in fretta da rimettere al loro posto le cose rubate.




