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    Furti, stalking, truffe e rimpatri: le Forze dell’Ordine non si fermano nella provincia di Frosinone

    dalla Casilina a Sora, passando per il capoluogo: un fine settimana di operazioni che mostra il volto quotidiano della sicurezza sul territorio
    1 Giugno 20264 Mins Read
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    È un lavoro silenzioso, spesso invisibile ai più, ma che si misura in denunce, sequestri e misure cautelari eseguite anche nelle ore più impensabili. I giorni scorsi hanno restituito un quadro articolato dell’attività delle forze dell’ordine nella provincia di Frosinone, con interventi che spaziano dal tentato furto notturno alla violenza sulle donne, dalla frode ai fondi pubblici al rimpatrio di un detenuto straniero.

    La prima notizia arriva dalla notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, lungo la via Casilina a Ferentino. Intorno alle 23:40, una telefonata al 112 segnala una figura sospetta: qualcuno si nasconde dietro i vasi di un bar, aspettando che le macchine passino, per poi tornare ad armeggiare attorno al distributore automatico. Un comportamento furtivo, inequivocabile. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Anagni intervengono in pochi minuti e sorprendono il giovane mentre tenta di forzare la macchina per impossessarsi di alimenti e ricariche per sigarette elettroniche. Alla vista delle divise, il ragazzo tenta la fuga — una corsa breve, quasi disperata — ma viene bloccato e accompagnato in caserma.

    Le verifiche successive rivelano un elemento che aggrava significativamente la sua posizione: il minorenne era già destinatario di un DACUR — il divieto di accesso alle aree urbane — emesso dal Questore, che gli impediva di sostare nelle vicinanze di pubblici esercizi tra le 15:00 e le 06:00. Proprio l’orario in cui è stato sorpreso. Le immagini del sistema di videosorveglianza del locale hanno fatto il resto. Il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria minorile per tentato furto aggravato e violazione del provvedimento di prevenzione.

    Sul fronte della Polizia di Stato, la settimana ha visto accumularsi interventi di diversa natura. A Frosinone, una pattuglia del Reparto Volanti della Questura ha fermato in via Selva dei Muli un uomo di 45 anni, residente in provincia, risultato destinatario di un Foglio di Via Obbligatorio dal capoluogo, emesso dallo stesso Questore con validità annuale. Non rispettarlo gli è costato una denuncia.

    Sempre nel capoluogo, la Squadra Mobile — Seconda Sezione ha eseguito un provvedimento cautelare emesso dalla Sezione GIP del Tribunale di Frosinone nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori ai danni della sua ex fidanzata. Le condotte, diventate sempre più intense nelle ultime settimane, hanno spinto il giudice a disporre il divieto di dimora a Frosinone, il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione di un braccialetto elettronico per il controllo a distanza. Un segnale concreto di quanto la magistratura e le forze dell’ordine stiano prendendo sul serio il tema della violenza di genere, anche nelle forme meno visibili ma non meno devastanti.

    Non meno significativa è la vicenda che ha visto protagonista la Polizia di Stato nella gestione di un’espulsione disposta dal Magistrato di Sorveglianza in sostituzione della pena detentiva. Un uomo straniero, detenuto nella Casa Circondariale di Frosinone e condannato a tre anni e tre mesi per traffico illecito di sostanze stupefacenti, è stato prelevato dalla struttura e accompagnato dagli agenti all’aeroporto di Fiumicino per il volo di rimpatrio verso il Brasile, suo paese d’origine.

    L’operazione più articolata dal punto di vista investigativo riguarda invece Sora, dove la Polizia di Stato, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti di due persone residenti nel Sorano. Al centro dell’indagine, avviata nel 2024 dal Commissariato di P.S. di Sora, c’è un’imprenditrice accusata di aver ottenuto — attraverso artifizi e raggiri — l’assegnazione di un bando della Regione Lazio e il relativo finanziamento pubblico per attività di formazione aziendale, pur essendo priva dei requisiti richiesti. La Procura della Repubblica del Tribunale di Cassino, sulla base degli accertamenti condotti, ha ottenuto il decreto di sequestro per equivalente della somma indebitamente percepita.

    Un mosaico di episodi eterogenei, accomunati da un unico filo: la presenza costante e capillare delle istituzioni su un territorio che chiede — e ottiene — risposte concrete.


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