C’è chi sogna il palcoscenico dall’infanzia, chi ci arriva dopo anni di sacrifici in sala prove, chi ancora non sa che il suo talento potrebbe portarlo dall’altra parte del mondo. Per tutti loro, la Regione Lazio ha deciso di scommettere in grande. Presentato oggi a Roma, il programma “Lazio Danza e Teatro” — promosso dalla Regione e realizzato attraverso Lazio Innova — è molto più di un’iniziativa culturale: è una vera e propria rampa di lancio per le nuove generazioni delle arti performative.
Il progetto si rivolge a giovani ballerini, performer e attori di età compresa tra i 14 e i 35 anni, selezionati attraverso audizioni e provini condotti da commissioni tecniche e artistiche composte da professionisti del settore. L’obiettivo dichiarato è uno solo: accompagnare i talenti più promettenti del territorio in un percorso strutturato che vada dalla scoperta delle proprie potenzialità fino all’esperienza diretta del palcoscenico, in contesti nazionali e internazionali di assoluto prestigio.
Tre filoni, tre eccellenze
Il programma si articola in tre distinte call, ciascuna affidata a istituzioni di primo piano. Per la danza classica, sono stati selezionati 10 ballerini che parteciperanno a una masterclass di sei giorni diretta da Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, per poi volare a Hong Kong per cinque giorni di formazione presso l’Hong Kong Ballet, e concludere con una residenza artistica di perfezionamento.
Per la danza contemporanea, la Fondazione Romaeuropa guida un percorso che coinvolge 1 coreografo e 19 danzatori: tre settimane di mentoring in collaborazione con la Peparini Academy, seguite da una residenza formativa di sei giorni a Londra, presso il celebre Studio Wayne McGregor — fucina internazionale di ricerca e innovazione nella danza fondata da Sir Wayne McGregor CBE.
Per il teatro, infine, 1 regista e 9 interpreti avranno accesso a un percorso che prevede una residenza formativa con la guida della regista e autrice Fabiana Iacozzilli, una masterclass diretta da Serena Autieri — attrice, cantante e conduttrice televisiva — e due appuntamenti con Daniele Cipriani, impresario, produttore e direttore artistico del Festival dei Due Mondi. Il percorso si chiude con uno stage a Spoleto, nel vivo del Festival, per toccare con mano i diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo.
Nomi di rilievo internazionale
La conferenza di presentazione ha riunito un parterre di alto profilo: l’assessore regionale alla Cultura Simona Baldassarre, il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, il direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa Fabrizio Grifasi, il direttore dello sviluppo culturale della Peparini Academy Christophe Allemann. In collegamento da Londra, le rappresentanti dello Studio Wayne McGregor Rebecca Marshall e Odette Hughes; da Hong Kong, il console generale d’Italia Carmelo Ficarra e il direttore artistico dell’Hong Kong Ballet Septime Webre.
«Con Lazio Danza e Teatro — ha spiegato l’assessore Baldassarre — la Regione investe concretamente sui giovani e valorizza i settori di eccellenza del nostro patrimonio artistico e culturale. Gettiamo un ponte tra la formazione accademica e l’ingresso nel mondo professionale dello spettacolo».
Il sovrintendente Giambrone ha sottolineato come il Teatro dell’Opera sia da anni impegnato nella valorizzazione dei giovani talenti, «sostenendone la crescita artistica e favorendone l’ingresso concreto nel mondo del lavoro». Fabrizio Grifasi della Fondazione Romaeuropa ha annunciato che i giovani selezionati saranno protagonisti a ottobre nell’ambito della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival. Daniele Cipriani, dal canto suo, ha parlato di un’occasione per conoscere da vicino «l’arte e il mondo dell’imprenditoria culturale», con lo stage a Spoleto come «avventura da portare nel cuore».
La cultura come motore economico
Il programma non nasce nel vuoto. Il contesto in cui si inserisce racconta di una regione dove la cultura genera il 7,7% dell’economia regionale, con il Lazio che si posiziona al primo posto in Italia per incidenza del settore sul Pil. Oltre 200.000 occupati nell’intero comparto culturale e una quota del 29,6% di residenti che ha assistito ad almeno uno spettacolo teatrale o di danza nell’arco dell’ultimo anno — un dato nettamente superiore alla media nazionale del 22,4%. Le arti dello spettacolo hanno registrato una crescita del 2,2% nell’ultimo anno: numeri che giustificano — e anzi richiedono — un investimento strutturato sui professionisti di domani.
“Lazio Danza e Teatro” è finanziato attraverso il Fondo per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri e si inserisce in una strategia più ampia che punta a fare del Lazio un polo di riferimento europeo per la formazione artistica, capace di coniugare tradizione e innovazione, accademia e mercato, radici territoriali e vocazione internazionale.




