Bastano pochi minuti perché un fuoco appiccato con noncuranza si trasformi in un pericolo reale per chi abita nelle vicinanze. È quello che è accaduto stamattina, sabato 6 giugno, in via di Tofe Pistone, nella periferia di Anagni, dove un incendio sviluppatosi a ridosso del complesso di edilizia popolare ha fatto scattare l’allarme tra i residenti della zona e richiesto l’intervento immediato delle autorità.

All’origine del rogo, secondo quanto accertato, lo smaltimento improvvisato di risulte da potatura: rami, frasche e ramaglie accumulate e poi date alle fiamme, una pratica purtroppo ancora diffusa ma che, specie in prossimità di abitazioni e in condizioni di vegetazione secca, può degenerare in modo rapido e imprevedibile. Ed è esattamente ciò che è avvenuto, con le fiamme che si sono allargate mettendo in apprensione decine di famiglie residenti nelle case vicine.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Fiuggi, che hanno operato per contenere e spegnere il fronte del fuoco prima che potesse raggiungere le strutture abitative. A supporto delle operazioni, anche gli agenti della Polizia Locale di Anagni, con il Vicecommissario Aggiunto Andrea Benassi e l’Ispettore Simona Ricciarelli, che hanno coordinato la gestione dell’area e avviato le verifiche del caso per risalire alla responsabilità dell’accaduto.

Le indagini non hanno richiesto tempi lunghi. L’autore dell’incendio è stato individuato nel giro di poco e, una volta accertata la sua responsabilità nello smaltimento illecito che ha innescato il rogo, è stato sanzionato con una multa. Un epilogo che chiude l’episodio sul piano formale, ma che lascia aperta una riflessione più ampia: bruciare scarti vegetali in prossimità di abitazioni non è soltanto vietato dalla normativa vigente, ma rappresenta un rischio concreto per la sicurezza pubblica, tanto più in un periodo in cui le temperature elevate e la siccità rendono ogni scintilla potenzialmente pericolosa.




