Lorenzo D’Errico ce l’ha fatta: arriva la Ford Tourneo Courier, il mezzo che gli ridà la libertà
Ci sono vittorie che non si misurano in punti o medaglie, ma in qualcosa di molto più prezioso: la possibilità di varcare la soglia di casa propria, sentire il sole in faccia, respirare un’aria che non sia quella di quattro mura diventate, col tempo, un confine invalicabile. Lorenzo D’Errico, 48 anni, Porciano di Ferentino, ha appena conquistato una di queste vittorie. La sua Ford Tourneo Courier di ultima generazione, attrezzata per il trasporto in carrozzina, è realtà. La raccolta fondi avviata mesi fa dalla sua cerchia di amici e sostenuta da centinaia di persone ha raggiunto l’obiettivo, e oggi la famiglia può finalmente contare su un mezzo proprio per spostarsi in autonomia.

Per capire il peso di questa notizia, bisogna tornare indietro di qualche anno. Lorenzo era uno di quei personaggi che non passano inosservati. Nel centro di Anagni, il suo negozio di calzolaio era molto più di una bottega: era un punto di incontro, un luogo dove si riparavano scarpe ma soprattutto si coltivavano relazioni umane. Per oltre ventidue anni, quegli anni che profumano di colla, cuoio e conversazioni senza fretta, Lorenzo aveva costruito un legame autentico con la sua comunità. Chi lo conosce lo chiama ancora affettuosamente “Muletto“, un soprannome che dice tutto sulla familiarità e sull’affetto che lo circonda.
Poi, in piena pandemia, i primi segnali: difficoltà a maneggiare gli attrezzi, mani che non rispondevano come prima. I medici parlarono inizialmente di tunnel carpale, seguirono interventi di sindesmotomia, ma le condizioni peggiorarono invece di migliorare. Quando la situazione diventò insostenibile, Lorenzo si presentò al pronto soccorso del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Dieci giorni di esami, poi la diagnosi che nessuno avrebbe voluto sentire: sclerosi laterale amiotrofica. La SLA — malattia neurodegenerativa progressiva e senza cura — aveva già cominciato il suo lavoro inesorabile. In breve tempo, Lorenzo si trovò costretto all’immobilità, dipendente da ausili per la respirazione e l’alimentazione, bisognoso di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro.
Da allora, uscire di casa era diventato un sogno. Non una comodità, non un capriccio: un sogno. I mezzi attrezzati per il trasporto di persone con gravi disabilità hanno costi che poche famiglie possono sostenere da sole, e la famiglia D’Errico non faceva eccezione. Così, lo scorso ottobre, gli amici di Lorenzo decisero di fare sul serio: lanciarono una raccolta fondi pubblica con un obiettivo preciso — acquistare un veicolo che permettesse a Lorenzo di tornare a muoversi, a rivedere i suoi luoghi, a condividere momenti di vita reale con chi gli vuole bene.
La risposta della comunità è stata straordinaria. Decine, poi centinaia di persone hanno contribuito: chi con una cifra simbolica, chi con un contributo più consistente, chi semplicemente condividendo l’appello e allargando la rete della solidarietà. Mese dopo mese, la quota è cresciuta fino a toccare il traguardo. E così, nei giorni scorsi, la famiglia ha potuto acquistare la Ford Tourneo Courier nell’ultima generazione disponibile, un veicolo configurato per accogliere la carrozzina di Lorenzo e garantire spostamenti sicuri e dignitosi.
Lorenzo ha voluto ringraziare personalmente, attraverso le pagine di anagnia.com, tutti coloro che hanno reso possibile questo momento. «Non ho parole per descrivere quello che provo», ha detto. «Mesi fa sembrava un sogno lontanissimo, e invece eccoci qui. Grazie a ognuno di voi: a chi ha donato, a chi ha condiviso, a chi ha semplicemente creduto che ce l’avremmo fatta. Questo mezzo per me significa libertà, significa poter riabbracciare il mondo là fuori. Significa tutto».
Accanto a lui, come sempre, la moglie e la figlia — la sua forza silenziosa, la ragione per cui Lorenzo non ha mai smesso di guardare avanti. La Ford Tourneo Courier non è solo un’auto: è il simbolo tangibile di ciò che una comunità riesce a fare quando sceglie di non lasciare indietro nessuno. È la prova che la solidarietà, quando è genuina, produce risultati concreti. È, soprattutto, un pezzo di vita restituito a un uomo che non aveva mai smesso di meritarla.




