C’è un luogo ad Alatri che custodisce secoli di storia ernica tra le sue sale, e domenica 21 giugno 2026 torna ad aprire le porte al pubblico più inclusivo e attrezzato di prima. Il Museo Civico di Alatri, ospitato negli spazi storici di Palazzo Gottifredo, riapre ufficialmente dopo un importante ciclo di interventi di riqualificazione, ammodernamento e miglioramento dell’accessibilità. Un traguardo atteso dalla comunità locale, reso possibile grazie a risorse nazionali ed europee.

La cerimonia inaugurale è fissata per le ore 17.00. Mezz’ora dopo, alle 17.30, prenderà il via una visita guidata al percorso museale con traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS), pensata per rendere il momento accessibile a un pubblico il più ampio possibile. Per l’occasione, l’ingresso sarà gratuito.
Gli interventi che hanno trasformato il museo sono stati realizzati nell’ambito del PNRR — Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, specificamente all’interno della Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Cultura 4.0”, Investimento 1.2, dedicato alla rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali nei luoghi della cultura. A questi si affiancano ulteriori lavori di ammodernamento sostenuti dalla Regione Lazio attraverso la L.R. 24/2019, Piano annuale 2025, per il rafforzamento dei servizi culturali del territorio.
Il risultato è un museo rinnovato nella sua capacità di accoglienza e fruizione: spazi ripensati, contenuti più leggibili, percorsi più navigabili per chiunque. Una visione del museo non come scrigno chiuso, ma come spazio vivo, aperto alla comunità, alle scuole, ai ricercatori e ai visitatori di ogni età e condizione.
A tracciare il senso politico e civile dell’operazione è il Sindaco di Alatri, Maurizio Cianfrocca, che parla di restituzione alla comunità di “un luogo fondamentale della nostra identità, reso oggi più accessibile, più moderno e più capace di dialogare”. Il primo cittadino inquadra il Museo Civico come strumento di crescita culturale e di promozione del territorio, sottolineando l’attenzione dell’Amministrazione comunale verso il patrimonio storico e archeologico della città.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Consigliere delegato alla Cultura, Sandro Titoni, che legge l’accessibilità non come mero adeguamento tecnico ma come “scelta culturale”: permettere a un pubblico più ampio di entrare in relazione con la storia di Alatri e con il valore del suo patrimonio. La riapertura, sottolinea, è un punto di partenza per costruire percorsi di valorizzazione, didattica, ricerca e promozione turistica.
A completare il quadro, la Consigliera delegata alla Disabilità, Denise Zena, ricorda che l’accessibilità è un diritto fondamentale e che rendere il patrimonio culturale fruibile a tutti significa “costruire una città più equa, accogliente e attenta ai bisogni di tutti”. La visita con traduzione LIS in programma domenica è, in questo senso, un segnale concreto e non soltanto simbolico.
A definire la portata scientifica del progetto è infine la direttrice del museo, Manuela Cerqua: “Gli interventi realizzati migliorano l’accessibilità e rafforzano il ruolo del museo come luogo di conoscenza, accoglienza e partecipazione.” La visita guidata con LIS, rimarca, non è un accessorio ma una direzione precisa: avvicinare il patrimonio archeologico, storico e culturale di Alatri a tutte le persone, senza eccezioni.
Il Museo Civico di Alatri racconta la storia della città e del territorio ernico attraverso collezioni di grande rilevanza. La riapertura di domenica 21 giugno non è soltanto il taglio di un nastro: è l’apertura di un nuovo capitolo per Palazzo Gottifredo e per l’intero sistema culturale cittadino.




