Non c’è un unico centro di gravità, questa settimana, nelle operazioni delle forze dell’ordine nell’area di Roma e della sua provincia. I fronti aperti sono molti e dislocati su un territorio vasto: dalle periferie occidentali della capitale al porto di Civitavecchia, dal rione Esquilino ai boschi notturni di Monte Catillo, fino ai quartieri residenziali di Monteverde, dove una truffa ai danni di un’anziana è stata sventata appena in tempo. Il filo comune è uno solo: il presidio capillare di un territorio complesso, condotto con un’intensità che non lascia spazio a vuoti.

La notte di Ostia ha regalato uno degli episodi più surreali della settimana. Verso le 23, una pattuglia dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia Roma Ostia ha notato un uomo di 68 anni che camminava a piedi lungo via Ostiense in tuta mimetica, con un coltello da 50 centimetri — trenta dei quali di sola lama — ben visibile allacciato al fianco. Fermato immediatamente, il 68enne non ha saputo o voluto fornire alcuna spiegazione. L’arma è stata sequestrata e l’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti analoghi, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa della convalida.
Pochi chilometri più nell’entroterra, ad Acilia, i Carabinieri hanno messo in campo un’operazione ad alto impatto che ha mobilitato più reparti in contemporanea: la Compagnia Roma Ostia, l’Aliquota di Primo Intervento della Compagnia Aeroporti di Fiumicino, il Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria e, dall’alto, un elicottero del Nucleo di Pratica di Mare. L’operazione, condotta nel solco delle direttive del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha prodotto tre arresti e sedici denunce. Un 25enne è stato bloccato dopo una fuga in auto per le vie del quartiere, trovato con dosi di crack; una 47enne con precedenti è finita ai domiciliari per la reiterata violazione dell’obbligo di firma legato alla sua attività di spaccio; un 33enne ha tentato di liberarsi di un cento grammi di hashish gettandolo dalla finestra, senza successo. Tra i denunciati spiccano due studenti minorenni di 15 e 17 anni trovati con quasi novanta grammi di hashish, e un 43enne con una dose di crack e quasi 19.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. In totale, gli agenti hanno identificato 175 persone e controllato 83 veicoli, sequestrando droga e oltre 18.000 euro.

Nella stessa cornice temporale, il XIII Distretto Aurelio ha coordinato un’operazione integrata nel quadrante omonimo, con il coinvolgimento del XIII Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale, della Guardia di Finanza e dell’ASL Roma 1. Il focus era duplice: controllo delle persone e verifica degli esercizi commerciali tra Valle Aurelia, piazza Giureconsulti, via Baldo degli Ubaldi, Circonvallazione Cornelia e le principali arterie di via Boccea e via Aurelia, con estensione alle stazioni metro Battistini, Cornelia e Valle Aurelia. I numeri parlano da soli: oltre 50 persone identificate, 6 esercizi commerciali ispezionati, circa 100 chilogrammi di prodotti alimentari sequestrati per assenza di documentazione sulla tracciabilità, e sanzioni amministrative per oltre 4.700 euro. Due locali su Circonvallazione Cornelia sono stati temporaneamente chiusi per gravi carenze igienico-sanitarie — infestanti, blatte e ragnatele — mentre le irregolarità fiscali e commerciali hanno prodotto ulteriori verbali. Un soggetto con precedenti è stato denunciato per possesso di cannabinoidi.

Più a est, nella notte tra il 10 e l’11 giugno, è toccato al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — Servizio Regionale Lazio intervenire nella Riserva Naturale di Monte Catillo, nel comune di Tivoli. Un gruppo di giovani escursionisti romani, partito dal Rifugio Fonte Bologna, aveva smarrito il percorso durante il rientro verso la città, bloccato da animali al pascolo sul sentiero. Le buone condizioni fisiche dei ragazzi — tutti minorenni, come accertato dai tecnici durante i contatti telefonici — hanno permesso di gestire il soccorso con relativa tranquillità. La squadra di terra ha raggiunto il gruppo, recuperato gli zaini al rifugio e accompagnato i giovani fino alla viabilità. Sul posto anche i Carabinieri, il 118 e i Vigili del Fuoco.

Al porto di Civitavecchia, la notte del 29 maggio si era già conclusa con un sequestro di proporzioni significative. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, affiancati dalla Polizia di Frontiera Marittima e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno arrestato un cittadino tedesco sbarcato da un traghetto proveniente dalla Spagna. A tradirlo è stata la crescente agitazione mostrata durante i controlli di routine. Il cane antidroga Milton del Gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia ha fatto il resto: nel doppiofondo dell’auto, ricavato artificialmente tra il vano della ruota di scorta e il pianale del bagagliaio, erano nascosti 22 panetti di cocaina ad elevato grado di purezza, per un totale di oltre 23 chilogrammi. Sequestrati anche lo smartphone e oltre mille euro in contanti. L’uomo è stato portato nella Casa Circondariale di Civitavecchia con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti aggravato.
Nel rione Esquilino, la Polizia di Stato ha condotto un’operazione a tappeto dal Parco del Colle Oppio fino a Piazza Vittorio, con verifiche su persone e luoghi di aggregazione. Quarantacinque le persone identificate. Cinque stranieri privi di documenti sono stati accompagnati all’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma: due hanno ricevuto l’ordine di allontanamento. Tre gli arresti. Il primo ha riguardato un 33enne senegalese già noto agli agenti del Commissariato per reati in materia di stupefacenti, trovato con 41 involucri di cocaina e 440 euro. Il secondo è scattato dopo una segnalazione al 112: due persone stava forzando auto in sosta nei pressi di via Merulana; uno dei due, un 46enne marocchino, è stato bloccato in flagrante mentre frugava nell’abitacolo di un veicolo, con arnesi da scasso e una torcia. Il terzo arresto ha coinvolto un 34enne malese che ha opposto resistenza agli agenti durante un controllo.
A chiudere il quadro settimanale è la vicenda di Monteverde, dove una 87enne è riuscita a sventare un tentativo di truffa con una lucidità fuori dal comune. Qualcuno l’aveva chiamata spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine, avvisandola che un suo documento era stato trovato sul luogo di una rapina e preannunciando l’arrivo di un “collega” per una perquisizione. Anziché cedere alla pressione, la donna ha contattato la figlia residente in Inghilterra, che ha attivato una catena di segnalazioni culminata nell’arrivo della Polizia di Stato. Gli agenti hanno intercettato il presunto emissario direttamente davanti alla porta dell’appartamento, mentre aspettava che gli venisse aperta. Sul suo smartphone sono stati trovati messaggi con istruzioni operative, l’indirizzo della vittima e indicazioni su come presentarsi. Un 39enne campano è stato arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata in concorso. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto disponendo gli arresti domiciliari, mentre le indagini proseguono per identificare gli altri componenti della rete.




