Una settimana che racconta, meglio di tante statistiche, il volto quotidiano della sicurezza nella Capitale e nel suo hinterland. Tra quartieri della movida, periferie segnate dallo spaccio, locali pubblici diventati fonte di disagio per i residenti e strade percorse da mezzi truccati, l’attività di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale ha restituito un quadro fatto di denunce, arresti, sequestri e provvedimenti amministrativi, in un mosaico di interventi che attraversa Roma e la sua provincia.

A San Lorenzo, quartiere simbolo della vita notturna romana, i militari della Stazione Carabinieri Roma San Lorenzo hanno chiuso il cerchio attorno a un episodio di violenza giovanile nato, come spesso accade, da un pretesto banale. Tutto era partito dal racconto di un quindicenne romano, che si era presentato in caserma per denunciare il pestaggio subito da un gruppo di coetanei dopo essersi rifiutato di cedere loro una sigaretta. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza urbana, incrociate con le testimonianze raccolte sul territorio, hanno permesso agli investigatori di risalire a un diciassettenne di nazionalità nigeriana, residente a Roma, poi riconosciuto dalla vittima stessa. Gli approfondimenti hanno fatto emergere un quadro più ampio: lo stesso giovane, insieme a complici ancora in corso di identificazione, risulterebbe responsabile di altre cinque aggressioni ai danni di minorenni, tutte regolarmente denunciate. Per lui è scattata la denuncia in stato di libertà per lesioni personali aggravate e percosse in concorso.

Spostandosi nel quadrante Appio Latino, l’attenzione dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Roma Centro si è concentrata su un fenomeno che da tempo preoccupa chi frequenta gli eventi pubblici della città: il borseggio organizzato. Durante la Festa dell’Unità allestita a Villa Lazzaroni, in via Appia Nuova, i Carabinieri hanno individuato e seguito quattro persone, due donne di origine peruviana e due uomini di origine cubana, sospettate di muoversi con disinvoltura tra la folla in cerca di vittime. Il colpo è arrivato puntuale: la borsa di una signora romana di settantuno anni, contenente documenti, carte di credito e contanti, è stata sottratta nel giro di pochi istanti. I quattro, nel tentativo di allontanarsi a bordo di una Fiat Panda a noleggio verso via della Caffarelletta, sono stati bloccati prima di riuscire a dileguarsi. La successiva perquisizione ha rivelato qualcosa in più di un singolo furto: altre quattro borse con documenti di ulteriori vittime, oltre duemilatrecento euro in contanti, banconote estere, numerose carte di pagamento e persino un coltello da cucina con una lama di trenta centimetri, che ha comportato un’ulteriore denuncia per possesso di arma bianca. Il gruppo, tutto disoccupato e con domicilio comune in zona Borghesiana, è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo.
Anche Tivoli, nella provincia romana, ha vissuto un capitolo significativo nella lotta alla violenza urbana. I Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza che dispone l’obbligo di dimora con divieto di uscita serale e notturna, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un ventenne con precedenti e di un diciottenne incensurato. Un terzo indagato, un ventitreenne senza precedenti, è stato invece deferito in stato di libertà. Il provvedimento chiude le indagini su un pestaggio avvenuto nella notte di Ognissanti in Piazza Santa Croce, cuore della movida tiburtina, dove tre persone erano state circondate e colpite da un gruppo di giovani tra i diciotto e i ventiquattro anni, rimediando fratture e traumi al volto. Decisive, anche in questo caso, le immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti.
Diverso, ma non meno emblematico, il caso di Tor Fiscale, dove il Questore di Roma ha firmato un provvedimento di sospensione della licenza per quindici giorni nei confronti di un esercizio di somministrazione. Alla base della decisione, adottata sulla scorta dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, una sequenza di episodi che negli ultimi due anni ha richiesto oltre trenta interventi delle Forze dell’ordine, fino a culminare, nei primi giorni di giugno, nel ferimento a coltellate di un giovane cittadino sudamericano al termine di una lite nata all’interno del locale e degenerata sul marciapiede antistante.

Gli agenti del Commissariato Appio, con il supporto della Stazione Carabinieri Roma IV Miglio, hanno ricostruito una situazione di degrado consolidato, fatta anche di risse, schiamazzi e numerosi esposti dei residenti, esasperati da una convivenza forzata con un locale ritenuto ormai un punto critico per l’ordine pubblico del quartiere.
Sul fronte dei furti in abitazione, un episodio avvenuto in zona San Giovanni racconta invece la parabola di un professionista del crimine fermato in flagranza. Un quarantatreenne romano, già conosciuto dalle Forze dell’ordine, è stato sorpreso nel cuore della notte lungo via Appia mentre forzava con un vero e proprio kit da scasso le cassette key lock box utilizzate da alcune strutture ricettive per la custodia delle chiavi destinate agli ospiti. La segnalazione di una residente svegliata dai rumori ha permesso agli agenti dei Commissariati Trastevere e Celio di intervenire in tempo, sorprendendo l’uomo con un trolley, borse e pacchi sospetti, oltre a venti chiavi riconducibili a diversi appartamenti dello stabile. Le successive verifiche hanno chiarito che il malvivente, sfruttando proprio quelle chiavi, era riuscito ad accedere a più unità abitative, sottraendo una borsa di marca, un tablet, un telefono cellulare, carte di credito e un portafogli, tutti poi recuperati e restituiti ai legittimi proprietari. Per lui, già destinatario di un divieto di dimora nel Comune di Roma, è arrivato un nuovo arresto, convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Nella periferia orientale della Capitale, infine, i Falchi della Polizia di Stato hanno smantellato un sistema di spaccio capace di trasformare androni, cassonetti, aiuole e persino vasi da fiori in nascondigli per la droga. Nove pusher sono finiti in manette e quattro consumatori sono stati colti in flagranza di scambio. Tra i casi più singolari, un trentatreenne romeno che aveva organizzato il proprio punto vendita nell’atrio di uno stabile di via Beata Chiara Bosatta, recuperando le dosi da una fessura scavata alla base di una colonna, e un giovane di origine marocchina che utilizzava un cassonetto della spazzatura tra viale Palmiro Togliatti e via Cerignola come deposito segreto. Sempre lungo viale Palmiro Togliatti, un trio composto da un uomo e due donne aveva messo a punto un sistema di vasi “innestati” con la cocaina, mentre a Tor Bella Monaca due pusher coltivavano, letteralmente, la propria attività alla base di un albero. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di centinaia di dosi di cocaina e hashish, contanti e, in un caso, persino un’officina abusiva per la lavorazione di pezzi di auto rubate.

A completare il quadro, un fronte meno cruento ma altrettanto rilevante per la sicurezza collettiva: quello della strada. La Polizia Locale di Roma Capitale ha intensificato i controlli sui mezzi alterati nelle loro caratteristiche tecniche, in particolare e-bike, ciclomotori e minicar, avvalendosi della collaborazione della Motorizzazione Civile e di strumentazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le verifiche immediate su strada. Le operazioni condotte nei quartieri Parioli e Prati hanno portato al controllo di oltre centocinquanta veicoli, con percentuali di irregolarità che hanno toccato l’ottantacinque per cento tra le e-bike e superato il novanta per cento tra i ciclomotori, principalmente per alterazioni che ne aumentano potenza e velocità o per la rimozione dei silenziatori. In più della metà dei casi accertati si è arrivati al fermo o al sequestro del mezzo, in un’attività che il Comando intende proseguire nei prossimi mesi in altri quadranti della città.
Un insieme di interventi diversi per natura e contesto, ma uniti da un filo comune: la presenza costante delle Forze dell’ordine sul territorio, chiamate ogni giorno a tutelare la sicurezza dei cittadini romani, tra centro storico, quartieri della movida e periferie, in una città che non smette di chiedere attenzione e presidio.




