Non si ferma mai del tutto, la macchina della Giustizia. E nelle ultime settimane, tra Roma e i comuni della sua provincia, quella macchina ha girato a pieno regime: arresti, sequestri, operazioni antidroga, controlli commerciali a tappeto. Un bilancio operativo che fotografa una città in cui le forze dell’ordine moltiplicano la loro presenza sul territorio, quartiere per quartiere, vicolo per vicolo.

Il capitolo più articolato riguarda l’attività della Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma — Dipartimento criminalità diffusa e grave e Gruppo Esecuzione. Nell’ultimo trimestre, i militari hanno rintracciato e arrestato 15 soggetti destinatari di condanne definitive, tra italiani, un cittadino romeno, uno libico e uno srilankese, per reati che vanno dagli stupefacenti alle violenze sessuali, dai maltrattamenti familiari alle truffe aggravate. In aggiunta, l’Arma territoriale — coordinata sempre dalla stessa Procura — ha eseguito ulteriori 40 provvedimenti emessi dall’Ufficio Esecuzioni del Tribunale di Roma, portando a termine la maggior parte dei fermi entro 48 ore dall’attivazione delle ricerche.
Tra i profili più rilevanti emerge quello di un 49enne romano arrestato nella zona di Ponte Galeria, protagonista di un traffico transnazionale di marijuana sull’asse Marocco-Spagna-Italia, condannato a oltre nove anni di reclusione. Le ricerche erano risultate particolarmente complesse: l’uomo aveva dichiarato una residenza fittizia per rendersi irreperibile. Analogo discorso per un 49enne libico, rintracciato nei pressi di una nota piazza di spaccio di Casal Bruciato dopo intensi servizi di osservazione e pedinamento. L’uomo era già stato arrestato nell’ottobre 2024 nell’ambito di un’indagine che aveva portato alla scoperta di una vera e propria “bisca-fortino” — una ex sala giochi comunale trasformata in base operativa per lo spaccio di crack e cocaina, protetta da cancellate in ferro e vedette.

Non meno significativa la cattura di un 78enne romano, rintracciato in una residenza d’appoggio nella zona di Casalotti dopo che i controlli avevano rivelato la natura fittizia della sua residenza anagrafica a Rocca di Papa. L’uomo deve scontare 7 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali reiterate, commesse nell’arco di oltre un decennio.

Tra i casi più complessi sul piano logistico spicca invece quello di un 32enne napoletano, bloccato all’atto dello sbarco da una nave da crociera nel porto di Livorno: condannato a 8 anni per un accoltellamento commesso nel giugno 2013 nei pressi dello Stadio dei Marmi durante una serata della movida, era riuscito a sottrarsi alla giustizia per oltre dodici anni. La sua cattura è stata resa possibile dalla condivisione in tempo reale delle informazioni investigative tra reparti dell’Arma dislocati in diverse regioni d’Italia.
Sul fronte della sicurezza urbana, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 31enne romano, appartenente a un noto clan della periferia est della Capitale, già detenuto nel carcere di Velletri per altra causa. Tra il dicembre 2025 e l’aprile 2026, l’uomo avrebbe sistematicamente preso di mira esercizi commerciali del quadrante sud-est della città — un bar in zona Tor Vergata, un ferramenta e un centro scommesse — pretendendo denaro con minacce esplicite e continui richiami al proprio potere criminale familiare. Nell’episodio più inquietante si era presentato alla cassa di un bar con una mano sporca di sangue, nel tentativo di amplificare l’effetto intimidatorio. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Sempre la Polizia di Stato ha messo a segno un’operazione antidroga nel quartiere Fidene, dove gli agenti del III Distretto Fidene-Serpentara hanno arrestato un 29enne tunisino che custodiva circa 250 grammi di cocaina all’interno di uno scatolone con un set di pentole a pressione, nascosto in un box di un’autorimessa condominiale cui accedeva con un telecomando trovato addosso all’uomo al momento del fermo. Nella sua abitazione sono stati rinvenuti anche materiale da confezionamento e sigarette alla cannabis. L’arresto è stato convalidato con la misura degli arresti domiciliari.
Sempre nel quartiere Fidene, un’operazione congiunta coordinata dallo stesso III Distretto ha portato al controllo di 7 esercizi commerciali, con l’elevazione di circa 47.000 euro di sanzioni amministrative e la sospensione immediata di tre attività. Le irregolarità accertate hanno riguardato lavoratori in nero, sistemi di videosorveglianza non conformi alla normativa sulla privacy e carenze igienico-sanitarie nei protocolli HACCP. All’operazione hanno partecipato agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, ispettori dell’ASL Roma 1 e funzionari dell’Ispettorato del Lavoro.
Nel quartiere Laurentino 38, i Carabinieri della Compagnia Roma Eur — supportati dall’Aliquota di Primo Intervento, dal Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e dal NAS di Roma — hanno condotto un servizio straordinario che ha portato a 2 arresti, 5 denunce a piede libero e al sequestro di 200 chilogrammi di alimenti mal conservati, con la chiusura di un esercizio di somministrazione. In totale sono state identificate 137 persone e controllati 74 veicoli.
Non mancano episodi che colpiscono per il contesto in cui si sono consumati. Nel quartiere Prenestino, i Carabinieri della Stazione di Roma Torpignattara hanno arrestato un 18enne peruviano sorpreso a spacciare nel cortile della parrocchia di San Luca, in via Roberto Malatesta. Il giovane ha tentato la fuga gettando un borsello contenente quasi 30 grammi di hashish, poi recuperato dai militari. L’inseguimento a piedi si è concluso davanti al portone di uno stabile condominiale, dove il fuggitivo ha tentato di barricarsi: uno dei Carabinieri è rimasto lievemente ferito al braccio, medicato presso l’ospedale “Madre Giuseppina Vannini” con una prognosi di sette giorni.
A Velletri, i Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato un 23enne incensurato trovato in possesso di oltre 200 grammi di hashish già suddiviso in dosi, bilancino di precisione e circa 300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Capitolo a parte merita il colpo messo a segno dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, autori di un inseguimento ad alta tensione nel cuore della città. Due giovani di 22 e 23 anni, già noti alle forze dell’ordine, erano stati sorpresi a piazza Celimontana mentre frantumavano il deflettore di un’auto appartenente a turisti cinesi. Alla vista dei militari, i due sono fuggiti a bordo di un veicolo a noleggio, sfrecciando a tutta velocità tra via della Navicella e viale dell’Ambaradan, passando col rosso e percorrendo via Giotto contromano, fino ad abbandonare l’auto in via Marmorata per tentare la fuga a piedi verso il Testaccio. Bloccati nei pressi di piazza dell’Emporio, sono stati trovati in possesso di una refurtiva del valore complessivo di circa 5.000 euro. Tra i beni recuperati figuravano anche gli abiti nuziali di una coppia di turisti danesi, giunti a Roma per sposarsi: la loro restituzione ha strappato un ringraziamento commosso ai militari dell’Arma.

Nel frattempo, anche la Polizia Locale di Roma Capitale ha contribuito al presidio del territorio. Nel quartiere Fonte Ostiense, gli agenti del IX Gruppo Eur — con il supporto del Reparto NAE (Nucleo Assistenza Emarginati) — hanno smantellato un insediamento abusivo in via Carlo Levi, nelle adiacenze del Centro culturale “Elsa Morante”, rimuovendo baracche e ingenti quantità di rifiuti. A Largo Preneste, invece, un controllo stradale si è trasformato in un arresto: un 22enne egiziano, fermato per aver circolato senza casco su un monopattino elettrico, ha fornito generalità false e ha poi tentato la fuga scaraventando a terra un agente. Bloccato dopo un breve inseguimento, è stato trovato in possesso di carte di pagamento intestate ad altre persone — una delle quali oggetto di denuncia per furto — ed è stato arrestato per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale, ricettazione e false attestazioni sull’identità.
Un bilancio complessivo che restituisce l’immagine di una Capitale in cui la pressione delle forze dell’ordine non allenta la presa — e in cui la risposta alle illegalità, grandi e piccole, continua a essere capillare e sistematica.




