Una partecipazione di pubblico superiore alle attese e una presenza istituzionale di primo piano hanno caratterizzato ieri il convegno “Il Castello medievale di Vicalvi e il suo borgo. Storia, valorizzazione e prospettive future”, promosso dal Comune di Vicalvi insieme al sindaco Mario Ferrera, anche nella sua veste di presidente della DMO Valcomino. L’incontro si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di idee sulle prospettive di rilancio del patrimonio storico e culturale, individuato come leva strategica per lo sviluppo economico e turistico dell’intera Valle di Comino.

Al tavolo dei relatori si sono alternate alcune delle figure più rappresentative delle istituzioni regionali e provinciali: il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora, l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini, il consigliere provinciale Andrea Amata e l’ex presidente del Consiglio regionale del Lazio Mario Abbruzzese, accanto a numerosi sindaci e amministratori del comprensorio. Una platea così composita ha testimoniato la volontà condivisa di costruire una strategia unitaria per il rilancio delle aree interne, temi che da tempo interessano da vicino anche i territori della provincia di Frosinone.

Ad aprire i lavori è stato lo stesso Mario Ferrera, che ha sottolineato come la valorizzazione dei beni culturali rappresenti oggi una delle principali direttrici di sviluppo del territorio. Nelle vesti di presidente della DMO Valcomino, il primo cittadino ha insistito sulla necessità di mettere in rete castelli, borghi, percorsi naturalistici, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche, costruendo un’offerta turistica integrata capace di intercettare nuovi flussi di visitatori e di generare, di conseguenza, economia e occupazione.
Particolarmente sentito è stato l’intervento del consigliere provinciale Andrea Amata, che ha richiamato l’attenzione sulla lunga fase di deindustrializzazione che negli ultimi decenni ha attraversato il territorio, ribadendo come oggi sia indispensabile puntare sui beni costitutivi della propria identità, risorse che, a differenza delle attività produttive, non possono essere delocalizzate altrove. Amata ha evidenziato come la stratificazione storica della Valle di Comino rappresenti un patrimonio irripetibile, capace di tradursi in un autentico vantaggio competitivo qualora istituzioni e operatori economici sappiano fare sistema per intercettare la crescente domanda di turismo esperienziale. Il consigliere ha inoltre insistito sulla necessità di una forte sinergia tra istituzioni, imprese e associazioni, ricordando come il visitatore di oggi non cerchi più semplicemente luoghi da vedere, ma esperienze autentiche da vivere, e come la vera sfida consista nel saper trasformare questa domanda in economia, occupazione e nuove prospettive per i giovani del territorio.
Sulla stessa linea si è espresso l’assessore regionale Giancarlo Righini, che ha portato la vicinanza della Regione Lazio ai territori che scelgono di investire nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel turismo esperienziale, riconoscendo in queste politiche uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività delle aree interne e contrastarne lo spopolamento. Anche Mario Abbruzzese ha offerto un contributo significativo al dibattito, ponendo l’accento sulla necessità di considerare la Valle di Comino come una vera e propria area vasta, capace di sviluppare sinergie tra tutte le comunità che la compongono: un approccio unitario che, secondo l’ex presidente del Consiglio regionale, consentirebbe di rafforzare la capacità progettuale del territorio e di accedere con maggiore efficacia alle opportunità offerte dai programmi di finanziamento dell’Unione Europea.
A impreziosire la giornata sono stati anche gli interventi del mondo accademico, che ha illustrato studi, progetti e prospettive finalizzati alla piena valorizzazione del Castello medievale di Vicalvi e al suo recupero alla fruizione pubblica, delineando un percorso capace di coniugare conservazione, innovazione e sviluppo turistico. A moderare il confronto è stato il direttore Alessio Porcu, che ha guidato il dibattito favorendo il dialogo tra istituzioni, accademici e amministratori locali.




Dal convegno è emersa una convinzione condivisa da tutti i partecipanti: il patrimonio storico della Valle di Comino rappresenta un capitale strategico, un vero e proprio giacimento di ricchezza che non va consumato, bensì valorizzato attraverso una progettazione integrata e un sistema di servizi capace di trasformare cultura ed esperienza in sviluppo economico e nuove opportunità per il territorio.
A chiudere la giornata è stato un momento particolarmente suggestivo: relatori e ospiti hanno infatti raggiunto il Castello di Vicalvi per partecipare alle visite guidate organizzate dalla Pro Loco di Vicalvi nell’ambito dell’iniziativa “Le Lande Incantate”, che ha registrato una partecipazione numerosa ed entusiasta. Un’occasione che ha permesso di tradurre concretamente i temi affrontati durante il convegno, regalando ai presenti un’esperienza autentica di conoscenza del patrimonio storico e culturale locale. Il Castello medievale di Vicalvi si conferma così non soltanto una straordinaria testimonianza della storia della Valle di Comino, ma anche uno dei simboli di una nuova visione di sviluppo fondata sull’identità, sulla cultura e sulla capacità delle comunità locali di fare rete.




