Un muro di calore invisibile ma pesante come piombo. È quello che l’anticiclone africano ha calato sull’Italia con l’arrivo dell’estate 2026, innescando quella che gli esperti definiscono già come l’ondata di calore più lunga dal 2003: una cappa subtropicale destinata a non allentare la presa almeno fino ai primissimi giorni di luglio, quando — secondo i modelli matematici — potrebbe insinuarsi qualche spiraglio di sollievo.
La mappa dei bollini rossi del ministero della Salute — il livello di allerta massimo, il cosiddetto “livello 3” — si estende di giorno in giorno. Oggi, lunedì 22 giugno, sono dodici le città in massima allerta: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Verona. Domani, martedì 23 giugno, si aggiungeranno Ancona, Venezia e Viterbo, portando il conteggio a quindici. Il 24 giugno entrerà nel novero anche Latina, per un totale di sedici capoluoghi in rosso.
A rendere il quadro ancora più insidioso non sono solo i gradi sul termometro, ma il tasso di umidità: un fattore spesso sottovalutato eppure determinante per la salute. Quando l’aria è satura di vapore acqueo, il corpo non riesce a smaltire il calore attraverso la sudorazione, perdendo la sua naturale capacità di raffreddarsi. Il risultato è un rischio concreto di colpo di calore e colpo di sole, con conseguenze che possono aggravarsi rapidamente nelle fasce di popolazione più vulnerabili: anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Secondo i dati del CNR, alcune estati ormai bruciano più a giugno che ad agosto: lo scorso anno giugno ha chiuso con un’anomalia di oltre tre gradi sulla media del periodo 1991–2020, risultando il secondo mese di giugno più caldo mai registrato in Italia. Agosto, lo stesso anno, si era fermato a meno di un grado sopra la media. Un’inversione di tendenza che racconta meglio di qualsiasi statistica come stia cambiando il clima mediterraneo.
I meteorologi sono concordi: non si intravedono segnali di un cedimento repentino dell’anticiclone. I modelli propongono scenari di caldo persistente per l’Europa e per l’Italia a causa di una cosiddetta “configurazione di blocco”, che terrà ferma l’alta pressione sull’Europa occidentale per diversi giorni ancora. Le previsioni indicano il proseguimento del caldo intenso almeno fino al primo fine settimana di luglio, con temperature massime comprese tra 35 e 37 gradi e valori minimi notturni spesso superiori ai 25 gradi nelle aree urbane.
Sul fronte delle misure di tutela, diverse regioni italiane hanno già emanato ordinanze anti-caldo per i lavoratori esposti alle temperature estreme, disponendo la sospensione delle attività all’aperto nella fascia oraria dalle 12:30 alle 16:00, con modalità differenziate a seconda del settore. Nel frattempo, il ministero della Salute ha riattivato il numero verde 1500, operativo da oggi, per fornire informazioni e consigli sanitari personalizzati.
I comportamenti raccomandati dalle autorità sanitarie sono chiari: tenersi aggiornati sui bollettini caldo quotidiani; evitare l’esposizione solare diretta nelle ore più critiche, orientativamente tra le 11 e le 18; rinunciare a qualsiasi attività fisica intensa all’aperto durante le ore centrali della giornata. In casa è utile rifugiarsi nella stanza più fresca, rinfrescandosi spesso con acqua, e privilegiare un’alimentazione leggera a base di pasta, pesce, verdura e frutta fresca, evitando cibi elaborati o piccanti. Chi ha un condizionatore ne faccia buon uso, senza però indirizzare direttamente il getto d’aria sul corpo se si dispone solo di un ventilatore. Infine, chi può, è consigliato di trascorrere le ore più calde in luoghi pubblici climatizzati — un centro commerciale, una biblioteca, un museo — e di garantire un adeguato ricambio d’aria negli ambienti interni.
Un’estate che si preannuncia lunga. Molto lunga.




