Una notte di tensione al Pronto Soccorso di Frosinone riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali, mentre la Polizia di Stato prosegue senza sosta l’attività di prevenzione sul territorio, tra truffe agli anziani smascherate a centinaia di chilometri di distanza e controlli mirati nelle zone più sensibili del capoluogo.
Aggressione al Pronto Soccorso: l’allarme della CISL FP
Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, intorno alle 3.30, un medico in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone è stato colpito al volto da una persona con problematiche psichiche e sociali, che avrebbe inoltre tentato di danneggiare i locali del reparto. Un episodio che si inserisce in un quadro di crescente tensione all’interno delle strutture sanitarie, dove medici, infermieri e operatori si trovano sempre più spesso a fronteggiare situazioni di forte disagio.
A intervenire sulla vicenda è il segretario generale della Cisl Fp Frosinone, Raffaele Ercoli, che parla apertamente di esasperazione: episodi come questo, sottolinea, si stanno moltiplicando e non possono più essere derubricati a normalità. Il sindacato denuncia il crescente numero di aggressioni negli ospedali della provincia e chiede interventi immediati per tutelare operatori e pazienti. Secondo la Cisl Fp, il solo servizio di portierato non basta più: serve un potenziamento della vigilanza, anche attraverso personale di sicurezza formato e, dove previsto, guardie giurate armate. «Non possiamo aspettare che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire», è l’appello lanciato da Ercoli.
Il finto maresciallo e la truffa da Siena a Frosinone
Un’indagine partita da Siena si è conclusa con due denunce firmate dalla Polizia di Stato di Frosinone. Protagoniste della vicenda due donne, di 25 e 37 anni, ritenute responsabili di una truffa aggravata ai danni di una anziana di 91 anni residente nel centro storico senese.
Tutto era iniziato il 15 giugno scorso, quando la Sala Operativa della Questura di Siena aveva ricevuto la segnalazione di un raggiro messo in atto con la tecnica del finto carabiniere. Un uomo, spacciandosi per un maresciallo, aveva telefonato all’anziana raccontandole che il marito, ormai defunto, risultava coinvolto in una rapina di cui lei stessa sarebbe stata ritenuta corresponsabile. Poco dopo un secondo uomo, qualificatosi come procuratore, le aveva intimato di consegnare tutti i monili d’oro a una sua presunta assistente. Una donna si era quindi presentata a casa della vittima esibendo un tesserino con lo stemma dell’Arma, riuscendo a farsi indicare il nascondiglio della cassaforte e a portare via l’intero patrimonio in oro. Solo dopo essersi resa conto del raggiro, l’anziana aveva contattato il 112.
Le indagini hanno preso una svolta inattesa nel pomeriggio, quando gli agenti della Polizia Stradale di Frosinone, impegnati in un servizio di vigilanza sull’A1 tra Ceprano e Colleferro, si sono imbattuti in un’utilitaria ferma in corsia di emergenza, rimasta senza carburante. A bordo le due donne, insospettite per la mancanza di patente della conducente e per un sacchetto bianco di cui non sapevano fornire spiegazioni. Portate in ufficio per accertamenti più approfonditi, e grazie al lavoro sinergico con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Siena, è stato possibile ricondurre i gioielli rinvenuti proprio al furto ai danni dell’anziana. Le due donne sono state così denunciate. Venerdì scorso i gioielli sono stati restituiti alla vittima, che per ringraziare gli agenti ha donato loro il fazzoletto della propria Contrada.
Controlli nelle piazze di spaccio del capoluogo
Prosegue parallelamente l’attività di prevenzione della Polizia di Stato nel capoluogo, dove il personale della Squadra Volanti ha condotto tra il 14 e il 15 agosto tre distinti interventi nelle aree più sensibili della città, portando al deferimento di due persone e alla segnalazione di una terza al Prefetto.
Il primo episodio risale alla mattinata del 14 agosto, quando gli agenti hanno fermato nel parcheggio adiacente alla Questura, in via Vado del Tufo, un uomo che aveva tentato di allontanarsi alla loro vista. Si tratta di un 43enne di Veroli, trovato in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente, poi sequestrata; l’uomo, che ha dichiarato di farne uso personale, è stato segnalato alla Prefettura.
Nella serata dello stesso giorno, in via Casilina Sud, un’altra pattuglia ha intercettato un’auto che ha tentato una manovra repentina per sottrarsi al controllo, svoltando in via Fonte Corina. Bloccato il veicolo, alla guida è stato identificato un uomo di 53 anni residente a Torrice, già noto alle forze dell’ordine. Il conducente è risultato inosservante di un Foglio di Via Obbligatorio dal Comune di Frosinone, notificatogli lo scorso giugno, e si trovava peraltro alla guida con patente revocata dal 2020, su un’auto già sottoposta a fermo amministrativo. È stato denunciato in stato di libertà e sanzionato per le gravi violazioni al Codice della Strada.
Infine, nelle prime ore del 15 agosto, in viale Europa, nei pressi del complesso popolare noto come “Casermone“, una pattuglia ha notato un uomo tentare la fuga arrampicandosi su una scarpata erbosa. Dopo un breve inseguimento a piedi, gli agenti lo hanno raggiunto e identificato: risultava destinatario di un Foglio di Via dal Capoluogo valido fino al 2028. Per questo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
Per tutte le persone coinvolte nelle vicende descritte vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




