Non si ferma l’attività di controllo del territorio nella provincia di Frosinone. Nelle ultime settimane, tra operazioni dei Carabinieri e interventi della Polizia di Stato, quattro distinte vicende giudiziarie hanno portato ad arresti e denunce in diversi comuni del comprensorio, confermando la costante pressione delle forze dell’ordine su chi viola le misure alternative alla detenzione, le misure di prevenzione e la legge in generale.
A Ceccano, i Carabinieri della Stazione locale hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 47enne del posto, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di analogo tenore. L’uomo beneficiava del regime di affidamento in prova ai servizi sociali, ma le sue condotte non hanno rispettato le prescrizioni impostegli dall’Autorità Giudiziaria. I militari, grazie al monitoraggio sistematico del territorio, hanno documentato e segnalato le reiterate violazioni, che hanno convinto l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a disporre la sospensione del beneficio e il ripristino della custodia cautelare. L’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone, dove sconterà la pena residua.
Scena analoga, per certi versi, si è ripetuta a Veroli, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Frosinone un 27enne residente a Boville Ernica. Durante i controlli notturni sulla movida, i militari hanno individuato il giovane all’interno di due bar del centro mentre consumava bevande alcoliche. Un’abitudine apparentemente innocua, se non fosse che il 27enne era sottoposto al Daspo Willy — la misura di prevenzione prevista dal D.Lgs. 14/2017, emessa dalla Questura di Frosinone lo scorso 30 marzo 2026 — che gli vietava espressamente di accedere o sostare nei pressi di locali pubblici del comune di Veroli tra le 15:00 e le 6:00 del mattino. Colto in flagrante violazione, l’uomo è stato sanzionato e denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Il raggio d’azione delle forze dell’ordine si è spinto ben oltre i confini provinciali nel caso di un 45enne di Cassino. Il Commissariato di Polizia di Stato di Cassino, dopo un’attività investigativa finalizzata a rintracciare l’uomo, ha accertato che si trovava a Palermo per motivi di lavoro. In collaborazione con la Squadra Mobile di Palermo, gli agenti hanno eseguito un decreto di sospensione cautelativa dell’affidamento in prova emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone: il cassinate non aveva svolto attività di volontariato, non aveva preso contatti con la struttura individuata per lui e — fatto di particolare gravità — non aveva mai aderito al programma previsto per i condannati per violenza di genere. Gravato da plurimi precedenti per reati contro la pubblica amministrazione e per maltrattamenti in famiglia, è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Lo Russo” di Palermo.
Chiude il quadro un caso di truffa online che ricorda quanto sia alto il rischio nelle compravendite via internet. La Squadra Mobile della Questura di Frosinone ha denunciato una donna ritenuta responsabile di aver ricevuto su una carta prepagata il denaro provento di una frode ai danni di un uomo residente a Frosinone. La vittima, attirata da un annuncio pubblicato su un noto social network, aveva creduto di acquistare un escavatore da un privato, effettuando due bonifici per un valore complessivo di oltre 4.000 euro. Dopo l’accredito delle somme, i truffatori si sono resi irreperibili. Le indagini della Polizia di Stato hanno consentito di risalire alla destinataria del denaro, che è stata denunciata per il reato di truffa.




