Droga consegnata a domicilio come se fosse un pacco Amazon, locali notturni con il doppio dei clienti consentiti, mercati abusivi allestiti tra i cespugli di un’area verde e un’organizzazione criminale che pianificava i propri affari tra i tavoli di un ristorante del Portuense. È una settimana intensa quella vissuta dalle Forze dell’Ordine nel Lazio, con un bilancio operativo che racconta molto sulle forme contemporanee dell’illegalità urbana — e sulla capacità di risposta delle istituzioni.

Il colpo più pesante sul fronte del narcotraffico è arrivato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della DDA, colpendo ulteriori sette soggetti appartenenti a un’organizzazione criminale già parzialmente smantellata il 29 maggio scorso. L’inchiesta ha restituito uno spaccato inquietante: il gruppo utilizzava noti ristoranti della capitale per veri e propri vertici operativi, durante i quali i corrieri venivano ricevuti, le consegne pianificate e la cocaina testata direttamente al tavolo prima di formalizzare acquisti da decine di migliaia di euro. Le figure femminili del sodalizio — mogli, fidanzate, parenti — svolgevano un ruolo tutt’altro che marginale: trasportavano zaini carichi di stupefacente per le strade di Roma, gestivano la contabilità occulta e fungevano da tramite con i vertici già in carcere. L’organizzazione aveva anche imparato a evolversi tecnologicamente, passando alle applicazioni di messaggistica con messaggi a autodistruzione — impostati anche a soli cinque minuti — per scambiarsi fotografie di panetti e contante senza lasciare tracce digitali.
Sul fronte dello spaccio di strada, la Polizia di Stato ha messo a segno sette arresti in diversi quadranti della capitale, sequestrando complessivamente oltre un chilo e mezzo di droga. Il caso più emblematico è quello scoperto dagli agenti del Commissariato Porta Maggiore, che hanno trovato oltre un chilo e mezzo di hashish nascosto tra frigorifero e ingresso di un’abitazione: una parte era occultata in un barattolo tra gli alimenti, mentre quindici panetti erano custoditi in una busta con la scritta ironica “solo robba bella”. Altri quattro arresti hanno riguardato due coppie di pusher attive nei quartieri Ponte Milvio ed Eur, che gestivano consegne su ordinazione tramite app di messaggistica, usando l’automobile come punto mobile di smistamento. Un diciannovenne macedone è stato infine fermato dal Commissariato Torpignattara mentre girava in monopattino con ventuno dosi di hashish nel borsello.
Sempre nell’ambito del contrasto alla malamovida, i Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia hanno condotto un servizio straordinario sul litorale romano, tra Ostia, Fiumicino e Fregene, con un bilancio di cinque arresti, dieci denunce e diciannove sanzioni per un totale di oltre 16.000 euro. Fermato un 50enne trovato con cocaina rosa, ecstasy e cristalli di MDMA nei pressi di uno stabilimento balneare a Fregene; arrestato anche un 19enne di Ostia con hashish in tasca e ulteriori 87 grammi della stessa sostanza trovati in casa. Nel corso dei posti di blocco, i militari hanno inoltre denunciato tre automobilisti positivi all’etilometro, un uomo con patente albanese falsa, un 18enne per ricettazione e una 62enne per false generalità. In totale sono state identificate 373 persone e controllati 179 veicoli.

A Velletri, i Carabinieri della Compagnia locale hanno arrestato in flagranza un 36enne tunisino con precedenti, sorpreso mentre tentava di forzare l’ingresso della struttura protetta dove erano stati collocati la moglie di 23 anni e i due figli minori, messi in sicurezza dai servizi sociali del Comune di Velletri dopo la denuncia della donna. La vittima aveva trovato il coraggio di denunciare pochi giorni prima un grave episodio di violenza domestica, durante il quale era stata aggredita prima verbalmente e poi colpita con un bastone alla presenza dei figli. Il Codice Rosso, attivato tempestivamente, ha permesso di proteggere la famiglia e di bloccare l’uomo prima che potesse raggiungere i suoi familiari. L’arrestato è ora alla Casa Circondariale di Velletri.
Sul fronte della tutela dei consumatori, un’operazione coordinata dalla Questura di Roma ha interessato il mercato di Monte Mario, con il concorso degli agenti del XIV Distretto Primavalle, della Capitaneria di Porto di Roma e del personale dell’ASL Roma 1. Il bilancio è pesante: oltre 9.000 euro di sanzioni e più di 110 chilogrammi di alimenti sequestrati o distrutti. Due attività — una pescheria e una macelleria — presentavano gravi carenze igienico-sanitarie e prodotti privi di tracciabilità. Una terza macelleria araba in via Pietro Bembo, già destinataria di prescrizioni mai ottemperate, è risultata completamente sprovvista di un sistema informativo per i consumatori sulla provenienza delle carni bovine: per il titolare è scattata la cessazione definitiva dell’attività di preparazione di carni pronte da cuocere.
Non è andata meglio al gestore di un locale nel quartiere Talenti, presentato sui social come una suggestiva “oasi urbana” con luci, musica live e atmosfera estiva. Gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno trovato il numero di clienti pari al doppio della capienza consentita dalla Commissione Comunale di Vigilanza, vie di fuga ostruite da consolle DJ, banconi e catene di ferro, quadri elettrici scoperti e condizioni igieniche critiche nei bagni. Il locale è stato posto sotto sequestro preventivo, provvedimento poi convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

A chiudere la settimana, una storia a lieto fine che vale la pena raccontare. Un turista cinese di 21 anni, che aveva subìto il furto del proprio MacBook Air alla Stazione di Roma Termini lo scorso 6 maggio, ha potuto riabbracciare il suo computer direttamente all’Aeroporto di Fiumicino, pochi minuti prima di imbarcarsi per Hong Kong. A restituirglielo sono stati i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, che avevano ritrovato il dispositivo durante una perquisizione a casa di un 28enne denunciato per ricettazione, e quelli della Compagnia di Frascati, che hanno gestito a distanza la burocrazia della restituzione inviando poi una pattuglia allo scalo. Il giovane ha inviato una mail di ringraziamento che difficilmente si dimentica: «Avete trasformato una situazione molto stressante in una meravigliosa dimostrazione della gentilezza e della professionalità dei Carabinieri italiani.»




