Un centralino clandestino nel seminterrato di un’abitazione a Casoria, in provincia di Napoli, da cui partivano telefonate studiate nei minimi dettagli per raggirare persone anziane e sole. È quanto hanno ricostruito i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, che su delega della Procura della Repubblica di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque uomini, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere dedita a estorsioni e truffe ai danni di anziani.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale Ordinario di Roma su richiesta della Procura capitolina all’esito degli interrogatori preventivi, ha portato all’applicazione di misure differenziate: due uomini sono stati condotti in carcere, uno è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per gli altri due è scattato l’obbligo di dimora nel comune di Napoli. L’operazione si è svolta contestualmente in più località, tra Napoli, Afragola, Chiavari e Sant’Angelo dei Lombardi, a testimonianza della ramificazione territoriale del gruppo. I cinque indagati, tutti originari della provincia partenopea, hanno un’età compresa tra i 26 e i 50 anni.
Le indagini, coordinate dal dipartimento “Criminalità diffusa e grave” della Procura di Roma, erano partite nell’ottobre del 2023 dopo la denuncia sporta da una delle vittime, per poi concludersi nel marzo 2024. Il lavoro investigativo dei militari dell’Arma si è sviluppato su più fronti: dall’acquisizione dei tabulati telefonici e telematici all’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate nei pressi delle abitazioni prese di mira e degli istituti di credito dove le vittime venivano indotte a prelevare denaro contante, fino a mirate attività di intercettazione. Un mosaico investigativo che ha permesso di delineare con precisione la struttura dell’organizzazione, riconducibile complessivamente a dodici persone, distinguendo i ruoli di promotori, telefonisti, contabili ed emissari incaricati di recarsi fisicamente nelle abitazioni delle vittime.
Il periodo in cui si sarebbero consumati i reati contestati va da ottobre 2023 a marzo 2024, con teatro delle vicende le città di Roma e Livorno. In totale, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire tredici episodi delittuosi, ognuno caratterizzato da uno schema criminale ormai purtroppo diffuso ma sempre efficace nel colpire le fragilità delle persone più anziane.
Il modus operandi, secondo quanto emerso dalle indagini, faceva leva su espedienti classici della cosiddetta truffa dell'”anziano solo”: la voce del finto nipote in difficoltà economica, magari a causa di un incidente stradale o di pagamenti insoluti da saldare con urgenza, oppure quella del sedicente rappresentante delle forze dell’ordine, intervenuto per recuperare gioielli o denaro custoditi in casa e presentati come prova o come cauzione. Espedienti pensati per carpire la fiducia di vittime perlopiù ultrasessantacinquenni, spesso affette da patologie o comunque limitate nella capacità di reagire, fino a farsi consegnare direttamente denaro contante e monili preziosi all’interno delle proprie abitazioni. Il bottino veniva poi riportato nel Napoletano e suddiviso tra i partecipi dell’associazione, secondo un vero e proprio sistema di compenso per l’attività criminale svolta.
Non si tratta della prima operazione condotta dai Carabinieri di Trastevere in questo filone investigativo: lo scorso 28 aprile era già stata eseguita un’analoga misura cautelare in carcere nei confronti di altre cinque persone, a conferma di un’attività di contrasto che prosegue senza sosta contro un fenomeno criminale in costante crescita e particolarmente odioso per la scelta delle vittime.




