Ancora un episodio di violenza di particolare gravità che vede protagonisti giovani di Anagni; nella serata di mercoledì scorso, due ragazzi sono stati aggrediti selvaggiamente da un gruppo di coetanei nei pressi dell’ex clinica Madonna delle Grazie, oggi rudere abbandonato, in via Colle Porio. Il pestaggio, avvenuto tra le 20:30 e le 21:00, ha reso necessario il ricorso alle cure sanitarie per due delle vittime (l’altro, seppure con il volto tumefatto, ha preferito non recarsi in ospedale), mentre le famiglie hanno già presentato denuncia contro gli aggressori, tutti riconosciuti e segnalati ai Carabinieri.
A raccontare la vicenda ad anagnia.com è la madre di uno dei due ragazzi malmenati, che insieme al figlio ha sporto denuncia formale nei confronti del gruppo responsabile del pestaggio. La zona in cui si è consumata l’aggressione, va sottolineato, non è isolata: via di Colle Porio si trova infatti a breve distanza dal popoloso quartiere di via Carlo Alberto Dalla Chiesa e dalle sedi della Polizia Locale, dei Carabinieri Forestali e della Brigata della Guardia di Finanza, un dettaglio che rende ancora più singolare la dinamica dei fatti.

Secondo quanto ricostruito, l’ex struttura sanitaria, ormai da tempo trasformata in un ritrovo informale per i giovani della zona, è stata teatro di un primo tentativo di intimidazione: un gruppo di ragazzini minorenni si sarebbe presentato davanti ad alcuni coetanei che si trovavano all’interno dell’edificio abbandonato, intimando loro di consegnare telefoni cellulari, auricolari, casse bluetooth e, pensando che i giovani ne fossero in possesso, anche sostanze stupefacenti. Di fronte al rifiuto, il primo gruppo sarebbe stato allontanato dai ragazzi presenti nella struttura.
La situazione si è però aggravata drammaticamente poco dopo, quando gli stessi ragazzini sarebbero tornati sul posto accompagnati da una decina di coetanei più grandi, sebbene ancora minorenni. È in questa seconda fase che si è scatenata la violenza vera e propria: le vittime sono state colpite con pugni, calci, ginocchiate e persino con degli accendini, subendo percosse concentrate soprattutto al volto e alla testa. Uno dei due ragazzi ha riportato una lesione al timpano a seguito di un calcio alla testa, oltre a un occhio nero, mentre l’altro giovane, un quindicenne, è stato aggredito con particolare violenza dopo essere caduto a terra, riportando un trauma cranico e diverse lesioni al volto. Secondo quanto raccontato, durante l’aggressione sarebbero stati inoltre estratti dei coltelli, utilizzati per minacciare di morte le vittime.
Le conseguenze dell’episodio non si sono fermate alla sola violenza fisica. Il giorno successivo all’aggressione, stando al racconto della madre che si è rivolta alla nostra redazione, il gruppo si sarebbe presentato nuovamente sotto l’abitazione di uno dei ragazzi colpiti, minacciandolo apertamente: qualora la famiglia avesse deciso di sporgere denuncia, avrebbero fatto “ammazzare” il giovane. Un episodio che ha generato nella famiglia la sensazione di essere stata osservata e seguita nei giorni successivi ai fatti.
“Un fatto di inaudita gravità”, ha commentato la madre di uno dei ragazzi aggrediti, che insieme alle altre famiglie coinvolte ha deciso di presentare denuncia formale. Tutti i presunti responsabili dell’aggressione sarebbero stati riconosciuti dalle vittime, e i relativi nominativi sono stati comunicati ai Carabinieri, che al momento stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio e le eventuali responsabilità di ciascuno dei partecipanti al pestaggio.
Un episodio che riaccende i riflettori sul grave fenomeno del bullismo e della violenza tra minori, un tema che purtroppo non è nuovo alle cronache della città. Già nei mesi scorsi, infatti, Anagni era stata teatro di episodi simili: si ricorderà, ad esempio, quanto accaduto nel parcheggio di San Magno, quando un gruppo di ragazzine si era scontrato violentemente, in un pestaggio che alcuni presenti avevano ripreso con il cellulare. Episodi che, seppur diversi tra loro, testimoniano come il fenomeno della violenza giovanile richieda un’attenzione costante da parte delle istituzioni, delle famiglie e della comunità.




