Ad Anagni sfocia nello scontro politico, forte e diretto, il tema della sicurezza e del disagio giovanile, dopo i gravi fatti avvenuti nella serata di mercoledì 1 luglio presso l’ex clinica Madonna delle Grazie, struttura ormai abbandonata da anni poco lontano dal cuore della città. Secondo quanto denunciato, un gruppo di giovanissimi sarebbe stato vittima di un violento pestaggio da parte di un branco di coetanei, con tanto di minacce di morte e uso di armi da taglio. Le vittime, che avrebbero riportato ferite di una certa gravità, avrebbero avuto il coraggio di sporgere denuncia, subendo in seguito ulteriori intimidazioni sotto casa.
A prendere carta e penna per primo – dopo il nostro reportage – è stato il Partito Democratico di Anagni, che con un duro comunicato ha parlato di “spazi fantasma” cittadini e di una vera e propria “malattia strutturale” che affliggerebbe la città. Secondo i dem, l’episodio non sarebbe affatto isolato, ma la conseguenza diretta di un vuoto amministrativo che riguarderebbe da vicino le politiche giovanili locali. Il partito ha puntato il dito contro quella che definisce l’assenza di reali opportunità culturali e di aggregazione per gli adolescenti, sottolineando come il centro storico cittadino stia vivendo un progressivo spopolamento, privo di una programmazione di lungo respiro. Da qui la richiesta di tre interventi concreti e immediati: la messa in sicurezza e il recupero degli immobili abbandonati come l’ex clinica, attraverso un’ordinanza di chiusura degli accessi; l’istituzione di un tavolo di crisi permanente sul disagio giovanile, che coinvolga Comune, forze dell’ordine, scuole e servizi sociali; e infine una rimodulazione del cartellone estivo con iniziative gratuite pensate specificamente per gli adolescenti.
La replica del primo cittadino non si è fatta attendere. Il sindaco di Anagni, avvocato Daniele Natalia, ha respinto con fermezza la ricostruzione del Partito Democratico, invitando a un approccio più fattuale e meno strumentale su una vicenda tanto delicata. Secondo il sindaco, il disagio giovanile non sarebbe affatto un problema esclusivamente anagnino, ma il sintomo di un cambiamento sociale ben più ampio, che investe l’intero Paese e che chiama in causa modelli educativi, culturali e relazionali profondamente mutati rispetto al passato. Natalia ha inoltre osservato come, paradossalmente, proprio la comunicazione contemporanea e i social media veicolino spesso messaggi distorti, capaci di esaltare prevaricazione e violenza tra i più fragili.
Il primo cittadino ha quindi rivendicato una lunga serie di iniziative già messe in campo dalla sua amministrazione: dalla riqualificazione delle strutture sportive comunali all’istituzione della Consulta dei Giovani e del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze. Ha ricordato inoltre come, già dal settembre 2025, sia attivo un tavolo tecnico sul bullismo che coinvolge le principali scuole cittadine, l’Asl e le famiglie, con la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore alle Politiche Giovanili Chiara Stavole. A questo si aggiunge, dal marzo 2026, il progetto “desTEENazione”, promosso dal Distretto socio-sanitario Anagni-Alatri, che prevede la presenza settimanale di educatori di strada impegnati con ragazzi dagli 11 ai 18 anni.
Tra le attività già realizzate, il sindaco ha citato incontri nelle scuole, talk con specialisti della Asl di Frosinone, un torneo di basket in piazza Cavour organizzato con la collaborazione dell’associazione Generazione in Movimento, la serata “Quizzami” e una caccia al tesoro in programma il 16 luglio, oltre a una futura Marcia della Pace insieme agli istituti scolastici del territorio. Non è mancato, nel comunicato del sindaco, un riferimento a un altro episodio avvenuto pochi giorni prima: alcuni adolescenti, individuati grazie alle telecamere di videosorveglianza, avrebbero danneggiato in piena notte un cartello della Pro Loco, in evidente stato di alterazione alcolica. Un episodio che, secondo Natalia, conferma quanto il tema della sicurezza tra i più giovani vada affrontato con strumenti concreti e senza sottovalutazioni.
Pur nella distanza delle posizioni, un punto di contatto tra le due fazioni politiche sembra comunque emergere: la necessità di un tavolo permanente e operativo sul disagio giovanile, un obiettivo che il sindaco ha assicurato di star già costruendo insieme alle forze dell’ordine, nell’ottica di una linea di tolleranza zero verso violenza, vandalismo e comportamenti devianti. Natalia ha infine ribadito come la sfida educativa non possa essere delegata soltanto alla politica o alla scuola, ma debba coinvolgere l’intera comunità, a partire dal ruolo primario delle famiglie.




