La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Lazio ha respinto il progetto con cui il Comune di Anagni intendeva realizzare un parcheggio in Viale Giacomo Matteotti, nell’area del parco antistante il Convitto Nazionale Regina Margherita. La decisione mette per il momento la parola fine a un iter che aveva sollevato non poche polemiche in città.
L’amministrazione comunale aveva avanzato richiesta di esproprio per pubblica utilità dell’area verde, con l’obiettivo di trasformarla in uno spazio destinato alla sosta delle auto. Ma la risposta dell’organo di tutela è stata netta: non è ammissibile espropriare un bene culturale protetto per destinarlo a parcheggio. Secondo la Soprintendenza, l’esproprio di un’area vincolata può essere giustificato soltanto da un motivato interesse a migliorarne la tutela e la fruizione pubblica, condizione che un intervento di demolizione e asfaltatura andrebbe evidentemente a contraddire. Per questo l’ente ha negato l’autorizzazione e ha disposto l’annullamento dell’atto nei confronti del Convitto Nazionale Regina Margherita, chiedendo il ripristino dello stato originario della proprietà.
A rivendicare il risultato è il Coordinamento ambientale “Difendiamo la Valle”, che negli scorsi mesi aveva formalizzato un esposto agli enti nazionali e regionali competenti per richiamare l’attenzione sul vincolo che grava sul parco del Convitto. Secondo il coordinamento, la vicenda dimostra come l’attenzione dei cittadini e delle associazioni del territorio abbia avuto un ruolo determinante nel far rispettare un vincolo che tutela un pezzo di verde storico della città.
Il gruppo ambientalista sottolinea inoltre come questa bocciatura non sia un episodio isolato: pochi mesi prima un destino simile era toccato al progetto per un’area fitness nel Parco della Rimembranza, anch’esso fermato dagli organi competenti. Una sequenza di stop che, secondo il coordinamento, testimonierebbe un metodo amministrativo poco incline al confronto preventivo con la cittadinanza nella programmazione delle opere pubbliche.
Nel comunicato, “Difendiamo la Valle” richiama poi un tema più ampio, quello della gestione del verde urbano: mentre realtà amministrative più attente al clima puntano su riforestazione urbana e riduzione del cemento, seguendo gli indirizzi di enti come FAO, Unione Europea, ISPRA e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per contrastare le isole di calore urbane, l’amministrazione anagnina — secondo il coordinamento — continuerebbe invece a privilegiare soluzioni basate su asfalto e cemento, con ricadute negative sulla vivibilità della città.
Il coordinamento chiede ora che si torni al progetto originario per l’area, quello che prevedeva la restituzione del cosiddetto “Parchetto” alla cittadinanza, attraverso un accordo di gestione condivisa tra il Comune di Anagni e il Convitto Nazionale Regina Margherita. Solo in questo modo, sostiene l’associazione, sarà possibile restituire all’area la dignità e la vivibilità che le sono proprie.




