Ci sono storie capaci di superare i confini del semplice agonismo, destinate a trasformarsi in autentici manifesti di resilienza e forza di volontà. Quella di Riccardo Scussa, trentaseienne store manager originario di Anagni, appartiene di diritto a questa categoria. Conosciuto da tutti affettuosamente come Ricky, questo atleta straordinario ha recentemente firmato un’impresa leggendaria sul palcoscenico internazionale del culturismo, conquistando la prestigiosa e sognata pro card sul leggendario palcoscenico dell’Olympia Amateur Portugal. Un traguardo che decreta ufficialmente il suo ingresso nell’élite del professionismo mondiale e che rappresenta il culmine di un viaggio umano e sportivo incredibile, iniziato nel momento più buio della sua intera esistenza.
Per ben venticinque anni, la vita di Riccardo Scussa è ruotata attorno a un pallone da calcio, una routine scandita da campi di provincia e passioni domenicali. Poi, la decisione di cambiare rotta, mossa inizialmente dal semplice e fisiologico bisogno di ritrovare una buona forma e stare bene con il proprio corpo. La transizione verso la sala pesi rivela una genetica straordinaria e una risposta fisica eccellente che, nel giro di sei anni di dedizione al body building, lo spingono inevitabilmente verso i binari della competizione pura. I primi passi nell’agonismo avvengono sotto la guida di un preparatore locale, una figura fondamentale per aprire le porte di questo mondo affascinante e rigoroso, fatto di sacrifici invisibili e precisione millimetrica.
La vera svolta, non solo agonistica ma soprattutto umana, si concretizza nel luglio del 2022. Riccardo Scussa si trova a fare i conti con le macerie emotive e fisiche lasciate da un grave problema di salute, una patologia severa che mette a dura prova la sua tenuta psicologica. Proprio in quel frangente così delicato avviene l’incontro con il coach Giuseppe Romano, oggi riconosciuto come uno dei tecnici più influenti e importanti d’Europa e di assoluta fama internazionale. Il percorso intrapreso non si limita alle tabelle di allenamento o ai piani nutrizionali; il tecnico lavora prima di tutto sul piano psicologico, aiutando l’atleta di Anagni a ritrovare la fiducia in se stesso, a riscoprire quella forza interiore necessaria per ripartire e, infine, a stravolgere completamente la propria struttura fisica.
Il debutto nella categoria men physique all’interno della prestigiosa IFBB Pro League – l’unica federazione ufficialmente riconosciuta e considerata la vetta assoluta del culturismo mondiale – non è privo di ostacoli. Le prime competizioni non portano i risultati sperati, ma la fiducia incrollabile nel sodalizio con il proprio preparatore spinge il binomio a non mollare la presa. I frutti di un lavoro meticoloso e pluriennale iniziano a palesarsi progressivamente. Il 2025 si rivela un anno di semina intensissima, con ben cinque gare disputate sul territorio europeo e una memorabile trasferta in Canada, condite da ottimi piazzamenti che confermano la bontà della direzione intrapresa, pur lasciando l’amaro in bocca per quel sogno professionistico ancora soltanto sfiorato.

Il 2026 si apre con un obiettivo chiaro, quasi un’ossessione sportiva: agguantare la tessera da professionista. Curando ogni minimo dettaglio e limando qualsiasi imperfezione, il campione di Anagni inaugura la stagione agonistica sul territorio nazionale con un incoraggiante terzo posto. La conferma che la strada sia quella giusta arriva poco dopo in Polonia, in occasione del Champions Classic, dove l’atleta sale nuovamente sul terzo gradino del podio. La successiva tappa all’Olympia Amateur Alicante, in Spagna, segna un ulteriore balzo in avanti: una medaglia d’argento pesantissima, conquistata imponendosi su dodici agguerriti atleti provenienti da ogni angolo del globo.

La vera e propria accelerazione verso la gloria si consuma a distanza di due sole settimane, sempre sulla pedana spagnola, durante la celebre competizione Empro. Qui Riccardo Scussa sbaraglia la concorrenza, portando a casa un clamoroso primo posto di categoria e sfiorando la vittoria assoluta nel verdetto dell’overall. L’entusiasmo è alle stelle e la consapevolezza di essere a un passo dalla storia spinge l’atleta e il suo coach a non fermarsi e a tentare il tutto per tutto nella tana del lupo: l’Olympia Amateur Portugal, considerata all’unanimità dagli addetti ai lavori la gara più difficile e selettiva del vecchio continente.

In terra portoghese la magia si compie. Con una condizione fisica impeccabile e una presenza scenica monumentale, il trentaseienne laziale batte dodici rivali nella propria categoria d’appartenenza e surclassa gli otto campioni delle altre divisioni nel decisivo scontro dell’overall. Il verdetto dei giudici è un trionfo unanime: la pro card è finalmente sua. La felicità per un sogno che appariva lontano e sbiadito dal dolore della malattia si trasforma in realtà tangibile per il portacolori di Anagni. Ma per un vero campione la fine di un viaggio coincide sempre con l’inizio di una nuova sfida. Archiviati i meritati festeggiamenti, l’atleta è già pronto a tornare in palestra a testa bassa, focalizzato sul nuovo e stimolante obiettivo: lasciare il segno nel circuito mondiale dei professionisti.




