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    Home » Aggressione nell’ex clinica, il vicesindaco Riccardo Ambrosetti attacca il PD: “usa la violenza come arma politica”
    Politica

    Aggressione nell’ex clinica, il vicesindaco Riccardo Ambrosetti attacca il PD: “usa la violenza come arma politica”

    ad Anagni monta lo scontro politico dopo il pestaggio in via Colle Porio: l'esponente di Fratelli d'Italia respinge le accuse del Partito Democratico e rivendica il lavoro dell'amministrazione sulle Politiche giovanili
    10 Luglio 20265 Mins Read
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    Non si placano le polemiche ad Anagni dopo il grave episodio di violenza avvenuto nell’ex clinica Madonna delle Grazie, in via Colle Porio, dove nei giorni scorsi un gruppo di minorenni ha aggredito brutalmente tre coetanei, due dei quali hanno riportato lesioni serie. Alle polemiche cittadine si è aggiunto ora anche un acceso confronto politico, innescato dalle critiche mosse dal Partito Democratico all’Amministrazione comunale.

    A intervenire con una nota è il vicesindaco Riccardo Ambrosetti, esponente di Fratelli d’Italia, che respinge con fermezza le accuse recapitate dal circolo dem locale. Secondo Ambrosetti, ancor prima che le Forze dell’Ordine completino gli accertamenti sulla dinamica dei fatti, dalle fila del Partito Democratico sarebbe già arrivata una sentenza politica, che attribuirebbe la responsabilità dell’accaduto al Sindaco e alla Giunta comunale. Un approccio che il vicesindaco definisce semplicistico e strumentale, sottolineando come il fenomeno del bullismo e della violenza giovanile coinvolga in realtà famiglie, scuola, istituzioni e società nel suo complesso, e riguardi l’intero territorio nazionale e non un singolo Comune.

    Nella nota, Ambrosetti ricorda poi le iniziative messe in campo dall’Amministrazione anagnina in materia di politiche giovanili: l’istituzione della Consulta dei Giovani e del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, l’avvio di un tavolo permanente contro il bullismo con il coinvolgimento di scuole, ASL e famiglie, l’adesione al progetto “desTEENazione” con l’impiego di educatori di strada, oltre agli investimenti nella riqualificazione degli impianti sportivi cittadini e alla promozione di iniziative culturali e di aggregazione giovanile.

    Il vicesindaco contesta inoltre le critiche del PD relative allo spopolamento del centro storico, ribaltando l’argomentazione: secondo Ambrosetti, fu proprio durante le passate amministrazioni di centrosinistra che il cuore della città si sarebbe progressivamente svuotato, complice la scarsità di eventi e iniziative capaci di attrarre residenti e visitatori. Oggi, sostiene, il centro storico avrebbe invece riacquistato vitalità grazie a manifestazioni, spettacoli e occasioni di aggregazione promosse dalla Giunta attualmente in carica.

    Riccardo Ambrosetti

    Sulla questione specifica dell’immobile teatro dell’aggressione, Ambrosetti ribadisce come l’ex clinica Madonna delle Grazie sia una proprietà privata, evidenziando come eventuali interventi risolutivi non possano prescindere da precisi presupposti giuridici che ne consentano l’applicazione concreta, e come la gestione di un immobile privato non possa essere equiparata a una questione risolvibile con un semplice comunicato stampa.

    Il vicesindaco conclude la propria nota rivendicando la volontà dell’Amministrazione di proseguire il lavoro di collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine, scuole, ASL, associazioni e famiglie, per rafforzare le iniziative di prevenzione del disagio giovanile e tutela della sicurezza dei più giovani, rimarcando la distanza tra l’approccio amministrativo rivendicato dalla Giunta e quella che definisce propaganda politica da parte dell’opposizione.

    LA NOTA INTEGRALE DI RICCARDO AMBROSETTI, VICESINDACO DI ANAGNI

    C’è qualcosa di ancora più grave della violenza subita da quei ragazzi: usare quella violenza come un’arma politica.

    Il Partito Democratico ha scelto di farlo senza il minimo pudore.

    Prima ancora che la vicenda venga completamente accertata dalle Forze dell’Ordine, c’è già chi ha emesso la propria sentenza: la colpa sarebbe del Sindaco e dell’Amministrazione comunale. Un ragionamento tanto semplicistico quanto strumentale.
    Se bastasse organizzare un concerto in più o un evento estivo per eliminare il bullismo, le baby gang e la violenza giovanile, il problema sarebbe stato risolto da anni in tutta Italia. Purtroppo la realtà è molto più complessa e coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e l’intera società.
    Fa sorridere che proprio il Partito Democratico venga oggi a impartire lezioni sulle politiche giovanili, quando per anni ha governato Regione, Provincia e numerosi Comuni senza riuscire ad arginare un fenomeno che oggi interessa l’intero Paese, dalle grandi città ai piccoli centri.

    Ad Anagni, invece, non siamo rimasti a guardare.

    Abbiamo istituito la Consulta dei Giovani, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, avviato il tavolo permanente contro il bullismo con scuole, ASL e famiglie, aderito al progetto “desTEENazione” con educatori di strada, investito nella riqualificazione degli impianti sportivi e promosso iniziative culturali, sportive e di aggregazione rivolte ai giovani.

    Sono fatti. Non slogan.

    C’è poi un’altra contraddizione che non può passare inosservata.

    Il Partito Democratico arriva perfino a parlare di spopolamento del centro storico, dimenticando che proprio durante gli anni delle propria amministrazioni il cuore della città era diventato un dormitorio. Pochissimi eventi, scarsissima capacità di attrazione e un centro che si svuotava sempre di più.

    Oggi, invece, grazie al lavoro di questa Amministrazione, il centro storico è tornato ad essere vissuto con manifestazioni, spettacoli, iniziative culturali e occasioni di aggregazione che hanno restituito vitalità alla città. Negarlo significa negare l’evidenza.

    Quanto all’ex clinica Madonna delle Grazie, tutti sanno che si tratta di un immobile privato. Chi oggi pretende di impartire lezioni dovrebbe spiegare ai cittadini quale sarebbe la norma che consentirebbe al Comune di entrare in una proprietà privata e risolvere, con un semplice comunicato stampa, problemi che appartengono innanzitutto ai proprietari e, quando necessario, alle autorità competenti. Le ordinanze non sono slogan elettorali: hanno presupposti giuridici precisi e devono essere concretamente applicabili.

    Fa riflettere, infine, leggere tanta demagogia da parte di un direttivo locale del Partito Democratico nel quale siedono anche insegnanti, persone che conoscono bene quanto il fenomeno del bullismo sia delicato e complesso. Proprio per questo dovrebbero sapere che non esistono scorciatoie propagandistiche e che nessuno può trasformare episodi tanto gravi in un’occasione per colpire l’avversario politico.

    Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: lavorare insieme a Prefettura, Forze dell’Ordine, scuole, ASL, associazioni e famiglie, rafforzando ogni iniziativa utile a prevenire il disagio giovanile e a garantire maggiore sicurezza.

    Al Partito Democratico lasciamo la propaganda.

    Noi preferiamo continuare ad amministrare.

    Perché la sicurezza dei nostri ragazzi merita serietà, responsabilità e lavoro quotidiano, non comunicati costruiti per inseguire una polemica politica.

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