Momenti di forte tensione due giorni fa all’oratorio di San Paolo, nel cuore del centro storico di Anagni, durante un torneo di calcio riservato ai ragazzi. Quello che avrebbe dovuto essere un pomeriggio all’insegna dello sport e del divertimento si è trasformato in un episodio che ha riportato all’attenzione della comunità un tema tanto delicato quanto attuale: il comportamento degli adulti sugli spalti, spesso più fuori controllo di quello dei giovani in campo.
Secondo quanto ricostruito, la miccia si è accesa sugli spalti, dove alcuni genitori dei ragazzi impegnati nella partita hanno cominciato a inveire pesantemente contro l’arbitro dell’incontro, una giovane di appena 20 anni. Le offese, reiterate nel corso della gara, avrebbero portato la ragazza quasi alle lacrime a pochi minuti dal termine della partita, che comunque è stata regolarmente conclusa nonostante il clima acceso.
Non si tratterebbe, purtroppo, di un caso isolato. Episodi simili si sarebbero già verificati lo scorso anno, tanto che gli organizzatori del torneo avevano deciso, proprio per questa edizione, di affidarsi ad arbitri ufficiali della Federazione, abbandonando la consuetudine di far dirigere le gare da collaboratori interni al centro. Una scelta pensata per garantire maggiore autorevolezza e serenità alle partite, che alla luce dei fatti non è bastata a scongiurare nuove tensioni.
«È davvero spiacevole», hanno commentato ieri mattina alcuni degli organizzatori, «già lo scorso anno erano capitate cose simili. E proprio per evitare fatti del genere avevamo deciso di non essere noi del centro ad arbitrare le partite, come si fa di solito, ma di chiamare degli arbitri provenienti dalla Federazione. Ovviamente tutti possono sbagliare, anche gli arbitri; ma questo non autorizza i genitori a comportarsi in questo modo».
Un richiamo netto alla responsabilità degli adulti, accompagnato da un monito per il futuro. Gli organizzatori hanno infatti annunciato l’intenzione di adottare provvedimenti più severi qualora simili episodi dovessero ripetersi: «Non dovremmo mai dimenticare che questi tornei si fanno soprattutto per il divertimento dei ragazzi, anche perché siamo in un oratorio», hanno aggiunto, sottolineando come con gli organizzatori sia stato stabilito che, in caso di nuovi comportamenti scorretti, la squadra legata ai genitori coinvolti potrà essere allontanata dal torneo.
Un episodio che, per quanto circoscritto all’ambito sportivo, riapre la riflessione su un fenomeno sempre più diffuso nei tornei giovanili di ogni ordine e categoria: quello della pressione esercitata dagli adulti su arbitri, allenatori e giovani atleti, spesso a scapito dello spirito educativo e ricreativo che dovrebbe caratterizzare queste iniziative, specialmente quando organizzate in contesti come quello di un oratorio.




